USANNE GOGA.
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I misteri di Chalk Hill.
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Parte 2.
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Titolo originale: Der verbotene Fluss. 2014.
Traduzione di: Lucia Ferrantini.
2015. Giunti Editore, Firenze - Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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20. Londra, ottobre 1890.
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Davvero squisito, questo ristorante disse John Hoskins guardandosi intorno ammirato nel Savoy Grill. Il soffitto a cassettoni in legno, sorretto da colonne quadrate, le pareti a specchio e i tavolini tondi con le comode sedie imbottite e le tovaglie di un bianco abbagliante conferivano all'ambiente un'atmosfera elegante, ma allo stesso tempo confortevole. Dall'inaugurazione, risalente a due anni prima, il ristorante aveva avuto un successo fulmineo. Certo, non tutti i giorni aggiunse guardando i prezzi del men.
Tom Ashdown annu. L'ideale, per, per concludere degnamente una piacevole serata a teatro con buoni amici.
Sarah sorrise. In realt a me l'opera non piace, ma questa Basoche s. Divertente, soprattutto, che per me  la cosa pi importante. Odio quegli spettacoli in cui alla fine muoiono tutti.
S, e questo Bispham nei panni di Herzog non era male, anche se non me ne intendo di canto e di musica aggiunse Tom. Non  il mio campo. Appena gli attori sul palco aprono la bocca per cantare, invece di recitare, io mi sento un pesce fuor d'acqua. Lanci un'occhiata a Emma Sinclair, la sorella di Sarah, e lei fece un sorriso timido.
Dicono che l'anno prossimo sar alla Royal Opera con I maestri cantori intervenne John, un intenditore del cartellone d'opera della capitale, nonch grande amante di Wagner. Ma raccontaci cosa c' di bello a teatro, insomma cosa ci siamo persi stasera.
Tom rise. Vi avrei portato volentieri al Royalty.
Emma Sinclair lo guard sorpresa. Mai sentito, questo teatro.
Be',  piccolo e ha avuto una storia travagliata. Da poco ci recita una compagnia che fa pezzi abbastanza scandalosi, ma riescono ad aggirare la censura spacciandolo per un club privato. A marzo ci ho visto Spettri, uno spettacolo scandinavo...
Ti prego, dimmi che non  vero! disse Sarah sconvolta.
Be', ma cosa c' di tanto terribile? intervenne la sorella. Anzi, sembra interessante.
Tom toss. Hanno fatto un'unica replica, il teatro era pieno come un uovo. Follia, tradimenti, figli illegittimi, ipocrisie, suicidio... non si sono fatti mancare niente. Questo Ibsen  un nome che devo segnarmi. L'ho trovato veramente avvincente, per quanto... Chiedo scusa.
Un uomo con la barba di dimensioni spropositate, una mantella con il collo in pelliccia e una schiera di giovanotti al seguito, gli fece un cenno, cos Tom si alz e and a salutarlo. L'uomo, i capelli grigi e ricci lunghi fino alle spalle, gli strinse la mano con forza e gli diede una pacca sulla spalla.
Di nuovo in pista, eh, Ashdown? Sono contento. Cari, andate pure, vi raggiungo tra un attimo.
Le donne guardarono il colosso con occhi sgranati, mentre John soppresse un ghigno.
Vi presento Allaric Greene, il famoso critico d'opera.
Il nuovo arrivato fece un inchino teatrale.  un piacere conoscervi... Ashdown, anche lei alla Basoche? Bispham  strepitoso, che timbro. Io dico che far una grande carriera, anche se ha iniziato tardi. Lanci un'occhiata alla tavolata. Per favore tenete bene a mente quello che sto per dirvi: stasera io, Allaric Greene, predico che David Bispham diventer un grande cantante. Prima o poi far Wagner, niente di meno.
Be', deve ancora lavorare un po' comment John guadagnandosi un'occhiataccia fulminante di Greene, che ricordava quella di un giardiniere ai pidocchi delle piante.
Sir, io non la conosco e non ho voglia di discutere, ma quest'uomo  destinato a fare grandi cose. Dicono che l'anno prossimo si esibir nei Maestri cantori.
Tom e John si guardarono ammiccando, e Greene sollev una mano. Vi  gi arrivata voce, vero? Bene. Ma questo  solo l'inizio. Ho sentito dire prosegu in un tono da cospirazione, che si fa consigliare da un medium, il quale dopo aver sbirciato nel suo futuro gli avrebbe raccomandato di studiare le parti delle opere di Wagner. Io personalmente non do molto credito a simili ciance, ma in questo caso specifico credo che il nostro uomo debba dargli retta. Il suo destino  Wagner, su questo non ci sono dubbi. Fece un inchino alle signore e annu in direzione di Tom e John. Signore e signori, tolgo il disturbo. Con un gesto melodrammatico si gett la mantella all'indietro e se ne and tutto impettito.
Tom e i suoi ospiti si guardarono divertiti, solo Emma Sinclair era impallidita. La sorella le mise una mano sul braccio. Cara, non ci pensare. Un tipo divertente, ma anche piuttosto grossolano.
Forse esistono davvero persone in grado di prevedere il futuro disse Miss Sinclair, senz'altro una donna graziosa, la pelle liscia ed enormi occhi castani. Non sono tutti come quel... come quel Belvoir. Lo disse con una voce timida, ma lanciando a Tom uno sguardo di sfida. Anche lei, poco fa, sosteneva la stessa cosa...
Tom lisci il tovagliolo, pensieroso.  vero. L'incontro con Mrs. Piper mi ha molto impressionato. Ma lei non risponde a domande cos banali, n chiede soldi per le sue prestazioni. Non ci sono proprio paragoni con Charles Belvoir. Cap che la giovane donna non era a suo agio, cos si affrett a cambiare argomento. Dov'eravamo rimasti, prima che quell'uccello del paradiso venisse a svolazzare al nostro tavolo? Ah, s, al Royalty Theatre.
No, per favore, basta con gli spettri disse Sarah.
Da quando sei cos sensibile? controbatt la sorella, che sembr essersi rianimata e si gir tutta eccitata verso Tom. Cos'altro ha visto, oltre agli Spettri?
L'ultima cosa che ho visto  stata Thrse Raquin di Zola. Anche questo non proprio decoroso. Rozzo e villano, ma anche innovativo ed eccitante. In questo genere di teatro si sente una specie di rottura, non cercano di piacere a tutti i costi, di farsi amare... Di colpo si zitt. Scusate, forse mi sono fatto trascinare troppo...
Miss Sinclair sorrise. Mr. Ashdown, non l'avevo mai vista cos in forma.
La sorella inarc un sopracciglio e guard divertita il marito, il quale annu soddisfatto e disse: Emma,  questo il suo vero carattere. Impetuoso, il cuore sulla punta della lingua, sempre un passo avanti agli altri, con i pensieri e con le parole....
Tom alz un bicchiere. A questo, brindiamo.
Da tempo non si sentiva cos bene.
Il buonumore di Tom rimase intatto anche dopo essersi congedato dagli amici, quando inizi a camminare lungo la riva, verso casa. Non aveva voglia di prendere una carrozza, amava troppo Londra, soprattutto a quell'ora. Il freddo autunnale non gli creava problemi. Proprio non poteva immaginarsi di vivere in un centro pi piccolo o addirittura in campagna: aveva bisogno dell'aria "elettrica" della grande citt, del brulichio continuo che sovrastava qualunque altro rumore. Ma amava anche i momenti di silenzio, le strade in cui tutto pareva essere rimasto ai tempi di Shakespeare, le periferie che sembravano ancora villaggi, anche se la metropoli stava inesorabilmente allungando i suoi tentacoli su di esse.
Si accese una sigaretta e prosegu a passo lento, fin quando la strada non si allarg e circond come un fiume in piena il complesso di St. Clement Danes. Senza fermarsi, diede un'occhiata alla torre di Christopher Wren, che svettava verso il cielo alta e smilza come un presagio della sua maestosa gemella poco pi a est. Poi svolt a destra nella piccola Milford Lane, che scendeva verso il Tamigi. La stradina, poco illuminata, confinava con i venerabili edifici del Tempie. Su tutto, un silenzio di tomba, come quello che doveva aver regnato all'epoca dei templari, dai quali prendeva nome quella zona e la chiesa circolare.
All'improvviso, sent dei passi alle spalle. Si guard indietro, ma non vide nessuno. Cos prosegu scuotendo la testa. Forse negli ultimi tempi aveva avuto troppo a che fare con i fenomeni soprannaturali se arrivava a sentire rumori che non esistevano. Alla sua sinistra, oltre le mura, i giardini del Middle Temple, che di sera sembravano abbandonati quanto gli edifici circostanti perch a quell'ora gli avvocati erano tornati a casa da un pezzo.
Di nuovo un rumore di passi. Rallent, senza fermarsi, poi si gir di scatto, vide un ragazzino e lo prese per il collo.
Cosa diavolo vai cercando?
Da accendere, Sir, sto cercando da accendere... Il ragazzino tir fuori una sigaretta.
Stasera sono di buonumore, quindi ti dar da accendere, invece di un bel calcio nel didietro. Accese un fiammifero, senza perderlo d'occhio. In realt voleva rapinarlo, non aveva dubbi, ma era stata una bella serata, e non voleva guastarsela.
Il ragazzino annu, si tocc il cappello e scomparve. Probabilmente lo aveva seguito fin dalla riva e, credendolo ubriaco, giudicato una preda facile.
Tom pass sotto un arco e guard il fiume, che persino a quell'ora brulicava di vita. Londra non dormiva mai, cos come il Tamigi.
L'ampio lungofiume Vittoria, inaugurato una ventina di anni prima, offriva una vista grandiosa. Tom poggi le mani sul parapetto e guard alla sua destra le affilate torri del Parlamento che si allungavano verso il cielo della sera. Poco pi a ovest si trovava l'Ago di Cleopatra, l'obelisco trafugato dall'Egitto. Girava voce che nelle sue vicinanze succedessero strane cose, ovvero che quel posto, a causa della lontananza dalla patria, attirasse i suicidi. Tom non ci aveva mai creduto, nemmeno per un secondo. Le storie da popolino erano solo ciance.
Su Mrs. Leonora Piper, invece, non era cos deciso. Ripensava spesso a quella seduta, lo aveva impressionato moltissimo. Era strano quanto spazio avessero ormai occupato quei temi nella sua vita; anche quella sera, per esempio, a un certo punto erano finiti a parlare di medium, sebbene fosse stato a causa della stravagante comparsata di Mr. Greene.
Tom gett nell'acqua scura la sigaretta finita. Fu sopraffatto da un profumo, una coppia che pass alle sue spalle. Si sentiva ancora la risata della donna, nonostante il rumore dei passi si fosse ormai smorzato. Quel profumo gli ricord Miss Sinclair... che fosse lo stesso?
Volt la schiena al fiume, si appoggi alla ringhiera e alz gli occhi al cielo, dove il vento sembrava rincorrere scampoli di nuvole. Era da tempo che non si sentiva cos sereno e rilassato, e si chiese se fosse solo l'effetto di quella serata tra amici.
Al ritorno a casa si era messo a scrivere ed era andato a letto molto tardi. Il giorno successivo, vicino al vassoio della colazione, trov una lettera. Diede un'occhiata al mittente: Dr. Henry Sidgwick, con l'indirizzo della Societ di Buckingham Street. Era un messaggio breve, ma cortese.
Mio caro Ashdown,
sarebbe bello se gioved prossimo venisse a cena da noi. C' un incarico
che vorrei affidarle. Cordialmente,
H. Sidgwick
Arrivato a Cambridge, Tom Ashdown raggiunse subito Chesterton Road, dove vivevano Henry ed Eleanor Sidgwick. La casa emanava un calore incredibile. Tom si sent subito attirato dalla luce gialla che fuoriusciva dai bovindi e illuminava a ventaglio la porta di casa. Era stato l solo una volta e ne conservava un ricordo piacevole. Gi entrando si sentiva l'atmosfera stimolante che regnava in quelle stanze e l'armonia in cui viveva la coppia.
La prima volta Tom aveva sentito una fitta al cuore, ripensando alla propria casa vuota e alla felicit condivisa con Lucy. Quella sera, invece, scacci i pensieri tristi e si concentr per immaginare quale incarico gli avrebbe affidato Sidgwick.
Eleanor gli apr di persona porgendogli la mano sorridendo.
Benvenuto, Tom. Prego, entri. Che tempaccio, spero abbia fatto buon viaggio. Gli prese l'ombrello e lo poggi vicino al guardaroba, poi ritir anche cappello e cappotto. Ha il cappotto tutto bagnato. Non sar mica venuto a piedi?
Tom si strinse nelle spalle. Be', forse ho un po' sottovalutato la strada dalla stazione rispose sorridendo.
S, capita spesso intervenne il padrone di casa, comparso anche lui in corridoio. L'universit  sempre stata contraria allo spostamento della stazione in centro, ma io non sono d'accordo.
Volevano addirittura vietare agli studenti di prendere i treni aggiunse la moglie.
Forse temevano che potessero raggiungere Londra con maggiore facilit ed essere troppo tentati dai divertimenti che offre disse Tom.
Essendosi laureato a Oxford, immagino che quanto a divertimenti durante gli studi lei sia un intenditore... o sbaglio? lo prese in giro Sidgwick.
Non  il caso di ricordarle chi ha vinto la sfida di canottaggio, quest'anno... replic Tom.
Touch.
Eleanor li guard con un sorriso indulgente. Su, entriamo... la cuoca  gi pronta con la cena.
La sala da pranzo era piccola, ma ben arredata, con un camino che trasmetteva un bel calore. Anche il tavolo, quadrato, era piccolo, ma c'era abbastanza spazio per tre persone.
Eleanor Sidgwick port il cibo di persona e guard il proprio ospite come per scusarsi. La domestica ha la serata libera. Spero che non le dispiaccia se mi occupo di tutto io.
Una professoressa di matematica che serve i propri ospiti di persona, pens Tom. Solo per questo era valsa la pena di venire a Cambridge.
Perch mi guarda in quel modo? domand ridendo, leggermente rossa in volto. Stiamo facendo una figuraccia davanti a un uomo di mondo di Londra?
Lui scosse la testa. No, mi piace che una donna colta come lei sappia comunque come maneggiare una terrina di zuppa.
Il marito si tocc la barba e la guard con una tenerezza incredibile. Tom, la mia Eleanor  una donna speciale.
All'improvviso nella sala ci fu silenzio, e Tom sent di nuovo la perfetta complicit che regnava tra i due. Era un matrimonio fuori dal comune. Si diceva che Sidgwick, gi all'inizio, avesse convertito la moglie al femminismo; il college per ragazze in cui entrambi insegnavano l'aveva fondato lui stesso. Qualunque cosa li unisse, erano sentimenti veri, e molto forti.
S, di questo me ne sono accorto fin dal nostro primo incontro comment galante.
Iniziarono a mangiare la zuppa parlando delle ultime novit della capitale.
Cosa fanno di bello a teatro? domand Eleanor curiosa.  una cosa che mi manca, adesso che vivo qui. Dal punto di vista delle offerte culturali, non c' confronto con Londra.
S, ha ragione, sebbene ci sia anche molta roba che definirei inutile.
Sidgwick lo guard divertito. S, caro Tom, lo abbiamo notato. Le sue recensioni rallegrano le nostre serate solitarie qui in provincia.
Tom bevve un sorso di vino. In provincia? Non c' niente di pi stimolante, per lo spirito, di una visita a Cambridge... o a Oxford. Purtroppo per le mie gite tendo a scegliere i periodi peggiori dell'anno. La vista dal Boars Hill, l'ultima volta, me la sono goduta con la neve, forse nel giorno pi freddo in assoluto del 1889.
Eleanor rise. E io che credevo che la gente scappasse da Londra d'estate, con il sole, quando non c' niente di bello a teatro e gli odori... Fece una smorfia.
Be', grazie al cielo dal cosiddetto "anno della Grande Puzza" ormai sono passati alcuni decenni, anche se le opere di canalizzazione lasciano ancora molto a desiderare ammise Tom. Non ho la pi pallida idea di come sia riuscito a sopravvivere la scorsa estate in citt. Ma l'anno prossimo far un viaggio, ho gi deciso.
Da noi sar sempre il benvenuto disse Sidgwick allargando le braccia. La nostra camera degli ospiti  a sua disposizione.
Tom si tampon la bocca e poi poggi il tovagliolo di fianco al piatto. Be',  una proposta allettante, non c' che dire. Gite in barca sul Cam, pic-nic sul prato con vista sul King's College...
Andarono avanti cos ancora per un po'. Ma c'era un tema che non avevano ancora affrontato: l'incarico che Henry Sidgwick voleva affidare a Tom, il vero motivo per cui lo avevano invitato a cena. Forse, pens Ashdown, si addiceva di pi al dopo, al momento del brandy.
Immagino si star chiedendo di che tipo di incarico si tratti.
Per caso nel suo campo di ricerca rientra anche la lettura del pensiero? ironizz Tom.
Sidgwick scosse la testa. Basta guardarla.
Sono cos facile da decifrare?
Fin quando si tratta di pensieri innocui come questi... osserv Eleanor, in arrivo con la portata principale. A volte Henry si diverte a sorprendere le persone con le sue intuizioni. Ma non c'entrano niente i poteri soprannaturali, semplicemente
colleziona impressioni e fatti e li riunisce in un insieme sensato.
Tom inarc le sopracciglia. Sa cosa mi ricorda, tutto questo? Di recente ho letto due romanzi scritti da un oculista scozzese, Uno studio in rosso e Il segno dei quattro. Il protagonista  un detective che risolve i suoi casi soprattutto grazie al suo grande talento combinatorio. Purtroppo non hanno avuto successo. Ma sto pensando di scrivere una recensione, in modo che finalmente ricevano l'attenzione che meritano.
Eleanor prese nota dei titoli. Sembrano interessanti. Domani me li procurer.
S, scriva scriva... gi non vedo l'ora di leggere i suoi pezzi! disse il marito. Non deve essere sempre e solo teatro. Anche un bel giallo non va disprezzato.
Dopo i dessert tutti e tre si recarono nella biblioteca - uno come Henry Sidgwick di certo non vietava alla moglie di entrarci - e si sedettero vicino al camino. Bevvero brandy e poi la coppia invit Tom a fumare serenamente una sigaretta, anche se loro rifiutarono.
Dunque... Sidgwick si appoggi allo schienale e un le punte delle dita, osservando Tom con attenzione. Come le ho scritto nella lettera, vorrei affidarle un incarico. Una persona si  rivolta a noi con una questione che non rientra proprio nel nostro campo. Nel senso, ancora non sappiamo se vi rientri o meno.
Usa parole molto caute... osserv Tom.
Ha ragione. Tra le altre cose, perch la persona da esaminare ... una bambina.
Tom lo guard sorpreso. Una bambina? Ma io non ho nessuna esperienza con questo genere di procedure, figuriamoci con i bambini!
Eleanor alz una mano, per calmarlo. Tom, non si preoccupi, ancora non sappiamo se si tratti di un fenomeno parapsicologico.
Il padre della bambina si  rivolto a noi attraverso la mediazione del medico di famiglia spieg Sidgwick accarezzandosi pensieroso la barba, ormai lunga quasi fino al petto. La piccola ha otto anni e a marzo ha perso la madre. Il padre pensa che tra loro possa essere rimasta una strana connessione.
Tom fece un respiro profondo. Tutto si era immaginato, fuorch quello. Era stato stimolante partecipare alle sedute nei panni di ospite e redigere resoconti leggibili al riguardo; ma si era sempre mantenuto a una certa distanza, per proteggersi. Si sentiva ancora troppo vulnerabile. Preferiva continuare a prendere parte alle ricerche su un piano puramente scientifico. Una bambina che aveva perso la madre, per, era una faccenda totalmente diversa. Gi si sentiva a disagio.
Tom? chiese Eleanor. Che c'?
Lui si schiar la voce e si guard le mani. Ecco... io non so se sono in grado. Finora ve ne siete occupati sempre voi, Fred Myers o Lodge, avete esaminato voi i medium con i vostri metodi. Io non sono n un medico n uno scienziato, non mi sento all'altezza.
Ebbe l'impressione di cogliere un barlume di delusione negli occhi della donna. Che poi si volt verso il marito.
Caro Tom,  proprio per questo che abbiamo scelto lei disse Sidgwick. Tutti noi siamo cos presi dai nostri studi che quasi non riusciamo a guardare oltre il nostro naso, e poi siamo abituati a lavorare con adulti. Ci sarebbe difficile avere a che fare con una bambina trattandola con le dovute attenzioni.
Inoltre aggiunse la moglie, lei  dotato di un sano scetticismo. Ripensi, per esempio, a Belvoir.  esattamente quello di cui abbiamo bisogno, con il padre e con la bambina. Chiss cosa si nasconde, dietro le sue supposizioni... Deve essergli costato parecchio chiedere il nostro intervento: e poi la questione richiede la massima discrezione. Il padre  deputato.
Tom inarc un sopracciglio, sorpreso. Per, sempre meglio!
Gi.  per questo che abbiamo bisogno della sua curiosit, una curiosit sana.
E voi pensate che la visita di un critico di teatro londinese possa destare meno scalpore di un manipolo di scienziati...  cos? Nella domanda c'era un'evidente punta di ironia, ma Sidgwick la ignor.
Esatto disse invece soddisfatto. Adesso la riconosco.
E sentiamo... dove vivrebbe questo signore?
Nel Surrey. Nemmeno troppo lontano, in fondo.
Tom riflett qualche istante, poi guard i padroni di casa ammirato. Devo ammetterlo, avete capito esattamente come tentarmi. Senza il minimo scrupolo. Tanto di cappello...
Eleanor sorrise. La curiosit  una dote pericolosa, non  vero?
Tom torn serio. S, ma io cosa devo fare, di preciso? Mica posso incatenare la bambina o rinchiuderla in un armadio o pungerla con uno spillo... ripensando ai vostri "metodi meno garbati"...
Infatti non dovr fare niente di tutto questo. Sidgwick si alz e si avvicin al camino. Poi si gir e lo indic. Deve solo andare a dare un'occhiata alla bambina e fare due chiacchiere con la sua istitutrice.
L'istitutrice? Cosa c'entra, adesso, l'istitutrice?
Non ne ho idea replic Sidgwick. Ma il padre desidera che la cosa si svolga con la massima discrezione e che ne siano al corrente meno persone possibile. Quindi all'inizio avr a che
fare solo con lui, la figlia e l'istitutrice. Troveranno una scusa per invitarla da loro, in modo che i domestici non si accorgano di nulla. Poi organizzeremo tutto nei dettagli.
Tom sospir. In cosa si stava imbarcando?

21. Chalk Hill, novembre 1890.

I primi giorni dopo la visita a Tilly Burke il mondo intorno a Charlotte sembrava sospeso. Nora pass le notti accanto a Emily, e tutto fil liscio. Prima di addormentarsi, l'istitutrice faceva un giro in corridoio per controllare la situazione. Era come se sulla casa si fosse posato un manto di normalit, che avrebbe dissolto il ricordo degli strani episodi come una droga pesante. Emily sembrava riposata e seguiva bene le lezioni. Wilkins fischiettava in giardino e nella rimessa e Nora era raggiante solo per il fatto di poter di nuovo dormire vicino alla sua protetta. Charlotte quasi si convinse che fosse successo tutto solo nella sua immaginazione: non fosse stato per l'incontro con Tilly Burke e la boccetta misteriosa che conservava ancora in camera...
Quel giorno Sir Andrew era a Londra, e Charlotte ne approfitt per andare a Dorking da sola. Preg Nora di occuparsi di Emily e offr a Mrs. Evans di portarle dal paese ci di cui aveva bisogno. La governante la ringrazi, ma la guard con sospetto, smaniosa di conoscere il vero motivo di quella gita, anche se ovviamente l'educazione le impediva di chiedere.
Se passa davanti a una farmacia, potrebbe comprarmi delle gocce di valeriana.
S, fattibile, anzi...
Charlotte era gi pronta all'ingresso con il cappello e il soprabito quando Emily arriv gi dalle scale.
Frulein Pauly, posso venire anch'io? Per favore!
Non fu facile resistere a quella faccetta supplicante, ma la donna scosse la testa. Presto faremo un'altra gita, te lo prometto. Ma stavolta ho delle commissioni da sbrigare. Nora ti far lavorare al quadretto a punto croce, il regalo di Natale del tuo pap, ricordi?
Emily storse la bocca assumendo l'espressione delusa di una qualsiasi bambina di otto anni. In quel momento, le supposizioni e i piani del padre parvero a Charlotte pi assurdi che mai; eppure sapeva benissimo con quanta rapidit potesse cambiare umore la bambina. Quella era solo una fase di calma passeggera, un tratto di fiume placido che da un momento all'altro poteva incresparsi in una rapida o un mulinello. Strano paragone, pens. Questo maledetto fiume proprio non vuole darmi pace.
Sai cosa? Ti porter una piccola sorpresa.
Emily sorrise, raggiante. Cosa?
Be', se te lo dico poi non  pi una sorpresa, non trovi? replic Charlotte diplomatica, non avendo ancora la pi pallida idea di cosa portarle. E adesso su, da brava, torna da Nora... che poi voglio vedere cosa hai fatto.
Emily si gir e risal le scale.
Charlotte usc in cortile, dove Wilkins la stava gi aspettando con la carrozza. Qualche minuto dopo erano sulla Crabtree Lane.
Per la prima volta, dopo giorni, Charlotte ebbe la sensazione di riuscire a pensare in maniera limpida, libera. In quella casa, oppressa dalla consapevolezza dei segreti nascosti dietro quell'apparente normalit, le era impossibile. Sir Andrew, per esempio, era davvero andato a Londra per una seduta del Parlamento oppure stava facendo ulteriori ricerche? Cosa ne era stato della sua idea di chiamare in causa la Societ per la ricerca psichica? Quante domande, e nessuno che potesse darle una risposta.
Buss contro il tettuccio del calesse per attirare l'attenzione di Wilkins. Non so quanto ci metter. In realt voleva solo sentire la voce di un essere umano.
Non si preoccupi, Miss, anch'io ho delle cose da sbrigare. Si prenda pure il tempo di cui ha bisogno rispose.
Poi proseguirono in silenzio. Charlotte si fece lasciare davanti alla farmacia.
L'aspetto davanti alla stazione, tanto la conosce.
Annu e guard sfilare via la carrozza, fin quando non scomparve dietro un angolo.
Appena Charlotte mise piede nel negozio, con gli splendidi armadi alti fino al soffitto rischiarati da una luce soffusa, il campanello all'ingresso della farmacia fece un trillo, ma melodioso. Cassettini etichettati ordinatamente e scaffali con una miriade di boccette di vetro e vasetti di porcellana con scritte in latino. Sul bancone vide mortaio e bilancia e un espositore in legno pieno di caramelle per la tosse, probabilmente per tentare i bambini di Dorking. C'era profumo di sapone, farmaci ed erbe medicinali, un misto di fragranze diversissime tra loro che aleggiava sulla stanza come una nuvola.
Si era appena avvicinata al bancone, quando un signore con i capelli bianchi e il pizzetto usc da una stanza sul retro asciugandosi le mani con un panno. Si mise sul naso gli occhialetti d'oro che teneva appesi al collo con una catenella e la guard.
Buongiorno Madam. Come posso aiutarla? La fiss incuriosito. Doveva aver capito subito che era nuova.
Vorrei delle gocce di valeriana.
Subito. Sa come usarle?
S, grazie.
Il farmacista continuava a osservarla incuriosito. C' qualcos'altro che posso fare per lei?
In realt s. Avrei bisogno di un regalino per una bambina. Cosa mi consiglia?
Il farmacista ci pens qualche secondo e poi annu. Ci sarebbero questi cuscinetti profumati che stiamo vendendo molto bene. Le mostr un piccolo cuscino al profumo di lavanda rivestito di una stoffa a fiori.
Bene, lo prendo. E anche un sacchetto di caramelle alla frutta. Ah, ci sarebbe un'ultima cosa...
Charlotte infil una mano nella tasca del cappotto e poggi sul bancone una boccetta avvolta in un fazzoletto. Lo tolse e la porse all'uomo. Saprebbe dirmi che cos'?
Lui la prese. Tanto per cominciare posso dirle che non viene dal mio negozio. Le mie boccette trasparenti sono quadrate, non tonde. Niente etichetta. Dunque, vediamo... posso?
Charlotte annu e lui tolse il tappo, si mise qualche chicco sul palmo della mano e lo lecc. Lo sguardo fu attraversato da un lampo di soddisfazione.
S,  come immaginavo.  antimoniltartrato di potassio.
Charlotte lo guard con aria interrogativa. Cio?
 un emetico, uno stimolatore del vomito. Si usa per esempio in caso di intossicazione, ma anche contro il catarro o gli stati di agitazione. Favorisce anche la crescita dei capelli, ma su questo i medici non sono concordi.
Di solito  una cosa che si tiene nella farmacia di una casa? Non in Germania, ne era sicura.
L'uomo scosse la testa. No, direi di no e pu essere usato solo dietro prescrizione medica. Una quantit esigua basta a indurre il vomito e a provocare nausea e giramenti di testa. In zone isolate, si consiglia di tenerlo per eventuali emergenze. In caso di intossicazioni, o di ingerimenti di oggetti, pu salvare la vita.
Ha idea da dove provenga questa boccetta?
Non sono sicuro. C' una farmacia, a Reigate, che usa boccette simili. Pu chiedere a loro.
Grazie, mi  stato di grande aiuto.
Io invece posso chiederle da dove viene lei?
In un posto cos piccolo dire una bugia avrebbe avuto poco senso, cos Charlotte si present. Ho trovato la boccetta per strada, passeggiando, ed ero curiosa di sapere cosa contenesse.
Il farmacista la guard preoccupato. Mmm... cose del genere andrebbero vietate per legge,  una sostanza pericolosa, qualora la trovasse un bambino... Dov' che l'ha trovata, di preciso?
Si rese conto del passo falso, ma reag con prontezza di spirito. Ah,  successo poco dopo il mio arrivo a Dover. Me la sono messa in tasca e me ne sono ricordata solo adesso.
L'uomo allung una mano. Vuole lasciarla a me, in modo che ne distrugga il contenuto?
Lei scosse la testa. No, grazie, ci penso io.
Charlotte tir fuori il portafoglio. Lui fece il conto e prese i soldi, continuando comunque a guardarla con sospetto. Quando usc, sent i suoi occhi ancora incollati alla schiena.
Charlotte aveva fatto attenzione alla strada per il cimitero, e se la ricord, per fortuna aveva un buon senso dell'orientamento. Era ancora chiaro, il t poteva berlo pi tardi. Sperava di incontrare di nuovo l'anziana, ma non trov nessuno. Raggiunse la tomba di Lady Ellen.
Se solo potessi parlarti, una sola volta... Avrei cos tante domande da farti. Perch hai abbandonato tua figlia, dopo esserti occupata di lei con tanto amore? Cosa pu spingere una madre a un gesto simile?
Le tornarono in mente le parole di Sir Andrew. E di una lettera, che la madre di fatto le ha lasciato. Una lettera di addio, non c'erano dubbi. Ma se lui, com'era comprensibile, aveva deciso di non mostrarla alla bambina per non farla soffrire ancora di pi.... lei come l'aveva saputo? Era possibile che sapesse del suicidio della madre? Forse Lady Ellen in qualche modo aveva alluso al fatto che se ne sarebbe andata e avrebbe lasciato una lettera alla figlia?
Charlotte rimase l a guardare la tomba sentendo lo stesso senso di paralisi avvertito la sera in cui aveva udito quegli strani rumori per le scale e non aveva avuto il coraggio di andare a vedere. All'improvviso soffi una folata di vento gelido, che incresp l'erba come fosse il mare e la pieg, poi il vento si calm e i fili verdi tornarono dritti.
Charlotte si risvegli come da un sogno e sent il gelo penetrarle dentro il cappotto. Era davanti a una tomba vuota, a parlare con una donna il cui corpo si era perso tra i flutti in un punto imprecisato tra Nicols Field e il Tamigi.
Alla fine Charlotte trov la forza di avviarsi verso l'uscita del cimitero.
Il caldo della sala da t la avvolse come un bozzolo protettivo, e le sorelle Finch la accolsero come una vecchia amica. La fecero accomodare, le consigliarono un tipo di t e una torta alla frutta appena sfornata e fecero in modo che fosse a suo agio. Gli altri avventori la guardarono incuriositi, lei ricambi le occhiate impassibile. Ormai non faceva pi caso all'opinione della gente e non le importava nemmeno che Sir Andrew venisse a sapere delle sue ricerche. C'erano cos tante cose che non sapeva, decine di domande alle quali lui non avrebbe mai risposto... quindi era normale che lei andasse a cercare le risposte da qualche altra parte.
Dove ha lasciato la splendida Emily? domand Ada Finch quando arriv al tavolo con il t e la torta.
Avevo delle commissioni da sbrigare, si sarebbe annoiata. Ma presto torneremo insieme.
Ci farebbe piacere. Miss Ada ebbe un attimo di esitazione. Purtroppo l'ultima volta c' stato quel brutto episodio, ma non la faremo pi entrare, la vecchia Tilly. Tra l'altro, mi chiedo come faccia ad arrivare fin qui da Mickleham.
Io l'ho incontrata casualmente, qualche giorno fa disse Charlotte.  molto confusa, ma alcune cose che mi ha detto, poi si sono rivelate vere. E ha avuto parole molto dolci per la madre di Emily.
Miss Ada guard la sorella, che stava asciugando delle tazze dietro il bancone. S,  stata la sua tata e anche dopo  rimasta in famiglia. Poi quando Lady Ellen si  sposata non hanno pi avuto bisogno di lei. Ed  stato un colpo durissimo. Dopo non  riuscita a tenersi pi nessun lavoro ed  diventata sempre pi strana.
Charlotte continuava a mangiare un po' titubante. La torta era squisita, ma l'inquietudine che la torturava da giorni le stava rovinando l'appetito. Tilly mi ha detto che dopo il matrimonio Lady Ellen  diventata triste.
Vide un'ombra sul viso della donna, che poco dopo scomparve. Parla a vanvera, non dia peso alle sue chiacchiere.
Poi la sorella la chiam con impazienza, e lei si strinse nelle spalle per scusarsi. Adesso mi scusi... ma devo tornare al lavoro.
Charlotte, a disagio da sola al tavolo, si guard intorno e gli occhi le caddero su un portariviste. Prese il Times e lo sfogli fino al Feuilleton, dove vide una recensione firmata ThAsh. La sigla le torn familiare, e inizi a leggere.
A volte - anche se in realt succede raramente - i palcoscenici londinesi offrono poco o nulla per cui valga la pena di sprecare inchiostro. Eppure da me ci si aspetta una recensione con la stessa regolarit con cui i garzoni consegnano il giornale o il panettiere sforna le sue pagnotte. Che fare, quindi? Per esempio, ricordarmi di qualcosa che, eccezionalmente, non ho visto su un palcoscenico ma ho letto per mio svago una sera davanti al camino. Due romanzi.
Sappiamo che ci sono scrittori di successo le cui opere sarebbero dovute finire nel dimenticatoio; a volte capita invece di imbattersi in dei veri gioielli e chiedersi come possano essere passati inosservati come aghi in un pagliaio. Il nome Conan Doyle, per esempio, alla maggior parte degli stimati lettori di questo giornale non dir nulla, ma io dico che presto sar sulla bocca di tutti. No, diciamolo meglio: il nome Sherlock Holmes presto sar sulla bocca di tutti - come anche il suo indirizzo londinese, Baker Street 221B (dopodich l'appassionato lettore scoprir che i civici, in quella via, si fermano al numero 100).
Conan Doyle si  inventato un detective che il nostro mondo ancora non conosceva: un uomo con capacit investigative fuori dal comune in grado di combinare le conquiste della scienza moderna con il suo intuito finissimo per risolvere casi misteriosi; un uomo che per rilassarsi suona il violino e che nei periodi di inattivit consola il suo intelletto affamato con iniezioni al 7% di cocaina. Tutto questo viene raccontato dal suo amico, medico e veterano Dr. Watson, che condivide con lui la casa immaginaria di Baker Street. Misteriosi sono non solo i casi con cui hanno a che fare Holmes e Watson, ma anche i motivi per cui i due romanzi non siano stati notati dall'opinione pubblica. Io mi sono appassionato al punto che per settimane non ho fatto altro che parlare di questi libri a chi aveva voglia di starmi a sentire - ma anche a chi non ne aveva voglia - raccomandandoli con tutto il cuore. Finora, per, come dicevo, hanno avuto un successo limitato e il mio terrore  che, se le cose non cambieranno, Mr. Conan Doyle non potr pi intrattenermi con le incredibili avventure dei suoi eroi.
Cos oggi, in questa rubrica, ho deciso di alzare la voce e chiamare a raccolta i miei stimati lettori: accendete il camino, preparatevi un buon t - o un brandy - e godetevi questi bei libri: Uno studio in rosso o Il segno dei quattro. Non ve ne pentirete!
Charlotte sorrise. Era uno stile inconfondibile. Ancora ricordava quanto aveva riso per la recensione di quel pessimo spettacolo. E ora l'elogio di uno scrittore di gialli: quell'uomo sapeva come intrattenere i suoi lettori. All'improvviso si rese conto che nell'ultima manciata di minuti si era completamente dimenticata di cosa avesse intorno e non aveva pi pensato n a Emily, n a Sir Andrew n a Lady Ellen. E non si sent in colpa, per niente.

22.

Se Charlotte fosse stata superstiziosa, avrebbe preso l'evolversi degli eventi di quel pomeriggio per una punizione. Entusiasmata dalla piacevole lettura, era andata alla stazione a cuor leggero, e aveva trovato subito Wilkins. Ma appena arrivati a Chalk Hill, Mrs. Evans li sorprese aprendo all'improvviso la porta di casa, il volto paonazzo, ogni muscolo del corpo teso in un groviglio di agitazione.
Meno male che  tornata, Miss Pauly le disse.
Charlotte scese dalla carrozza di corsa e si precipit all'ingresso. Cos' successo?
Dietro di lei c'era Nora, che le allung un foglio di carta. Tremava cos tanto che quasi le cadde di mano.
Cos' questo?
Miss Emily... non l'ho lasciata da sola a lungo... dovevo andare a prendere le cose per il punto croce. La bambinaia era fuori di s e continuava ad asciugarsi gli occhi pieni di lacrime.
Su, parla disse Charlotte in tono deciso prendendole il foglio dalle mani. Poi la spinse verso la sala colazione nell'ala della servit e preg Mrs. Evans di andare da Emily.
Cos' successo? ripet, dopo che Nora fu sprofondata su una sedia.
Io... io non volevo lasciarla sola troppo a lungo... ma...
stavo cercando il materiale per il punto croce e mi  capitata tra le mani una busta con dei filati... l'ho aperta, per vedere se dentro ci fossero dei bei colori...
Charlotte fece un respiro profondo. Per quanto tempo  rimasta sola? e le mise una mano sulla spalla. Non  questione di colpa. Nessuno ha detto che non pu restare da sola, ma io devo saperlo.
Nora deglut e tir su la testa. Un quarto d'ora, credo. Quando sono tornata nell'aula lei era seduta al suo banco. Le ho chiesto cosa stesse facendo e lei mi ha risposto che stava scrivendo una lettera. Le ho chiesto se potevo vederla, ma lei l'ha nascosta nel vestito. Era strana. Mi sono preoccupata. E le ho detto di darmela. Nora abbass il capo, con vergogna. Allora lei all'improvviso si  alzata ed  scattata verso la porta. Io l'ho presa per una manica e lei ha cominciato a strillare. Poi  riuscita a liberarsi ed  corsa di sotto, e all'ultimo gradino delle scale  caduta.
Charlotte rimase esterrefatta.
No, no, non  successo niente, ha solo una caviglia slogata. Ma le fa molto male.
Charlotte chiuse gli occhi. Era quello il prezzo da pagare per qualche attimo di distrazione?
Miss?
Nora indic il foglio che Charlotte teneva ancora in mano, ma pareva aver dimenticato.
Non l'ha ancora letto, vero?
Charlotte lo alz verso la luce. Emily lo aveva strappato da un quaderno, ed era coperto della sua calligrafia da bambina.
Cara mamma,
sono tanti giorni, ormai, che non torni da me. Ti ho aspettato
ogni sera, ma non ti ho visto. Per poco fa ho avuto la sensazione che fossi con me. E infatti ho alzato gli occhi verso la finestra, e tu eri l. Sono cos felice. Lo so che  un segreto, e non dir nulla. Promesso. Stasera metter questa lettera sotto il mio cuscino, cos potrai venire a prenderla. Tanti baci,
Emily
Charlotte and da Emily, si inginocchi vicino al divano su cui era sdraiata la bambina e le prese la mano. Aveva il piede sollevato, avvolto in bende umide. Con un cenno della testa fece uscire dalla stanza Nora e Mrs. Evans, mostr a Emily l'altra mano, che teneva nascosta dietro la schiena, e le porse le caramelle e il cuscinetto alla lavanda.
Ti avevo promesso una sorpresa, ricordi? Emily, che fino a quel momento non aveva detto una sola parola, si avvicin il cuscinetto al viso e annus.  lavanda? S, la conosci da qualche pianta in giardino? No, mi ricorda un profumo. Vuoi provare una caramella?
Emily ne tir fuori una dalla bustina e se la mise in bocca. Uhm... che buone! Ne offr una a Charlotte. Grazie. Per qualche minuto la donna rest in silenzio. Hai voglia di raccontarmi cos' successo? Non mi riferisco al piede, ma a prima, in classe.
Emily gir la testa dall'altra parte. Nessuno doveva leggerla. L'avevo promesso.
Charlotte sospir, tir fuori la lettera dalla tasca della gonna e la pos vicino al cuscino e alle caramelle. Eccola,  tua. Per lei l'ha letta.
Mi dispiace, ma ci siamo preoccupate e questo lo devi
capire. In questa casa stanno succedendo cose che non sono buone.
Perch non  una cosa buona, se la mia mamma torna?
Charlotte rabbrivid. Si accorse del cambiamento che si stava compiendo nella bambina, un passaggio lento e graduale in un mondo in cui lei non poteva seguirla. Ormai parlava della madre sempre pi spesso, i confini tra la realt e... qualcos'altro, per cui non esisteva un nome, stavano diventando per lei sempre pi labili.
Emily, tua madre  morta. Non ebbe il coraggio di dirlo.
Perch hai scritto questa lettera?
La bambina continuava a tenere il capo chino, a non guardarla, stava ancora succhiando la caramella.
Emily, per favore rispondi.
Scivol sul divano, e la bustina delle caramelle cadde per terra. Charlotte la raccolse e la poggi sul tavolino.
Ho pensato che magari se le scrivevo tornava. E infatti avevo ragione.
Charlotte sent salire un calore dentro di s. Non era vero che la paura dava una sensazione di gelo.
In che senso?
Be', ho iniziato a scriverle, e poi ho avuto l'impressione che fosse l. In giardino. L'ho vista.
Dove?
Emily tacque, come se non volesse dire troppe cose, come se volesse conservare quel confine indefinito tra desiderio e realt.
Charlotte le mise una mano sulla spalla, ma la bambina non alz gli occhi.
Altrimenti viene sempre di notte. Ma ha capito che vederla mi rende felice, allora adesso viene anche di giorno.
L'istitutrice chiuse gli occhi. Avrebbe tanto voluto uscire dalla stanza di corsa, per quanto si sentiva impotente. Aveva paura di spaventarla ancora, se le avesse detto che quello che vedeva erano sogni, illusioni.
Sent l'urgente desiderio di parlare con Sir Andrew e dirgli che doveva chiamare quegli scacciafantasmi e farli venire l a casa, al pi presto. Non capiva come una bambina dall'aspetto cos sano potesse perdere il senno - per la sofferenza dovuta alla perdita della madre, della quale nessuno aveva potuto parlare troppo a lungo, o per altri oscuri motivi non razionalmente comprensibili. Ripens alla citazione di Shakespeare sulle cose tra cielo e terra e non vide l'ora che tornasse Sir Andrew.
Ma qualcosa doveva fare, subito, in quell'esatto momento, invece di continuare a fissare Emily in silenzio. Fece un respiro profondo e si sent pi calma. Non aveva senso fare obiezioni razionali a quelle storie, l'avrebbe solo spaventata.
Capisco, quindi dicevi di averla vista in giardino.
Finalmente Emily la guard. No, lei era in giardino. A volte uno vede cose che non ci sono, le vede solo nel pensiero. Come quando lei mi legge una favola e io me la immagino nella testa.
Charlotte sospir. Era tanto intelligente, quanto testarda.
D'accordo. E poi sei scappata via da Nora perch lei voleva leggere la tua lettera. S.
Come va il piede?
Mi fa male. Ma va gi meglio. Non credo sia rotto.
Ora la bambina stava parlando in un tono pi sereno, calmata dal fatto che la sua istitutrice le credesse.
Quale medico ti ha curata, prima, quando eri malata?
Un signore di Reigate. Ma a un certo punto non  venuto pi.
Quindi adesso ne hai uno nuovo?
Emily si strinse nelle spalle. Be', adesso  da un po' che non sono pi malata. Il piede guarir, non c' bisogno che chiami il dottore.
Forse aveva un brutto ricordo delle innumerevoli visite a cui era stata sottoposta da piccola, pens Charlotte. Chiss quanti strazi aveva dovuto sopportare! Piano piano cerc di scostare un po' le bende, la caviglia era gonfissima. Prova a muovere il piede.
Emily lo gir verso destra e verso sinistra, appena. Mi fa male, ma meno di prima.
Charlotte decise che per il momento potevano bastare le bende, anche a lei non sembrava rotto.
Sai quando torna tuo padre?
Domani. Cos ha detto Mrs. Evans. Ha spedito un telegramma oggi pomeriggio.
Charlotte riflett un istante. Ancora una notte, e poi finalmente avrebbe potuto parlare con Sir Andrew. Qualunque cosa era meglio di assistere impotente a come Emily si perdeva in un altro mondo.
Dopo cena Charlotte si mise il cappotto, si fece dare una lanterna da Wilkins e and in giardino. Emily era rimasta con Nora; era gi a letto, ma stava leggendo.
In quella sera di novembre, il giardino le sembr particolarmente estraneo e angosciante: i lampioni illuminavano solo la parte pi vicina alla casa e il resto era sprofondato nel buio pi cupo. Il fogliame umido era come un tappeto che ammortizzava i suoi passi. Wilkins si era offerto di accompagnarla, ma nemmeno lei sapeva cosa stesse cercando, l fuori a quell'ora, e preferiva essere sola. Le parole di Emily non le davano pace. Cosa aveva visto, la bambina, dalla finestra?
Sent l'umidit del prato entrarle nelle scarpe, ma prosegu in direzione della porticina nel muro. Un fruscio la fece rabbrividire, ma sicuramente era soltanto un topo.
Poi la lanterna finalmente illumin la cinta muraria, e lei alz la lampada a destra e a sinistra per trovare la porta. Si ferm davanti a essa e illumin per terra, ma non c'era nessuna traccia di impronte.
E di chi, in fondo? Gli spiriti non lasciano impronte. Charlotte cerc di farsi forza, l fuori al buio la fantasia poteva giocare brutti scherzi. Si avvolse meglio nel cappotto, si gir verso la villa, con le poche finestre illuminate, e per la prima volta super la porta e usc nel bosco.
Il silenzio era ancora pi opprimente che in giardino, la casa all'improvviso sembr lontanissima. Alz la lanterna e scopr un sentiero che s'inoltrava nella foresta. Deglut e si guard intorno indecisa. Doveva proseguire? Se le fosse successo qualcosa, l nessuno l'avrebbe sentita... Poi si decise, sarebbe andata avanti. Solo un pezzettino. Poi sarebbe tornata indietro.
Passo dopo passo continu, le mani strette sulla lanterna. Soltanto camminando le venne in mente che stava facendo la stessa strada imboccata da Lady Ellen prima di cadere nel Mole.
All'improvviso s'imbatt in qualcosa di duro e sussult. Sollev la luce e si ritrov davanti a una strana forma con radici che le ricord una piovra con i suoi tentacoli. Le sbarrava la strada, un albero come non ne aveva mai visti! Non molto alto, ma assai ingombrante. Il sentiero lo aggirava a destra e proseguiva.
Charlotte fece qualche altro passo e poi si ferm. All'improvviso percep che non era pi sola. Ma non sentiva nulla, a parte il suo respiro, non vedeva nulla, tranne quel poco che riusciva a illuminare la lanterna, non sarebbe stata in grado di dire in quale direzione questo essere si trovasse. Cerc di chiamarlo, di dire qualcosa, ma le usc solo un sussurro: Chi ?.
Nessun movimento. Charlotte tese tutti i muscoli. Corri, si disse, torna indietro! Poi si riprese dalla paralisi, si gir, alz la lanterna davanti a s, e illumin la porta nel muro. La oltrepass e si mise a correre sul prato fin quando non raggiunse un angolo della casa. Si gir e si guard alle spalle, ma ormai sia il muro che la foresta erano stati inghiottiti dall'oscurit.
Che idiozia, pens appena riprese a respirare in maniera normale. Doveva usare il cervello, anche quando era da sola al buio. Chi poteva esserci, nel bosco, a quell'ora? E a fare cosa?
And verso la rimessa, spense la lanterna e la poggi sulla mensola da cui l'aveva presa Wilkins. Per fortuna lui non c'era. Perch Charlotte era scioccata e si vedeva benissimo.
Usc e diede un'ultima occhiata al giardino. Era strano, di solito quando aveva paura di cose stupide come il buio o un rumore inaspettato la prendeva con ironia, rideva di se stessa, ma in quel momento no, la paura era troppo grande.
Cos si gir e torn in casa, a capo chino.

23.

Il mattino dopo Charlotte dorm pi a lungo del solito. Era stata una notte inquieta, si era svegliata pi di una volta per incubi assurdi, dove alberi viventi allungavano i loro rami nodosi verso di lei o sollevavano le radici dalla terra per farla inciampare. Si mise un secondo cuscino sotto la testa e guard la finestra, sulla quale la pioggia scendeva come lunghi serpenti d'acqua.
Per un po' basta con le passeggiate nel bosco, decise. Per scacciare le paure irrazionali della notte precedente, si era ripromessa di andare sul Mole di giorno, ma quel tempaccio la fece subito desistere. Seduta sul letto, si abbracci le gambe. Di solito con la luce del sole le cose sembravano subito pi semplici e chiare, ma quel mattino non port alcun miracolo. Ne erano successe troppe. Inizi a dubitare che il suo intelletto fosse ancora sano, e questo non le piaceva per niente.
Cos'era successo, veramente? Emily aveva creduto di vedere la madre in giardino, e poi le aveva scritto una lettera che nessuno doveva vedere. Cos, quando Nora aveva cercato di prenderla, la bambina era entrata nel panico. Per tutto questo c'era una spiegazione razionale... e in fondo anche per la paura che aveva provato da sola nel bosco. L'atmosfera opprimente in casa di certo aveva fatto la sua parte; forse erano gli effetti collaterali delle favole dei fratelli Grimm che stava rileggendo, di boschi che erano allo stesso tempo un rifugio e un pericolo, salvezza ma anche rovina.
Quel giorno sarebbe tornato Sir Andrew. Meno male, pens. Si alz, si lav e prepar il vestito per la giornata. Ne scelse uno azzurro con un'ampia gonna ma stretto in vita, una camicia bianca, e una giacca blu abbinata. Meno semplice del solito. Voleva mostrarsi sicura di s, qualora il suo datore di lavoro l'avesse accusata di qualcosa.
Si vest, si pettin con cura e and da Emily, che era gi sveglia.
Come va il piede?
Meglio, grazie. Riesco gi a poggiarci un po' di peso.
Charlotte scosse la testa. No, non camminarci, altrimenti si gonfier di nuovo. Devi stare a riposo. Sei contenta che torni pap?
S, e oggi vorrei continuare a lavorare al suo regalo.
Bene. In quel momento sent una voce maschile di sotto e guard verso la porta. Fra poco ti mando pap di sopra, cos puoi salutarlo.
Charlotte scese con il batticuore, non sapendo come Sir Andrew avrebbe reagito alla notizia dell'incidente di Emily.
Lo trov all'ingresso con Mrs. Evans, e aveva un'aria rilassata.
Buongiorno Frulein Pauly. Mi hanno detto che ieri c' stato un piccolo incidente.
Charlotte sospir. S, Sir Andrew. Per fortuna Emily sta gi meglio, anche se il piede  ancora un po' gonfio. Se vuole vederla,  gi sveglia.
Lui si gir verso Mrs. Evans. Come le dicevo, avremo un ospite per il t e per cena.
Lei fece un inchino e scomparve in cucina.
Per favore, venga con me in biblioteca.
Charlotte lo segu in silenzio e prese posto sulla poltrona indicatale dall'uomo, poi lo guard. Vorrei spiegarle come sono andate le cose ieri.
Certo. Ma prima devo dirle una cosa. A Londra ho tenuto una corrispondenza con una persona raccomandatami dal dottor Sidgwick della Societ per la ricerca psichica. Prender il treno delle undici e si fermer allo Star and Garter Hotel di Dorking. Verr qui oggi pomeriggio per il t, alle tre. Nei prossimi giorni passer del tempo con Emily. Vorrei che lei fosse a sua completa disposizione, ogni volta che avr bisogno di aiuto o le far delle domande, di qualunque tipo.
Charlotte annu. Va bene, certo. Posso chiedere se  medico?
No, ma il dottor Sidgwick lo ha caldamente raccomandato.
Di nuovo quel tono gelido che ormai Charlotte conosceva fin troppo bene. Ma non si perse d'animo, e raccont per filo e per segno cos'era successo il giorno prima.
Sir Andrew la guard inarcando un sopracciglio. E lei come se lo spiega, questo episodio?
In tutta sincerit, non me lo spiego. Esit. Di sera, sono andata in giardino di persona per vedere se ci fossero impronte. Ma non c'era nulla. Del resto,  pieno di foglie, su cui  impossibile lasciarne.
Non appena ebbe parlato, cap di aver fatto un errore. La mano di lui, calma sul tavolo, si chiuse in un pugno.
Cosa vuole dire, con questo? Che qualcuno entra di soppiatto nel mio giardino per mettere paura a mia figlia? Ma che idiozie! E comunque non spiega perch Emily creda di vedere o sentire la madre di notte.
Charlotte abbass la testa e si guard i piedi, che spuntavano sotto la gonna azzurra. Per un attimo ebbe l'impressione che Sir Andrew non volesse trovarne nessuna, di spiegazione.
Lui si alz. Passer la mattinata con mia figlia. Lei si tenga pronta per il pomeriggio.
Non diede ulteriori spiegazioni, ma le tenne aperta la porta, ed entrambi entrarono in silenzio in sala da pranzo, dove Emily stava facendo una barchetta con il suo tovagliolo. Appena vide il pap tent di alzarsi per abbracciarlo, ma mise il piede a terra e storse la bocca. Sir Andrew si precipit da lei e l'abbracci. Finalmente, pens Charlotte.
Poco dopo, si conged e sal in camera sua. Lesse un po', corresse un buon tema d'inglese di Emily e prepar le lezioni per i giorni a seguire.
Quando guard fuori vide che aveva smesso di piovere. Cos si mise cappotto, cappello di lana e sciarpa, e scese. Si fece impacchettare dalla cuoca un panino per il pranzo e disse che avrebbe fatto una lunga passeggiata.
Una volta fuori, si guard intorno per controllare che nessun domestico la stesse osservando e rapidamente raggiunse la porticina nelle mura. Di giorno tutto aveva un aspetto pacifico e la paura provata nella notte le parve assurda, come se fosse stato qualcun altro a sperimentarla. Apr la porta e usc nella foresta. Nonostante gli alberi fossero grigi e cupi, dovette ammettere che avevano un loro fascino.
A ogni modo, restava comunque una passeggiata solitaria, e Charlotte si chiese se quel bosco fosse sempre cos silenzioso. Forse era dovuto al periodo dell'anno: insomma con quel tempo bagnato e umido, un camino era senz'altro pi allettante. Poi sent un rumore sulla destra, e lo segu finch si ritrov sulle rive del Mole, in piena per le piogge degli ultimi giorni. I rami spogli degli alberi, sulle sponde, si curvavano sulle rapide come un tettuccio protettivo.
Era in quel punto che Lady Ellen era caduta ? O si era gettata? L'acqua era scura, quasi nera, nessun riflesso delle nuvole o dei raggi del sole.
Si accorse di sentire freddo, e si allontan dalla riva. Not alcuni alberi particolari e pens che avrebbe dovuto portare briciole di pane, come Hnsel e Gretel; poi and verso destra, dove la foresta si diradava un po'. L il bosco sembrava pi accogliente, e doveva essere molto bello rivestito di un verde manto primaverile. Cerc di immaginarsi foglie nuove, fiori tra le radici, il canto degli uccelli. Ma nemmeno le pi fervide fantasie riuscivano a scacciar via quel silenzio impassibile.
Charlotte imbocc un sentierino in salita orlato dalle radici degli alberi. All'improvviso, l'atmosfera cambi. A destra si stendeva una valle, che il sentiero circondava come un braccio. Il tasso nodoso incontrato la notte precedente non era nulla a confronto di quegli alberi esotici, che sembravano trapiantati in quella foresta inglese da un paese da fiaba lontano e le cui radici incurvate sulla terra ricordavano la rete di vene sulla pelle di un anziano.
Si ferm e guard la valle. Quello che stava provando non era paura, ma rispetto, la sensazione di trovarsi in un posto speciale. Il silenzio, ora, era appropriato e solenne.
Se ne parla gi nel Domesday Book. Dicono che un tempo qui si riunissero i druidi.
Mai, in vita sua, Charlotte aveva provato un simile spavento. Si guard intorno, con il cuore che le batteva all'impazzata.
Di fronte a lei c'era un uomo sulla cinquantina, il volto segnato dalle intemperie e la barba grigia. Aveva un fucile sulle spalle e la guardava con curiosit, ma amichevolmente. Aveva gli occhi chiari, che sembravano molto pi giovani del resto del viso.
Miss, mi scusi se l'ho spaventata. Sono Jones, il guardaboschi del Norbury Park. Indic vagamente la direzione da cui era arrivato, e Charlotte si ricord della casa intravista in lontananza sulla collina il giorno del suo arrivo.
Non fa niente. Non poteva certo immaginare che ci fosse qualcuno.
Lui la guard serio. S, effettivamente non succede spesso di incontrare signore a passeggio da sole.
Lei indic dietro le spalle, come per scusarsi. Vengo da Chalk Hill.
Il volto dell'uomo fu attraversato da un sorriso. Ah,  la nuova istitutrice della piccola Miss Emily!
Charlotte annu. Non sapevo che la notizia si fosse sparsa cos in fretta.
Be', qui ci si conosce tutti replic lui amichevole.  impossibile avere dei segreti.
 possibile eccome, pens Charlotte. Quindi conosce Emily Clayworth?
Certo. Prima veniva qui a passeggiare con la madre... quando stava bene. La piccola  stata spesso malata, anche questo lo sanno tutti nella zona. Amava molto questo bosco.
Ma a me non piace, le aveva detto invece Emily qualche tempo prima riferendosi a quel posto. Forse era stata la morte della madre a cambiare le cose?
Prima ha detto che qui si riunivano i druidi... disse Charlotte in tono interrogativo.
Il guardaboschi sorrise compiaciuto, come se fosse un insegnante e la foresta il suo argomento preferito. S, questi alberi sono tra i pi vecchi di tutta la Gran Bretagna. Vengono citati nel Domesday Book, che risale a quasi mille anni fa. Che non significa che allora fossero giovani... Nessuno  in grado di dire cosa abbiano visto, nella loro lunga vita. A ogni modo, questa parte della foresta si chiama, tuttora, Druid's Grove.
Gliel'ha mai raccontato, a Emily?
Lui scosse la testa. Non abbiamo mai parlato tanto. La madre la proteggeva molto, soprattutto dagli estranei. Ma ricordo, una volta, di averle mostrato uno scoiattolo.
Quindi conosceva anche Lady Ellen Clayworth?
S. Il guardaboschi ebbe un attimo di esitazione. Non dimenticher mai il giorno in cui sono andato da Sir Andrew a portargli la sciarpa.
 stato lei a trovarla?
S, facevo parte del gruppo di uomini che cercavano qui, intorno al fiume. L'ho trovata un po' pi a valle, impigliata in un ramo.
Charlotte guard per terra e con la punta di una scarpa diede una raschiatina all'erba.
Dev'essere stato un colpo terribile, per Sir Andrew.
L'uomo si pass una mano sulla barba e la guard pensieroso. S, lo  stato. Dicono che non abbia mai pi nominato il nome della moglie, n tollerato che lo facesse qualcun altro in sua presenza. Spero che adesso la famiglia stia bene. Forse un giorno torner qui lei a passeggiare con la piccola, sempre che a lei... Si zitt.
Charlotte annu. Poi le venne in mente una cosa. Lei conosce Tilly Burke?
Chi non conosce la vecchia Tilly? Povera donna, a un certo punto  uscita di testa. Prima lavorava per gli Hamilton, la famiglia di Lady Ellen.
Ma lei sa perch... perch si  ammalata?
L'uomo si strinse nelle spalle e si guard intorno per controllare che non ci fosse nessuno. Be', dicono che non abbia mai superato il fatto di essere stata costretta a lasciare la casa dopo il matrimonio di Lady Ellen. Era molto legata alla giovane. Ma pare che Sir Andrew non la volesse tra i piedi. Per sono voci... specific un po' confuso. E insomma, ne girano tante, di voci. Fece una pausa. Non deve dare retta alla vecchia Tilly, qualora le capitasse di incontrarla. Confonde i fatti e non sa pi cos' successo veramente e cos' frutto della sua immaginazione. Poi si tocc il cappello di tweed. Le auguro una bella giornata.
Grazie. Solo una cosa, ancora. Pu consigliarmi una via alternativa per tornare? Non mi piace rifare la stessa strada.
L'uomo le disse di tenersi a sinistra e poi, attraverso i campi e i prati, come raggiungere Chapel Lane. Da l,  facile tornare a Chalk Hill.
Charlotte ringrazi ancora e lo guard scomparire tra gli alberi.
Quando arriv a casa vide che la carrozza era nella rimessa. Wilkins la stava lucidando con un panno e vedendola passare la salut.
Fu Susan ad aprirle, per poi volgere subito lo sguardo verso la biblioteca.
Sono in ritardo per il t? domand Charlotte, che non aveva con s l'orologio.
No, Miss, non  in ritardo. Sir Andrew ha visite. E mi ha detto di dirle di raggiungerlo appena tornava. Charlotte sal rapida in camera per sistemarsi i capelli. Poi si tolse gli stivali sporchi e li mise davanti alla porta, si sistem la gonna e la camicia e scese.
Davanti alla porta della biblioteca, si ferm. Dentro si sentivano due voci: quella di Sir Andrew e un'altra voce maschile, profonda. Buss.
Avanti, prego.
Sir Andrew era vicino a uno scaffale e annu in un gesto di saluto. L'ospite era seduto su una poltrona, e si alz.
Questa  Frulein Pauly, l'istitutrice di mia figlia. Frulein Pauly, le presento Mr. Thomas Ashdown, di Londra.
Non era molto alto e indossava una redingote viola scuro, un colore piuttosto eccentrico per un uomo. Un gil gessato argento con una camicia di un bianco immacolato e una cravatta nera. I capelli mori, qualcuno bianco, erano piuttosto lunghi e pettinati con la riga da una parte. La cosa pi incredibile, per, erano gli occhi: scuri, con sopracciglia nere e ciglia lunghissime, cos penetranti che era impensabile potesse sfuggirgli qualcosa. Uno sguardo non spiacevole, pens Charlotte, ma provocatore.
Piacere. La voce era profonda e melodiosa.
Lei gli strinse la mano. Il piacere  tutto mio, Mr. Ashdown.
Sir Andrew indic una poltrona, dove lei si sedette.
Mr. Ashdown  stato incaricato dal dottor Sidgwick di venire qui a scoprire di cosa soffre Emily.
L'ospite accavall le gambe e guard prima l'uno, poi l'altra. Sono lusingato dalla vostra fiducia, ma vi prego di non riporre in me aspettative eccessive. Il dottor Sidgwick ha molta pi esperienza e competenze di me. Io mi affido soprattutto al mio intelletto sano.
Charlotte vide il volto di Sir Andrew velarsi di un'ombra di disappunto, ma annu.
Se il dottor Sidgwick l'ha mandata qui vuol dire che  sicuro delle sue capacit.
Il dottor Sidgwick e i suoi colleghi di solito lavorano con adulti spieg Ashdown. Per la prima volta l'oggetto delle nostre ricerche  un bambino, e ha temuto che le sue procedure potessero risultare troppo dure o stranianti. Per questo ha chiesto a me di venire qui, dare un'occhiata ed esprimere un parere sulla situazione.
Capisco. Non vorrei metterle troppa pressione, ma spero comunque che lei abbia l'esperienza sufficiente per trattare mia figlia con le dovute cautele.
Ashdown sorrise e il suo viso cambi. Adesso, se  d'accordo, vorrei spiegarle come intendo procedere. La cosa migliore sarebbe che mi esponesse il suo punto di vista sulla situazione e su quello che  successo. Poi io vi porr alcune domande, a lei e a Miss Pauly. E solo allora parler con sua figlia. Ma non la sottoporr ad alcun esperimento, non le incuter paura. Glielo prometto.
Le sue parole emanarono lo stesso calore della sua voce, e il disagio di Sir Andrew sembr alleggerirsi.
Poi Ashdown si volt verso Charlotte. Naturalmente sono molto interessato anche alla sua versione dei fatti, poich in quanto persona esterna potrebbe giudicare alcuni aspetti in maniera pi oggettiva. L'amore paterno  una cosa meravigliosa, ma a volte pu deformare lo sguardo.
L'uomo sembrava sicuro di s e non aveva peli sulla lingua, sebbene poco prima si fosse sminuito.
D'accordo disse Sir Andrew schiarendosi la gola. Considerata la delicatezza della situazione, devo pregarla di mantenere la massima discrezione su quello che vedr in questa casa. Sarebbe insopportabile se qualcosa trapelasse all'esterno. In gioco c' la mia reputazione.
S, Sir, ne sono consapevole replic Ashdown, in un tono in cui Charlotte percep una certa punta di ironia. Lo guard con aria pi incuriosita, ma la sua espressione rimase impassibile.
Frulein Pauly, adesso pu andare da Emily concluse la conversazione Sir Andrew.
Lei si alz all'istante. Certo. Mr. Ashdown, mi consideri a sua completa disposizione.
Prima che avesse raggiunto la porta, l'ospite londinese si era gi alzato per precederla e tenergliela aperta con un inchino. Lei ebbe l'impressione di percepire uno sguardo di disapprovazione da parte di Sir Andrew, ma quando fu sola in corridoio sorrise.
Da quel momento in poi, un pensiero non le diede pace e incredibilmente non aveva nulla a che fare n con Emily n con la madre, n tanto meno con le foreste popolate dai druidi. Era Thomas Ashdown. C'era qualcosa in lui che le risultava familiare, anche se sapeva di non averlo mai incontrato. Continuava a sentirsi addosso il suo sguardo, quegli occhi scuri cos penetranti, la voce profonda. Mentre giocava con Emily a dama e riordinava i vestiti delle bambole, non riusciva a togliersi quel nome dalla testa; nemmeno quando venne chiamata per il t ed entrarono nel salone, dove la bambina fece la conoscenza dell'ospite di Chalk Hill.
Fu Emily a risolvere il mistero.
Dopo che ebbero preso posto al tavolo imbandito, riempito le tazze di t e i piattini di scones, la bambina guard il visitatore incuriosita.
Che lavoro fa, lei?  in Parlamento con pap?
Ashdown rise e pos la forchettina. No, io non sono cos importante. Scrivo per i giornali.
E cosa scrive? Storie?
Lui scosse la testa. No. Vado a teatro, guardo uno spettacolo e scrivo se mi  piaciuto. O se non mi  piaciuto. Che a volte  anche pi divertente.
ThAsh.
Ma certo.

24.

Avrebbe ascoltato l'istitutrice, pens Tom Ashdown quando fu di nuovo solo con Sir Andrew. Durante la loro conversazione a tre, e anche dopo bevendo il t, aveva percepito in lei una tensione, che cercava di nascondere. Non aveva detto molto, ma il suo sguardo faceva capire che aveva cose interessanti da raccontargli, a quattr'occhi.
Sir Andrew aveva sottolineato pi volte quanto tenesse alla discrezione e quanto temesse per la sua carriera politica. Era gentile, ma troppo perfetto per i gusti di Tom, e si chiese con quanta sincerit avrebbe risposto alle sue domande. E cosa avrebbe deciso se si fosse trovato a dover scegliere tra la salute della figlia e il suo buon nome.
Come pu immaginare, le nostre chiacchierate porteranno via un po' di tempo.
Certo Mr. Ashdown, ma lei capir che io non posso mettermi sempre a sua completa disposizione. Ho diversi impegni che devo rispettare e che richiedono la mia presenza a Londra con una certa regolarit.
Tom inarc un sopracciglio, ma in maniera quasi impercettibile. Il meccanismo di difesa era scattato ancor prima del previsto. Quell'uomo aveva smosso mari e monti perch la figlia venisse esaminata dalla Societ! E adesso faceva marcia indietro ancor prima che Tom avesse formulato una sola domanda.
Certo. Quindi, se  d'accordo, inizierei subito.
Sir Andrew gli fece cenno di proseguire.
Tom tir fuori un blocchetto dalla tasca della redingote. Se mi permette, sui punti pi importanti vorrei prendere qualche appunto.
Poi si ferm e riflett qualche secondo. In realt aveva pensato di cominciare con la nascita di Emily e la prima infanzia, ma cambi idea.
Dunque, mi racconti cos' successo a sua figlia nelle ultime tre settimane.
Quel signore  un amico di pap? domand Emily, seduta in classe con Charlotte a lavorare al suo quadretto a punto croce.
Charlotte ebbe un piccolo sussulto: non aveva preso alcun accordo con Sir Andrew, su cosa dovesse dire alla bambina riguardo a quella visita. Cos ricorse a una bugia d'emergenza.
Mr. Ashdown  un conoscente di tuo padre. Sta scrivendo un libro su questa zona e desidera parlare un po' con la gente che ci vive.
Emily la squadr. Scrive sulle rovine e su Box Hill e sui boschi?
Charlotte annu. Possibile. Forse far qualche domanda anche a te. Tu puoi rispondergli con sincerit e raccontargli tutto quello che vuole sapere.
Certo disse Emily entusiasta. Potremmo fare un giro in carrozza e mostrargli la zona, come ho fatto io con lei.
Buona idea comment Charlotte.
E lei cosa ha fatto stamattina? domand la piccola.
Una passeggiata nella foresta rispose la donna. Ho incontrato un guardaboschi di nome Jones; mi ha detto che ti conosce.
Emily sorrise. S,  simpatico. Una volta mi ha fatto vedere uno scoiattolo.
Mi ha chiesto come stai e ha detto che sarebbe felice di rivederti, un giorno, nel bosco. Io sono arrivata fin dove ci sono quegli alberi vecchissimi, dove prima si riunivano i druidi. Forse potremmo ordinare un libro al riguardo e leggerne la storia. Che ne dici?
Osserv la bambina infilare la punta della lingua tra le labbra e concentrarsi a spingere l'ago nella stoffa. Non era portata per il punto croce, ormai le era chiaro. Ma si impegnava.
 vicino al fiume disse infine come se fosse una risposta alle parole dell'istitutrice.
S, sono arrivata anche fino alla riva.
Emily grid e lasci cadere l'ago per terra. Oh, no! Mi sono punta! Si alz e butt il lavoro sul tavolo irritata. Io non ci riesco, davvero, non lo so fare.
Charlotte sospir. Si sentiva in colpa, sapeva benissimo cos'era stato a distrarla.
Ti faccio una proposta: quando avrai finito il quadretto per tuo padre, per un po' metteremo da parte il punto croce. Ci sono sempre delle cose in cui uno riesce meglio che in altre. E tu, per esempio, sei molto pi portata per il disegno.
Emily, per, non l'aveva ascoltata. Perch  andata nella foresta e al fiume? Cosa stava cercando?
Non furono le parole, ma il tono con cui le disse che fece rabbrividire Charlotte.
Be', volevo vedere il bosco, in fondo  proprio qui a due passi. E visto che mi hai detto che non ti piace, ci sono andata una mattina in cui ero libera. All'improvviso ebbe l'impressione di doversi giustificare davanti a una bambina di otto anni. Emily sembrava aggressiva. Charlotte fu grata per la
visita di Tom Ashdown, perch la piccola stava per scoppiare.
Emily fece un respiro profondo, si mise seduta e riprese in mano il lavoro.
Charlotte le pass un fazzoletto. Esce sangue?
Un pochino.
Va bene, allora riprenderai domani. Esit. Scusami, non avrei dovuto parlarti del fiume.
Frulein Pauly, mi racconta una storia? disse Emily d'istinto. Una proposta di riconciliazione, forse.
Su cosa? Qualcosa di divertente?
Lei scosse la testa. No, meglio qualcosa che fa paura.
Charlotte fu sorpresa dalla richiesta. Mmm... non so se  una buona idea.
La bambina la fiss con sguardo di sfida. Preferisco sentire storie di paura quando sono sveglia, invece di sognarle. Mi racconti qualcosa che fa paura su una foresta.
Charlotte si sent colta in fallo: solo un attimo prima aveva pensato alla storia di Cuore freddo; era ambientata nella Foresta Nera. In alcuni punti faceva paura: Peter Munk, infatti, alla fine uccideva la moglie Lisbeth, anche se poi lei tornava in vita. Per Emily era di un umore strano, e Charlotte decise di correre il rischio.
S, mi  venuta in mente una storia che potrebbe piacerti. Adesso metti via le cose, poi te la racconto in camera mia. Okay?
Emily annu impaziente. S, sarebbe bello. Prima era la camera della mamma.
Lo so.
Poco dopo salirono la scala a chiocciola. Una volta dentro Charlotte avvicin due poltrone, chiuse le tende e prese una coperta per la bambina.
Poi inizi a raccontare, a memoria, forse non esattamente come l'aveva scritta Wilhelm Hauff, ma cos come gliel'aveva raccontata sua madre.
La tenne d'occhio, a volte la piccola sussult, nei passaggi pi tetri, o fece qualche domanda sull'Uomo di Ghiaccio o sull'Olandese Michel. Esiste davvero, questa foresta?
Charlotte annu. S, ma io non ci sono mai stata.  molto lontana da Berlino.
Emily le fece cenno di proseguire.
Dopo che ebbe finito, guard la sua alunna piena di aspettative. Allora, ti  piaciuta?
S. Il volto arrossato dall'eccitazione. Ma sono felice che il Kohlenmunkpeter - quella difficile parola tedesca le cre qualche difficolt - alla fine sia stato salvato. Altrimenti sarebbe stata troppo triste.
S, hai ragione. Anch'io ogni volta sono sempre felice quando le storie finiscono bene, anche se gi le conosco.
Poi restarono sedute in silenzio, e Charlotte vide che si era calmata. Forse le aveva fatto bene avere paura di qualcosa che era frutto della fantasia umana e non aveva niente a che fare con la realt.
A un certo punto Emily si alz e si avvicin alla finestra. Scost la tenda e guard fuori, come se si aspettasse di vedere qualcosa. Si gir, e parve delusa. Charlotte non disse nulla.
Tom Ashdown si stava godendo un whisky al bar dello Star and Garter Hotel di Dorking. Dopo una lunga giornata come quella, non poteva mettersi a letto. Quel mattino aveva fatto colazione a casa sua, e ora quel mondo gli sembrava cos lontano. L'incarico ricevuto e l'incontro con la famiglia erano state esperienze insolite, e sperava che non avessero notato troppo la sua inesperienza. Quando si era ritrovato di fronte all'ingresso di Chalk Hill, l'istinto gli aveva suggerito di risalire in carrozza e andarsene. Quanto era stato arrogante, da parte sua, accettare il caso di quella bambina che probabilmente aveva bisogno di un medico o dell'amore del padre, invece che di uno scacciafantasmi!
In quel momento, per, non era pi pentito: quella storia, infatti, lo stava affascinando sempre di pi. La casa era elegante e curata, la figlia una bambina sveglia, i domestici educati e discreti... all'apparenza sembrava tutto perfetto. Eppure fin dal primo istante aveva percepito qualcosa... un segreto, parole non dette, un buio annidato dietro quella facciata di sgargiante benessere.
Il whisky lo stava scaldando dentro, e ne ordin un altro. In realt di solito non beveva da solo: aveva smesso la mattina in cui, dopo la morte di Lucy, si era svegliato sul pavimento del salotto, mentre Daisy iniziava a rassettare. Allora aveva giurato di non bere mai pi un whisky da solo, ma visto che non era a casa, si consider esonerato da quella promessa.
Diede una tirata alla pipa e si guard intorno. Era nella sala degli ospiti dell'hotel, frequentata anche da cittadini di Dorking. Lo sguardo cadde su una poltrona vicino al camino. Tom prese il bicchiere e vi si accomod.
Ecco, adesso s che brucia di nuovo come si deve.  qui in visita da qualcuno? domand un uomo anziano con un cappello in tweed che aveva appena portato la legna.
S, vengo da Londra rispose Tom. Posso offrirle un bicchiere?
L'uomo si tocc il cappello. Derek Smith. Be', Sir, non dico mai di no.
Si prese una mezza pinta al bancone e si appoggi al camino; aveva voglia di chiacchierare.
Bella zona disse Tom.
Ma periodo sbagliato. Dovrebbe tornare in primavera, che  pi bello. Sebbene nei fine settimana pulluli di londinesi. Per noi del posto quasi troppi, ma agli albergatori naturalmente non dispiace.
Ah, a me piace cos, in solitaria rispose Tom sorridendo e tirando alla pipa. Sono qui per un lavoro a Westhumble.
Davvero, Sir?
S. Da Sir Andrew Clayworth.
Oh, il deputato comment Mr. Smith.  un uomo molto in vista da queste parti.
Ho avuto il piacere di conoscere anche la figlia... che bambina incantevole.
S, lo dice anche mia moglie. Prima veniva spesso qui in paese con la madre. A prendere il t.
Tom inarc un sopracciglio. Ho sentito che Lady Clayworth  morta.
S, una storia terribile. Annegata nel Mole. Nessuno poteva crederci, quando  arrivata la notizia. Guard Tom incerto. Mi scusi, Sir, parlo sempre troppo. Io lavoro qui, sono una specie di tuttofare, ecco.
Non si preoccupi, Mr. Smith, io sono contento di non starmene qui seduto da solo. Nei viaggi, a volte non parlare con nessuno mette a disagio.
A quel punto, Mr. Smith bevve un lungo sorso e prosegu con rinnovato entusiasmo: E nessuno riusciva a capire come fosse stato possibile l'incidente. S, il Mole era in piena, ma chi vive qui lo sa ed evita di avvicinarsi troppo alla riva. Si strinse nelle spalle, perplesso.
Poco fa parlavate di una sala da t. Potrebbe dirmi dove si trova?  una mia mania provare gli scones in tutti i posti che visito.
Il vecchio Smith rise. Allora  nel posto giusto! Le sorelle Finch sfornano i migliori scones di tutto il Surrey.
Poi parlarono del pi e del meno, fino a quando Smith non si conged dopo aver ricevuto un'occhiataccia dall'albergatore.
Tom riport il bicchiere vuoto al bancone e svuot la pipa in un posacenere, prima di infilarsela nella tasca della redingote.
Buonanotte, Sir disse l'albergatore controllando un bicchiere pulito in controluce.
Grazie.
Nella sua camera, Tom si tolse la redingote e la appese al gancio della porta, si sfil il collo della camicia, apr i primi bottoni e si pass le mani tra i capelli. Si guard allo specchio. Aveva sempre l'impressione che le stanze sconosciute lo cambiassero, come se il nuovo ambiente gli desse pi colore.
Le linee intorno alla bocca, per esempio, sembravano pi marcate, l'ombra della barba particolarmente scura sul collo. Era come se il suo stesso viso cercasse di metterlo in guardia.
Che scemenze, pens e si gir dall'altra parte, senza per riuscire a sottrarsi a quella sensazione strana, qualcosa che non riusciva a definire e che rischiava di offuscare la curiosit e le aspettative con cui era arrivato l. Inizi a camminare avanti e indietro, in modo da riflettere meglio. Poi cap. A inquietarlo era la rabbia, rabbia repressa.
Rabbia nei confronti di Sir Andrew: un uomo che consultava medici e chiamava in causa Henry Sidgwick dicendo di essere preoccupato per la figlia; un uomo che aveva creduto disposto a tutto, pur di aiutare la sua bambina; un uomo per il quale egli si stava muovendo in un campo in cui non si sentiva a suo agio; un uomo che gi il primo giorno gli aveva taciuto cose importanti, per esempio com'era morta la moglie.
Quando lo avrebbe scoperto, Tom, se non ne avesse parlato per caso con il loquace Mr. Smith? Avrebbe dovuto insospettirsi quando gli aveva detto che era stato un semplice incidente? Lui l'aveva visto dal finestrino del treno, il Mole. Anche in piena, a primavera, gli pareva poco probabile che un adulto potesse scivolarci dentro per sbaglio e annegare...
Si mise seduto sul letto e si prese la fronte tra le mani. In quel momento, si pent eccome di aver accettato quell'incarico. Quel sentimento di rabbia era cos forte che si chiese se fosse consapevole o indotto dal secondo whisky. Il buonumore ormai era svanito e per la prima volta dopo molto tempo ebbe l'impressione che Lucy fosse seduta accanto a lui, nella stanza. Si guard intorno, pur sapendo che non l'avrebbe mai pi rivista. Una debole voce, dentro di lui, chiese se fosse una buona idea immischiarsi nella vita privata di un uomo che, come lui, aveva perso la moglie da poco.
Poi si alz e inizi a svestirsi, appese il gil e la camicia all'appendiabiti e s'infil la camicia da notte, poi si lav nella tinozza di porcellana.
Era venuto per aiutare una bambina, nei limiti delle sue possibilit, e quelle paure irrazionali non glielo avrebbero impedito.
Dopo che Charlotte ebbe riportato Emily in camera, rest ancora un paio di minuti con la bambina.
Simpatico, quel signore amico di pap disse Emily all'improvviso.
 vero disse Charlotte. Credo di aver gi letto delle cose che ha scritto sul giornale, qualche tempo fa. Erano divertenti.
Scrive cose divertenti? domand la bambina eccitata per poi aggiungere, pensierosa: Anche se a me piacciono pi le storie paurose, come quella del Kohlenmunkpeter.
Be', ha scritto una cosa su un detective disse l'istitutrice, che faceva ridere.
Che cos' un detective?
Un tizio che cerca gente o oggetti scomparsi e, facendolo, vive un sacco di avventure. E che talvolta osserva bene le persone per capire se hanno commesso un crimine.
Ma non lo fa la polizia? domand la bambina un po' sospettosa.
Charlotte rise. S, ma ci sono persone che non vogliono andare subito alla polizia, con le loro preoccupazioni. Cos assumono un detective.
Emily inarc le sopracciglia concentrata. Quando torna, glielo chiedo. Chiedo all'amico di pap di spiegarmi bene cosa fa un detective.
Poi si gir dall'altra parte, gesto che Charlotte interpret come un invito a uscire dalla stanza.
Sal in camera sua. Arrivata in cima alla scala, sent qualcosa di scivoloso sotto i piedi e si chin, abbassando la lampada a pochi centimetri dal pavimento.
Era una foglia, marrone, bagnata e poco appariscente, che non avrebbe nemmeno notato se non fosse stata proprio davanti alla porta. L, per, aveva un che di minaccioso, che la spinse a entrare in camera rapidamente e chiudere la porta a chiave.

25.

A colazione, Mrs. Evans rifer a Charlotte che Mr. Ashdown desiderava parlarle.
Dove? E quando? replic Charlotte sorpresa. Cos presto? pens.
Mrs. Evans la guard con malcelata curiosit. Forse si stava domandando come mai l'ospite londinese avesse chiesto un colloquio privato con l'istitutrice.
Wilkins  andato in hotel a Dorking per avere istruzioni pi precise.
Charlotte guard Emily, che aveva ascoltato tutto con occhi sgranati. Non possiamo saltare un altro giorno di lezione. Ti lascer dei compiti da fare. Quando li avrai finiti, potrai disegnare o giocare con Nora finch non torno.
La bambina aspett che la governante uscisse, poi disse: Per favore, gli chiede del detective da parte mia?.
Charlotte reag un po' irritata. Ah, s, l'articolo sul giornale. Se capita l'occasione, glielo chiedo.
Emily continuava a fissarla, mentre si rigirava tra le mani una fetta di pane tostato. Poi, a un'occhiataccia di Charlotte, pos il pane nel piatto.
Di cosa vuole parlarle? Se vuole scrivere su questa zona, dovrebbe chiedere a persone che ci vivono gi da un po', no? Potrebbe chiedere a me!
Charlotte sorrise. Lo far, ne sono certa. Gli dir che sei un'enciclopedia vivente sulle bellezze del Surrey.
Emily s'illumin. Grazie, Frulein Pauly. Gi a lei ho mostrato molte cose. Non sembr una risposta da saputella, lo disse in tono gentile.
Una stanzetta dell'hotel, la cui porta per motivi di decoro rest aperta di uno spiraglio. Un camino acceso, qualche poltroncina, un tavolino con un bricco di caff e due tazze. Appena Charlotte fu entrata, Ashdown si alz, le strinse la mano e le prese il cappotto, poggiandolo su una sedia.
Posso offrirle una tazza di caff? La guard con aria interrogativa, la mano gi sul bricco.
Volentieri, grazie.
Ashdown le aveva comunicato tramite Wilkins che avrebbe preferito incontrarla alle due del pomeriggio allo Star and Carter. Cos aveva passato la mattina a riassumere i suoi appunti e a tradurre i passi pi importanti in inglese, mentre Emily svolgeva dei compiti scritti. Charlotte aveva preparato una sintesi di quello che aveva vissuto con Emily negli ultimi giorni e settimane, e quello che aveva saputo riguardo alla famiglia. Senza tralasciare n l'incontro cercato con Tilly Burke n quello casuale con il guardaboschi. Poi aveva pranzato con la bambina, quindi Wilkins l'aveva portata a Dorking.
Si sedette, Ashdown le porse la tazza. Era un po' eccitata. Cominciano i giochi!, si disse, per poi sorridere di fronte a quel pensiero sciocco.
Vedo che la mia richiesta di sacrificare il suo pomeriggio per me non le ha fatto passare il buonumore disse l'uomo sedendosi accanto a lei. Ho pensato fosse meglio che questo colloquio si svolgesse su un campo... diciamo... neutro.
Nessun sacrificio, se si tratta di Emily disse Charlotte.
Lui bevve un sorso di caff e la guard con quegli occhi scuri penetranti da sopra il bordo della tazza. Vuole bene a quella bambina, vero?
Ci conosciamo da poco, ma s, l'ho presa molto a cuore.
Non  scontato, per un'istitutrice. A volte gli allievi vengono considerati un male necessario rispose lui con una sincerit disarmante.
 vero, a volte succede, ma Emily  una bambina affettuosa, diligente e s'interessa di tutto.  per questo che... che ci tengo tanto ad aiutarla.
Ashdown pos la tazza, si appoggi allo schienale e si guard le mani. Come ho gi detto ieri, la questione  molto complessa trattandosi di una bambina... una bambina ignara dei pericoli che la circondano e che deve essere protetta con ogni mezzo possibile. Davvero non so se sono all'altezza.
Be', solo il fatto che dubiti di esserne all'altezza fa capire con quanta seriet sta prendendo la faccenda replic Charlotte spontanea arrossendo un po'.
Lui sorrise. S, pu essere visto anche da questo punto di vista. Ma lei vede sempre cose buone dappertutto?
Quella domanda personale la spiazz un po'. No, non sempre, ma cerco di fare del mio meglio. Charlotte decise di ripagare Ashdown con la stessa moneta.
Una controdomanda: lei crede ai fantasmi?
Lui inarc un sopracciglio, prima di storcere la bocca in un sorriso. Pensavo di essere io quello che fa le domande qui e invece...
Certo. Ma se devo confidarle cose personali, credo sia mio diritto sapere qualcosa di lei. Ha ragione,  una questione delicata, Emily o il padre potrebbero riportare grossi danni se trapelasse qualcosa. E se lei crede di non essere all'altezza, forse dovrebbe farlo qualcun altro...
All'improvviso, lui si fece serio. Io sono ben consapevole delle mie responsabilit, anche se la mia poteva sembrare un'osservazione fatta con leggerezza. E per quanto riguarda la sua domanda, le rispondo da agnostico: non lo so. Negli ultimi due anni mi sono occupato di queste cose in maniera sempre pi intensa e non mi sento n di affermare che esistono, n di escluderlo categoricamente.
E su questa base pensa di poter esprimere una valutazione?
S, anzi, solo su questa base posso farlo. Convinzioni troppo granitiche offuscano la capacit di giudizio.
Si alz e inizi a camminare per la stanza, poi si ferm e guard Charlotte con la massima concentrazione.
Ho conosciuto un ciarlatano, dei peggiori, che estorceva soldi a persone in buona fede fingendo di poter entrare in contatto con i loro parenti defunti. Ma ho avuto anche l'onore di conoscere una signora americana che, nonostante tutti gli sforzi dei miei esimi colleghi, si  dimostrata estranea a ogni tipo di inganno, e lei non prende mai soldi per i suoi servigi, nonostante sia in grado di fare cose davvero stupefacenti. Incontrarla mi ha dato da pensare, lo ammetto. Ma io non ho mai avuto nessuna esperienza personale con fenomeni soprannaturali, fantasmi o simili. E non so nemmeno se lo voglio, ecco.
Pronunciando l'ultima frase aveva distolto lo sguardo, ma Charlotte aveva colto una strana espressione sul suo volto.
Le basta, come risposta? domand guardandola di nuovo negli occhi.
S. Mi scusi se ho dubitato di lei. Quello che mi ha detto  molto sensato. Prego, mi chieda pure ci che vuole. Sorrise e tir fuori gli appunti dalla borsa. Se vuole, poi pu leggere questi, con calma.  una specie di diario del mio soggiorno a Chalk Hill. Trover diverse cose su Emily e sulla sua famiglia.
Lui la guard sorpreso. Davvero mi affiderebbe il suo diario?
S rispose lei secca. I punti pi importanti li ho tradotti in inglese.
La ringrazio moltissimo. Spero non le dispiaccia se le pongo comunque qualche domanda.
Lui pos gli appunti di Charlotte sul tavolo e si vers dell'altro caff. Lo sguardo di lei si sofferm sulle sue dita magre ma forti. Che stile. Ma scacci via subito quel pensiero.
Mi racconti com' arrivata a Chalk Hill e l'impressione che ha avuto della famiglia e della casa. Quando sono iniziati gli strani episodi che preoccupano tanto lei e Sir Andrew? Chi ne  al corrente? Sa cosa pensano in proposito i domestici? Ha fatto delle ricerche di sua iniziativa e, se s, cos'ha scoperto?
All'ultima domanda, si sent arrossire. Be', ho cercato di tenere gli occhi e le orecchie ben aperti. Ma non  stato facile, senza destare sospetti. Il mio datore di lavoro, poi, non tollera i pettegolezzi. E diverse cose vengono... taciute. Si ferm e respir profondamente. Ma mi lasci cominciare dall'inizio. Quando sono arrivata, Wilkins, il cocchiere  venuto a prendermi alla stazione di Dorking...
Finalmente Charlotte tir fuori tutto quello che le era capitato nelle ultime settimane, e cap quanto bisogno avesse di condividere le sue preoccupazioni con qualcuno. Ashdown la ascolt con attenzione, interruppe quel flusso di parole con pochissime domande. L'inglese non le cre problemi. Mentre raccontava, le venivano in mente altre cose e sper che quello che stava dimenticando di dire fosse nei suoi appunti.
Quando fin si rese conto di non riuscire quasi pi a vedere il suo interlocutore, da quanto si era fatto buio nella stanza.
Oh, forse dovremmo alzare il gas della lampada disse titubante.
Ashdown lo fece e poi si gir di nuovo verso di lei. Grazie,  stata davvero molto esauriente. Avrei dovuto prendere appunti, ma il suo resoconto era cos avvincente che me ne sono dimenticato. Meno male che mi ha portato il diario.
Charlotte fece per alzarsi dalla sedia. Se non ha altre domande...
Ma Tom alz una mano. Solo una cosa... mi farebbe l'onore di venire a bere il t con me? Ho sentito dire che qui fanno degli scones squisiti.
Charlotte arross e cerc una risposta adeguata. Naturalmente quando si sottoponeva agli interrogatori di Tom Ashdown agiva con il beneplacito di Sir Andrew... ma questo includeva anche la sala da t? Non avrebbe suscitato pettegolezzi? Poi per sent un brivido, una leggerezza che le saliva nel petto come una bolla di sapone, e rispose: Con piacere, Mr. Ashdown.
Quando vide le occhiate delle sorelle Finch, Charlotte si preoccup un po', ma sorrise e aspett che Ashdown le trovasse una sedia. Cerc di farsi coraggio ignorando gli altri ospiti e concentrandosi solo sul suo accompagnatore, ma si rese conto che lo sguardo di lui la inquietava ancora di pi. Nel profondo di quegli occhi scuri intravide un guizzo malizioso.
In tutta sincerit, non pensavo che quest'incarico si sarebbe rivelato cos piacevole.
Infatti non lo sar a lungo.
Un punto per lei. Il guizzo scomparve. L'avevo sottovalutata. Mi scusi se l'ho offesa con un complimento cos spicciolo.
Non sono offesa disse Charlotte conciliante, maledicendosi per aver fatto scoppiare quasi subito la bolla di sapone che sentiva nel petto. Soltanto, non dimentichiamoci che in gioco c' la salute di una bambina.
Miss Ada si avvicin al tavolo e la salut con calore, per poi dare un'occhiata curiosa al suo accompagnatore. Cosa posso portarvi?
T e scones rispose Ashdown. Mi hanno detto che qui sono particolarmente buoni.
Gentile, da parte sua, averci fatto tutta questa pubblicit disse Miss Ada rivolta a Charlotte.
Lo dicono tutti, qui in paese disse Ashdown. La vostra fama ha fatto molta strada. E se non mi deluderete, presto anche a Londra si parler dei vostri scones.
Charlotte vide Miss Ada arrossire e correre dalla sorella. E non pot fare a meno di sorridere.
Per... sa come fare complimenti a una donna. Dopo una breve pausa, aggiunse: Prima ha detto che  lei a fare le domande, e lo comprendo. Ma posso chiederle una cosa che non ha niente a che fare con il suo incarico?.
Lui poggi la testa su una mano e la guard pieno di aspettative. Prego.
Lei  ThAsh?
Rise. Ha letto qualcosa di mio? Oh... spero fosse buono!
Uno dei suoi articoli mi ha fatto piangere dalle risate, una notte in cui mi sentivo molto agitata.
In che senso?
Be', non riuscivo a dormire e cercavo un modo per far passare il tempo. E per caso ho scoperto il suo pezzo su quello spettacolo cos terribilmente grottesco, e la cosa mi ha incuriosito...
Rise di nuovo, e nei suoi occhi torn quel guizzo. Per favore, mi dica che non era Il fiore bianco di Soho...
Anche Charlotte rise. Era cos terribile?
Peggio di quanto possa immaginare rispose lui. Raccapricciante. Ero l con un amico, un medico secondo il quale spettacoli del genere possono aiutare le persone, che andando a teatro si distraggono.
Be', se il riso  salutare, allora dovrebbero leggere le sue recensioni.
Grazie, lo prendo come un complimento.
Era cos che lo intendevo.
Miss Ada port t e scones con la crema e marmellata di lamponi e li sistem con cura sul tavolo. Poi diede un'occhiata a Charlotte. Come sta la piccola Emily? Bene, spero...
S, grazie. Esit. Tilly Burke...  tornata?
Ada Finch la guard sorpresa. Incredibile che me lo chieda.  tornata, s, giusto un paio di giorni fa. E io che continuo a domandarmi come riesca ancora a fare tutta quella strada a piedi, alla sua et... comunque s, all'improvviso  ricomparsa all'ingresso e...
La sorella, dietro al bancone, le fece un cenno indicando le numerose teiere in attesa.
Scusate, torno tra un po', altrimenti Edith mi sgrida perch sono troppo chiacchierona. Se ne and quasi di corsa, e Ashdown la guard con aria interrogativa.
 l'anziana di cui mi ha parlato?
S, l'ex bambinaia di Lady Ellen. Parla in maniera confusa, in realt, ma secondo me qualcosa di vero c'.  una di quei malati mentali che non distinguono tra fantasia e ricordo.
La domanda  quanto credito le si possa dare replic lui scettico. Divise uno scone in due met e lo cosparse di crema e marmellata. Poi lo morse e chiuse gli occhi. Divino. S, consiglier senz'altro le sorelle Finch a Londra.
Poco dopo Miss Ada torn al loro tavolo. Ho spiegato a mia sorella che mi ha chiesto di Tilly Burke e che non sono rimasta qui a importunarvi... Abbass la voce in modo che la gente seduta ai tavoli intorno non potesse sentirla. A ogni modo, Tilly  entrata e ha chiesto di Emily. Cos, di punto in bianco. Io le ho risposto che non c'era. E poi... Fece un respiro profondo e deglut, come se facesse fatica a proseguire. Tilly ha detto che Emily  triste perch il fiume si  portato via la madre.
Charlotte guard Ashdown perplessa, il quale si strinse nelle spalle.
Secondo me  da irresponsabili permettere che quella povera donna viva da sola aggiunse Miss Ada. Spero solo che non incontri mai pi la bambina... la piccola  rimasta scioccata, quando si sono viste qui.
Charlotte annu. S, prima o poi ne parler con il reverendo Morton e la moglie. Forse potrebbero fare in modo che trovi un alloggio pi adeguato.
Sarebbe un gran bel gesto le disse Miss Ada per poi riscomparire dietro il bancone.
Ashdown inarc un sopracciglio. Cosa ne pensa di tutto questo?
Charlotte guard il piatto, rimuginando. Non lo so, ... strano.
Cosa, esattamente?
Il modo in cui l'ha detto. Io l'ho incontrata due volte, Tilly Burke, e in entrambi i casi ha ripetuto pi volte che Lady Ellen era triste, che il marito voleva cacciarla, che il fiume se l' portata via, che gli spiriti l'hanno chiamata a loro. Adesso se ne esce che  Emily a essere triste. I suoi pensieri sembrano ruotare sempre intorno al fiume e agli spiriti. Comunque ho scritto tutto. Lo legga e poi decider lei quanto peso dobbiamo dargli.
Solo dopo aver terminato la frase Charlotte si rese conto di aver usato il "noi".
Bene... Ashdown continuava a girare pensieroso il suo t. Pomeriggio interessante, e non vedo l'ora di leggere i suoi appunti. Domani far un giro qui intorno.
Non vuole parlare prima con Emily?
Lui scosse la testa. No, prima di parlare con la bambina voglio scoprire il pi possibile sulla famiglia. Probabilmente sar necessario anche trascorrere almeno una notte in casa.
Capisco. Se succede qualcosa... vuole esserci anche lei.
Esatto.
Lui si gir verso il bancone per chiedere il conto, mentre Charlotte all'improvviso ricord una cosa che non aveva scritto nel diario. Provava un po' di vergogna a confessargli che aveva passato al setaccio la propria stanza, ma alla fine super ogni remora e gli raccont della boccetta di antimoniltartrato di potassio che aveva trovato sotto l'asse del pavimento.
Ashdown fece un fischio. Cavolo, meglio di Sherlock Holmes.
Lei arross e poi rise sollevata. Ho letto anche quella, di recensione.
Davvero? I libri glieli consiglio, davvero. Per quanto riguarda il suo ritrovamento... Appoggi il mento sulle mani e la fiss con i suoi occhi scurissimi. Lei cosa ne pensa?
Charlotte si strinse nelle spalle. Non so, non riesco a venirne a capo. Forse risale ai tempi in cui Lady Ellen era ancora bambina, insomma era nella sua stanza. Ma potrebbe anche averlo nascosto l da sposata. Lei o qualcun altro.
Lo ha detto ai domestici?
No rispose lei decisa. Una cosa del genere un'istitutrice non pu permettersela, soprattutto se arrivata da poco. Io... io mi vergognavo troppo. Avrebbero sparlato di me.
E se servisse alla causa? domand lui impassibile, e Charlotte si sent avvampare.
Ma avrei rischiato di sembrare un'impicciona...
Lui si tir indietro e incroci le braccia. Mi scusi,  normale che non voglia mettere a rischio la sua posizione.
Eppure lei colse un velo di delusione nei suoi occhi che la disarm.
Mi sembra un ritrovamento importante, sebbene neanch'io riesca a venirne a capo. Dovremo approfondire la cosa.
Stavolta era stato lui, a usare il "noi".
Charlotte torn a Chalk Hill verso le sei e mezzo con una carrozza a nolo, e Mrs. Evans la accolse con un'occhiata strana.
Spero che abbia trascorso un bel pomeriggio disse rigida.
S, grazie rispose Charlotte, sinceramente. La reazione di Ashdown al suo racconto del ritrovamento dell'ematico aveva lasciato il segno, e aveva deciso di "servire la causa", per usare le parole esatte del critico londinese.
Senta... visto che  la persona che conosce meglio questa casa, vorrei chiederle una cosa.
Mrs. Evans la guard stupita, ma non fu scortese. Prego.
Andarono nella stanzetta dell'amministrazione. Charlotte rest con la schiena alla porta. In camera mia, di sopra, per caso ho scoperto un'asse del pavimento sconnessa.
Lo far subito presente, in modo che la riparino rispose la donna senza indugio. Pu essere pericoloso, c' il rischio di inciampare o di ferirsi con una scheggia.
Charlotte alz una mano per calmarla. Grazie, ma non  per
questo che gliel'ho detto. Sotto la trave, ho trovato una cosa.
L'espressione impassibile della governante fu increspata da un moto di curiosit.
Si tratta della boccetta di una farmacia, con una strana sostanza, bianca. Antimoniltartrato di potassio,  un ematico. Lei potrebbe sapere come mai era l sotto?
Mrs. Evans si gir leggermente di lato, come per proteggersi dallo sguardo penetrante dell'istitutrice.
Non ne ho idea. In questa casa non usiamo sostanze del genere. E non saprei dirle nemmeno come sia finito sotto le assi del pavimento.
Be', ovviamente io non so da quanto tempo fosse l.
Dopo che Lady Ellen ha sposato Sir Andrew, la stanza  rimasta vuota per diversi anni.  stata riutilizzata solo con l'arrivo delle istitutrici spieg Mrs. Evans. Forse  stata qualcuna di loro a lasciarla l. Chieder a Millie e a Susan, ma sono sicura che non c'entrano nulla.
Charlotte annu. Grazie. Ci sarebbe anche un'altra cosa... qualche tempo fa abbiamo parlato di Tilly Burke. Il volto di Mrs. Evans si adombr. Oggi l'ho incontrata, per caso. In qualche modo mi ha ricollegato a questa casa e ha iniziato a parlare di Lady Ellen. Ha detto che il marito voleva mandarla via.
La stretta le circu il polso all'improvviso, la mano di Mrs Evans era ghiacciata, e Charlotte alz la testa terrorizzata. Gli occhi grigi della governante erano diventati ancora pi scuri e imperscrutabili, e le sue labbra cos serrate da aver perso il loro colore.
Non lo dica mai pi sibil continuando a stringere il polso. Se Sir Andrew sente questa chiacchiera, ci licenzier tutti.
Perch? Charlotte cerc di mantenere un tono freddo, ma le stava facendo male.
Perch  una chiacchiera, e lui odia questo genere di pettegolezzi. Perch la vecchia Tilly non ci sta con la testa e se ne va in giro a mettere paura alla gente. Se lo sentisse Miss Emily... Di colpo moll la mano dell'istitutrice e fece un passo indietro. Da quando  arrivata lei in questa casa...
Charlotte sent salire dentro di s la rabbia e non le fece nemmeno terminare la frase. Lei sa fin troppo bene che quello che  successo non ha niente a che fare con me. Prima Emily si ammalava fisicamente, adesso  la sua anima a soffrire. Quando sono arrivata non sapevo nulla di lei. Nessuno mi ha raccontato niente. Sono stata costretta a chiedere a estranei. S, lo ammetto, ho tenuto le orecchie ben aperte, ma come posso educare una bambina che non conosco?
S, ma non deve credere alla vecchia Tilly. Cosa pu saperne lei del matrimonio dei padroni?
Be', mi hanno detto che era molto legata a Lady Ellen.
Questo un secolo fa replic la donna sprezzante. Da quando ha perso la testa, vive della commiserazione degli altri. Ma nessuno la prende sul serio. Si ferm. Sarebbe opportuno per entrambe che questa conversazione restasse tra noi, Miss Pauly. Posso contare sulla sua discrezione?
S, fin quando questa discrezione sar compatibile con il bene di Emily rispose Charlotte diplomatica per poi fare un respiro profondo.
 per il bene di Emily che il buon nome della famiglia venga preservato controbatt Mrs. Evans altrettanto formale inclinando leggermente la testa, come se spettasse a lei congedare l'istitutrice.
Tornata in camera, Charlotte tir un calcio contro i piedi del letto. Poi l'alluce le fece male, ma perlomeno aveva sfogato la propria rabbia. Purtroppo il buonumore con cui era rincasata da Dorking era gi svanito.
Si sedette sulla panca vicino alla finestra, raccolse le ginocchia e si appoggi contro il vetro. Poi ripens alle ore trascorse con Tom Ashdown e cerc di trarne nuovo coraggio. Era un uomo assetato di verit almeno quanto lei: che non se ne stava zitto, ma faceva domande; che non nascondeva, ma voleva scoprire.
Da quando era arrivata a Chalk Hill non faceva altro che sbattere contro muri e trovare porte chiuse, e quel poco che aveva scoperto se l'era conquistato con fatica. E adesso finalmente poteva mettere tutto questo in mano a una persona in grado di apprezzarne il valore, che voleva aiutare Emily senza condizioni, come lei. Anche se lo conosceva da un giorno, si fidava di lui.
Si chiese se Sir Andrew si sarebbe pentito della sua decisione. Ashdown gli avrebbe senz'altro posto domande scomode, e il padre di Emily avrebbe dovuto rivelare molte pi cose di quante desiderasse.

26.

Al risveglio, lo sguardo di Tom cadde subito sugli appunti di Miss Pauly, letti la sera precedente. Incroci le mani dietro la nuca e si morse un labbro pensieroso. Era rimasto impressionato dalla chiarezza e dalla logica delle sue riflessioni, che nascevano da un sentimento sincero. Per portare a termine l'incarico avrebbe dovuto fidarsi di una persona in particolare della casa, e questa sarebbe stata Miss Pauly.
Aveva deciso di procedere in maniera diversa dai suoi colleghi Sidgwick e Lodge, che si concentravano soprattutto sul medium. Sia la testa - si trattava di una bambina - sia il cuore gli dicevano che doveva sapere il pi possibile sul contesto dell'oggetto delle ricerche, prima di dedicarsi a esso. Emily doveva scoprire il pi tardi possibile che era lei il motivo per cui un ospite si trovava a casa sua.
Per quanto fosse strano il comportamento della piccola, non poteva escludere che ci fosse comunque una spiegazione razionale. Emily Clayworth non aveva avuto nessuno con cui parlare della morte della madre, quindi era immaginabile che avesse sepolto dentro di s il dolore lasciandosi trasportare dalla fantasia.
Tom si alz e ancora in camicia da notte si mise a camminare avanti e indietro per la stanza. Capiva come si sentiva la piccola; dopo una simile perdita, infatti, il rischio di smarrire il contatto con la realt era enorme. Si ricordava fin troppo bene di quando lui, da solo in casa, aveva avuto la sensazione di poter toccare Lucy con le proprie mani, di vederla comparire sulla sua poltrona preferita o in un altro posto a lei familiare. Lui, per, era un adulto e aveva avuto tanti amici che gli erano stati vicini, e con i quali poter parlare della moglie.
Si mise seduto e riprese in mano i fogli. In quella storia c'erano molte cose che non gli tornavano. Miss Pauly aveva fatto un lavoro eccellente ed evidenziato tutte le questioni aperte e le incoerenze. Alla luce del quadro che si era fatto, gli sembr pi opportuno procedere come un detective che come uno scaccia- fantasmi. Cos decise di adottare il principio dei suoi colleghi: prima escludere tutte le cause spiegabili e soltanto dopo passare a quelle inspiegabili.
Nella redazione del Surrey Advertiser di Guildford lo accolsero stupiti, ma cordiali.
 una storia che risale a un po' di tempo fa osserv il redattore, Joshua Phillips.
Ha ragione, ma mi ha incuriosito comunque. Ho in cantiere una serie di articoli su persone scomparse, probabilmente decedute, i cui corpi per non sono mai stati ritrovati. Naturalmente scriverei che lei mi ha aiutato e sostenuto nelle ricerche...
Tom si sent un po' in colpa ad allettare il ragazzo con il grosso nome del suo giornale e una serie di articoli che esistevano solo nella sua fantasia.
Phillips gli aveva offerto un t e si erano seduti insieme nella redazione, piena di fumo, un ufficio deserto, se si esclude l'uomo che aveva di fronte. Tom era partito con il primo treno del mattino, visto che nel pomeriggio era di nuovo atteso dalla famiglia Clayworth.
Be', Mr. Ashdown, che dirle...  stata una tragedia. Cose del genere qui da noi succedono raramente, e questo ha destato ancora pi scalpore. Lady Ellen Clayworth era una donna molto in vista, nonch la moglie del nostro illustre deputato... Si zitt. Tom aveva alzato una mano.
Ascolti, Mr. Phillips, lavoriamo nello stesso campo disse in tono confidenziale. Tutte queste cose le so gi. Per il mio articolo ho bisogno di qualcosa di nuovo, di cui non si sia ancora parlato nei dettagli. Insomma... niente  pi vecchio del giornale di ieri.
Phillips guard le sue mani forti e si strinse nelle spalle. Mr. Ashdown, lei invece capir le mie riserve nei confronti della sua richiesta. Sir Andrew non sar felice di rivedere diffuse sui giornali vicende per lui cos dolorose.
Ma io sar discreto, non far nomi, probabilmente user solo iniziali promise Tom.
Il giornalista sembr sollevato. Capisce, sono un po' in difficolt... ma se la mette cos, forse potrei...
Si alz e tir fuori da un armadio un grosso faldone, tolse la polvere con le mani e lo poggi sul tavolo vicino alle tazze.
 tutto qui... o quasi. Si chin verso Tom, anche se erano soli. Tranne una cosa, un po' delicata, per questo non l'ho scritta nell'articolo. Si schiar la voce. Alcune persone dicevano che Sir Andrew e la moglie volessero... ecco, che volessero separarsi, prima che lei morisse.
Tom ripens immediatamente a quello che Tilly Burke aveva raccontato a Miss Pauly. Lui voleva mandarla via. Che non fosse solo una vecchia pazza?
Cosa sa di preciso?
Phillips si strinse nelle spalle confuso. Non molto. Non so nemmeno chi abbia messo in giro la voce, ma Lady Ellen prima di morire non si faceva vedere in pubblico da un pezzo. Nelle occasioni ufficiali non compariva quasi mai al fianco del marito, cosa che di solito veniva giustificata dal fatto che si occupava della figlia di salute cagionevole. Un comportamento piuttosto insolito, per una donna del suo rango.
S, molto nobile da parte sua dedicarsi alla bambina invece di accompagnare il marito nelle serate di gala osserv Tom molto serio.
Infatti si  guadagnata il rispetto di tutti.  triste quando la salute del tuo unico figlio ti d tante preoccupazioni.
Tom annu. Ancora pi tragico che abbia perso una madre cos amorevole. Sa qualcosa della bambina?
No, Mr. Ashdown, su questo non sono in grado di dirle nulla. Dopo la chiusura del caso ho avuto a che fare con Sir Andrew solo per questioni politiche spieg il giornalista. La gente di Dorking ne sapr di pi, forse pu chiedere al reverendo di Mickleham, Mr. Morton, il padre spirituale della famiglia.
Tom si segn il nome, che comunque conosceva gi dagli appunti di Miss Pauly.
Allora adesso, se non le dispiace, darei volentieri un'occhiata al suo faldone disse guardando il plico di fogli.
Certo, Mr. Ashdown, io ho un appuntamento. Pu usare il mio ufficio e poi lasciare il materiale sul tavolo.
Prese cappello e cappotto, salut con un cenno e usc.
Stupito da tanta fiducia, Tom si accese la pipa, sfogli il faldone e inizi a leggere.
Un'ora dopo lo richiuse e torn alla sua pipa, ormai fredda. Niente di ci che aveva letto faceva pensare a un matrimonio infelice o ad altri elementi che avrebbero potuto spingere Lady Ellen a un suicidio. Trattandosi della moglie di un deputato, per, le indagini erano state svolte con molto tatto. Se c'erano stati dei pettegolezzi, negli articoli di Mr. Phillips non trapelavano. Tom continuava a picchiettarsi pensieroso un pollice contro un incisivo.
Poi scosse la testa e si alz. No, cos non andava da nessuna parte. Doveva vedere i dintorni della casa, conoscere la bambinaia e parlare con Emily. Sperava di poter proteggere la piccola il pi a lungo possibile, ma ormai intuiva che era lei la chiave di tutto. Che era anche ci che gli aveva fatto intendere Miss Pauly con ogni parola, scritta e parlata. Ma aveva seri dubbi che il deputato avrebbe gradito le sue indagini.
Certo che  libero di parlare con chiunque, in questa casa spieg Sir Andrew formale. La prego solo di essere cauto con mia figlia, ma questo gliel'ho gi detto.  piccola, ha passato brutti periodi ed  meglio che non si agiti.
Ovvio comment Tom. E comunque non far nulla senza che siano presenti Miss Pauly o la tata.
Sir Andrew si alz: Susan, per favore, accompagna Mr. Ashdown in classe.
La domestica fece un inchino e Tom la segu nell'ingresso e poi su al primo piano. L la ragazza si ferm davanti a una porta e buss.
Avanti.
Apr e fece entrare Tom. Due paia di occhi lo fissarono meravigliati. Charlotte Pauly si alz da dietro la sua cattedra. Grazie Susan, adesso pu andare. Poi, rivolgendosi a lui, aggiunse: Mr. Ashdown, che piacere averla con noi... Che sorpresa!.
Lui not lo sguardo incuriosito di Emily e annu. Buongiorno Miss Clayworth.
Buongiorno. Oggi non scrive sul teatro?
Lui sorrise. No, oggi no. Mi piacerebbe assistere alla vostra lezione. Posso?
La bambina annu. Stiamo facendo tedesco. Forse pu imparare anche qualcosa.
Vide Charlotte arrossire un po' e si accomod su una sedia in un angolo, per non disturbare.
L'istitutrice torn al suo posto e prosegu con la lezione facendo finta di niente. La sua voce era diversa, quando parlava tedesco: quella lingua suonava molto pi morbida e melodiosa di quanto avesse immaginato. Non capiva quasi nulla, lasci che le parole lo cullassero come le onde del mare o il gorgoglio di un torrente.
Terminata la lezione, Charlotte lo guard. Mr. Ashdown, a lei piacciono le favole? A Emily molto, spesso ne racconto qualcuna del mio Paese.
Non sapeva se quella domanda nascondesse un fine preciso oppure se l'istitutrice avesse solo per caso scelto quell'argomento; in ogni caso colse l'occasione. Da piccolo mi piacevano le favole, dopo sono passato alle storie di fantasmi.
Continuava a guardare la bambina, che lo fissava a sua volta, impassibile. Quelle molto paurose?
S, ogni tanto.
Quelle per io non le posso ascoltare disse Emily guardando la sua istitutrice. Di sicuro Frulein Pauly pensa che io sia troppo piccola.
Ma tu ci credi, ai fantasmi? chiese lui en passant rigirandosi un pezzo di gesso tra le mani.
Emily si strinse nelle spalle. Intende donne con lunghe tuniche bianche che fluttuano sul pavimento? O cavalieri morti che cigolano dentro le loro vecchie armature?
S, pi o meno rispose Tom divertito.
No, a quelli non ci credo. E lei, Mr. Ashdown?
Not che Charlotte lo stava osservando interessata. Anche lui si strinse nelle spalle. Io non lo so rispose.
Ha gi avuto a che fare con cose simili? domand l'istitutrice. Perch in tal caso... ecco, potrebbe raccontarci qualcosa lei.
Lui le diede un'occhiata veloce, e Charlotte annu. Poi raccont di Belvoir trasformandola in una storia adatta a una bambina di otto anni.
Be', ma quello era un uomo cattivo disse la piccola con decisione.  stato punito?
Io ho scritto un articolo su questo presunto medium, che  stato letto da molte persone, le quali non sono pi andate da lui. Ed  giusto cos, perch guadagnava soldi sfruttando l'ingenuit e la tristezza altrui.
Perch tristezza? domand Emily.
Charlotte not che Ashdown si stava prendendo tempo per rispondere. Succede spesso che qualcuno abbia perso una persona cara e sia cos triste da non riuscire a dimenticarla. Che non riesca a pensare a nient'altro. Come se ogni cosa, intorno a lui, fosse diventata grigia e non riuscisse pi a ridere.
Il cambiamento nel suo tono di voce fu molto sottile. Tra lui e la bambina si era accesa una scintilla, era apparso un filo invisibile che li legava.
E quando questa persona triste viene a sapere che esiste qualcuno in grado di parlare con i morti e di portare loro dei messaggi, spera di poter entrare in contatto con la sua persona cara. Riesci a immaginarti una cosa del genere?
Emily era impallidita. Che qualcuno sia cos tanto triste?
S.
Lei annu.
Charlotte guard la piccola preoccupata. Ashdown si era spinto troppo oltre?
Chi si approfitta delle persone tristi  una persona cattiva.
Ce ne sono anche altre? chiese Emily.
In che senso?
Persone che sono davvero capaci di parlare con gli spiriti, ma che non sono cattive?
Io forse ne ho conosciuta una, ma non ne sono sicuro.
La bambina alz gli occhi e parve sollevata che la conversazione stesse prendendo una piega diversa. Le va di raccontarmi? Mi piacerebbe tanto sapere se i fantasmi esistono veramente.
Charlotte si avvicin alla finestra, mentre Ashdown raccontava di Leonora Piper e lei continuava a fissare la pioggia, rapita dalla sua voce profonda. Quella donna, l'americana, sembrava averlo impressionato molto, e il suo interesse stava contagiando la piccola alunna, che lo interrompeva in continuazione con domande eccitate.
E lei raccontava cose che solo Robert e Jerry potevano sapere?
S, cos ci  parso.
E veniva dall'America e non li conosceva? Nessuno dei due?
No.
E a lei  mai capitato di vedere una cosa che non  riuscito a spiegarsi?
Ashdown sorrise. S, ma  passato molto tempo. Ero ancora un ragazzo. E non  successo a me di persona. Poi le raccont delle ciliegie, dell'amica di sua nonna e del figlio, morto in un incidente.
Le venuzze sul collo della piccola avevano iniziato a pulsare. E lei se n' accorta?
Cos sembrava.
Come se lo spirito del figlio fosse andato da lei per dirglielo?
Questo non lo so. Ma ci penso ancora oggi. Soprattutto quando mangio le ciliegie.
I due cominciarono a parlare della frutta preferita e dei pregi e difetti delle pesche e delle albicocche, e il tono si allegger. Charlotte fu sollevata che la prima vera conversazione di Emily con Tom Ashdown fosse andata cos bene.
Finita la lezione mand Emily da Nora. Quando furono soli, lo guard. Forse avrebbe dovuto annunciare la sua visita...
Lui fece una specie di inchino. Ha ragione, mi scusi. Ma lei se l' cavata benissimo. Esit. Mi dispiace se l'ho messa a disagio... non era mia intenzione. Lui aveva gi una mano sulla maniglia quando lei alz gli occhi.
Non se ne vada... non  colpa sua.  stato molto carino con Emily... e accorto. Mi  piaciuto molto.
Lui si gir, e lei ebbe l'impressione di cogliere un barlume di sollievo sul suo viso. Ho fatto un salto nel vuoto. Grazie ai suoi appunti credevo di sapere fin dove avrei potuto spingermi, ed  andata bene, anche se a un certo punto ho avuto paura che stesse per scoppiare a piangere.
S, quando ha parlato della tristezza. Charlotte ripens a quel momento toccante e si chiese se l'uomo avesse parlato per esperienza personale.
Be', l ha pensato alla madre, ovvio. Per mi  sembrato interessante che non abbia fatto subito il collegamento quando ho parlato di fantasmi.
Come le ho scritto nei miei appunti, i suoi umori sono mutevoli, imprevedibili. Non si sa mai come potrebbe reagire a determinate affermazioni o fatti.
Stamattina sono stato a Guildford, al giornale disse cambiando improvvisamente argomento. Il redattore mi ha detto che in effetti girava voce che stessero per lasciarsi, ma non si  sbottonato su nessun dettaglio. E per rispetto della posizione sociale di Sir Andrew, negli articoli non ha scritto nulla.
Quindi Tilly Burke aveva ragione? domand Charlotte sorpresa.
Diciamo che, come lei aveva sospettato, non dice solo cose senza senso.
Secondo lei vale la pena di parlarci di nuovo?
Be', perlomeno dovremmo prenderlo in considerazione. Lady Ellen Clayworth deve essersi confidata con lei. Altrimenti come avrebbe fatto l'anziana a sapere dei problemi matrimoniali, che non erano di pubblico dominio? Anche lei del resto ha detto che erano molto legate.
Charlotte lo guard pensierosa. S. Giusto. E dovremo chiedere anche a Nora, la tata. Non sono sicura di quante cose sappia di quello che succede qui in casa, ma  molto affezionata a Emily e farebbe di tutto pur di aiutarla.
Ha gi provato a parlarle?
Charlotte annu. S, ma lei non ha risposto. Quando le ho chiesto se era vero che Sir Andrew voleva "mandare via" la moglie, come mi aveva detto Tilly Burke, lei se n' andata,  uscita dalla stanza.
Cos, all'improvviso?
S, mi ha chiesto il permesso, e mi  stato impossibile trattenerla. Mi ha fatto capire chiaramente che non aveva voglia di parlarne. E non sta a me costringerla; e comunque devo preservare la mia posizione qui in casa, sono l'ultima arrivata.
Tom Ashdown si appoggi alla porta e incroci le braccia. Se il matrimonio dei Clayworth non era felice, Emily potrebbe averlo notato, visto che la madre aveva un rapporto cos stretto con lei. Vorrei parlare con Nora. Cosa ne pensa?
Charlotte annu. S, forse non  una cattiva idea, che sia un estraneo a farle qualche domanda.
Bene, allora mi porti da lei.
Lui si spost di lato per lasciarle la precedenza, Charlotte si volt e chiese: Si ferma per il t?.
Volentieri.
Bene, allora avverto gi in cucina.
Quando entrarono nella camera di Emily, Nora salt su e si cerc di lisciare il vestito gi perfetto.
Scusate, mi ero chinata per mostrare una cosa a Miss Emily...
Nora, non ti preoccupare. Lui  Mr. Ashdown, ospite qui da noi su invito di Sir Andrew. Vorrebbe farti alcune domande.
Nora sgran gli occhi e guard dubbiosa in direzione dello sconosciuto.
Certo, ma...
Niente di grave, Nora, stia tranquilla disse Ashdown facendosi avanti. Andiamo di l, nell'aula?
La bambinaia annu e guard Charlotte in cerca di aiuto, prima di lasciare la stanza con l'ospite.
Cos' che vuole chiedere a Nora? domand Emily in ginocchio per terra davanti alla sua splendida casa di bambole. Era la prima volta che Charlotte la vedeva giocare con quella casa. Forse qualcosa sulla zona?
Charlotte si sedette su una sedia. Possibile.
Emily si rigir tra le mani una piccola bambola di porcellana, con i capelli castani veri e un vestito verde chiaro.
 bellissima, la tua casa di bambole.
Anche lei ne aveva una, da bambina?
S ma molto pi piccola, con due stanze e una cucina. E la dividevo con le mie sorelle.
Emily fece passare la bambola da una stanza all'altra.
Come si chiama? chiese Charlotte.
Mamma-Ellen.
La bambina fece fermare la bambola vicino a un lettino, in cui ce n'era una ancora pi piccola. Ecco, qui nel letto c' Emily. Mamma-Ellen le racconta una storia per farla addormentare. E le porta da bere.
La bambola grande si alz e si chin sulla bambola pi piccola.
Quel movimento suscit in Charlotte qualcosa che non riusc a definire.
Lo trova simpatico? domand Emily all'improvviso.
A chi ti riferisci? La sorpresa di Charlotte era sincera.
Mr. Ashdown.
Be', lo conosco appena rispose lei elusiva.
Ma non fa niente.  simpatico, e anche bravo a raccontare.
Vero.
Emily si gir di nuovo verso la sua casa di bambole. Anche Mamma-Ellen adesso va a letto. Ma resta sempre vicino a Emily, se lei non riesce a dormire o le fa male qualcosa.
E succede spesso, che le faccia male qualcosa?
A volte. Oppure ha la febbre. O la nausea. Spesso  molto stanca e sta tutto il giorno a letto. Allora Mamma-Ellen le legge una fiaba o si siede accanto a lei o ricama o canta. Emily  felice.
Charlotte non credeva ai suoi occhi.
E se lei non pu, c' Nora. Emily non  mai sola.
E il pap?
Lui deve andare spesso a Londra, a fare politica. Come oggi. Ma pazienza, tanto con lei c' Mamma-Ellen.
Charlotte la stava osservando con attenzione, ma non vide n lacrime n agitazione. La bambina sembrava perfettamente calma, come se le facesse bene ricordare in quel modo i giorni preziosi trascorsi con la madre.
C' anche una bambola del pap?
S,  qui dietro.
Emily mise una mano in una delle stanze e prese un pupazzo in abiti maschili nascosto dietro un giornale. Questo  pap. Legge e ha sempre molto da fare.
Ogni tanto anche con Mamma-Ellen?
La piccola si strinse nelle spalle. A volte. Non spesso. Solo quando Emily sta bene.
E quando lei  malata, Mamma-Ellen resta con lei e pap viaggia da solo?
S, sempre.
Emily aveva messo da parte le bambole e giunto le mani in grembo.
Sono contenta che tu mi abbia mostrato la tua casa di bambole disse Charlotte prudente.
Emily annu assente, ancora persa nei ricordi.
Durante il t chiacchierarono del tempo, di Londra e di teatro e Charlotte preg Ashdown di raccontare loro del geniale detective della recensione. Sperava in questo modo di distrarre Emily, che all'improvviso si era fatta silenziosa.
Ho trovato davvero divertente la storia spieg Ashdown. Quando torner a Londra gliene mando una copia.
Sarebbe bello, grazie.
 incredibile come questo Holmes sia in grado di ricostruire le cose pi assurde dalle tracce pi insignificanti. Guard Emily pensieroso. Per esempio. Io vedo una bambina davanti a un piattino con una fetta di torta. La bambina la sta spezzettando, ma senza mangiarne neanche un briciolo. Da questo possiamo dedurre due cose: o la bambina non ha fame, oppure non le piace il dolce. Se l'ultima deduzione  corretta, pu voler dire che non le piacciono i dolci in assoluto, che non le piacciono quelli con la frutta, invece quelli al cioccolato o di pan di Spagna s. Allora ho indovinato?
Emily aveva inclinato la testa di lato, gli occhi semichiusi, e sembrava ascoltare cose che solo lei sentiva.
Emily, che c'? Mr. Ashdown ti ha fatto una domanda.
Charlotte guard l'uomo, che aggrott la fronte e si port un dito sulle labbra.
Cos' che stai ascoltando? domand con un filo di voce.
Emily non si mosse, e Charlotte pens che non avesse capito.
Mi sta parlando.
Ashdown inarc un sopracciglio.
E cosa ti sta dicendo?
Nella sala si era creato un tale silenzio che Charlotte sentiva i battiti del proprio cuore.
Presto. Verr presto. E mi porter via con lei.
Charlotte guard Ashdown sconvolta, ma lui scosse la testa deciso.
E tu sei contenta?
Non lo so.
La piccola ebbe un fremito. Poi sembr risvegliarsi da un sonno profondo e si guard intorno. Dov' la mia torta?

27.

Tutto questo  intollerabile! Sir Andrew si appoggi al tavolo e guard Charlotte dominandosi a stento. Io mi aspettavo dei risultati da questa visita, ma qui sembra che Emily stia peggiorando! Lei  la sua istitutrice e io devo essere sicuro che in mia assenza non succeda nulla che metta a rischio la sua salute!
La sua rabbia era un fiume in piena, e Charlotte si sforz di non sembrare intimorita. Sir, ma non  successo nulla, una simile evoluzione...
Non  successo nulla? Appena me ne vado mia figlia inizia a vaneggiare in pieno giorno! Le sembra niente, questo?
Avrebbe tanto voluto dire che era stato lui a decidere di chiamare Tom Ashdown. Ma poi evit quel rimprovero poco appropriato e, pi conciliante, disse: Sir, io credo che questo sia solo l'inizio. Mr. Ashdown  stato molto attento con Emily, io c'ero e posso confermarglielo.
Poi gli raccont della casa di bambole e vide il suo viso adombrarsi ancora di pi. Sprofond nella sedia e prese un tagliacarte, stringendolo al punto che le nocche delle dita gli diventarono bianche.
Parla della madre come se la vedesse? In questa casa?
S. Continua a ripetere che non l'ha mai lasciata sola. Secondo me non ha ancora superato la perdita, cosa del tutto naturale. Sogna che sia ancora qui con lei, non vuole accettare la sua morte. Esit. Probabilmente le circostanze della sua scomparsa le stanno rendendo le cose pi difficili.
Lui alz gli occhi, di scatto. In che senso?
Be', se Emily... se sua moglie fosse morta di malattia ed Emily avesse potuto vederla, avesse potuto salutarla, per lei sarebbe forse pi facile accettare che non c' pi.
Io non posso cambiare il modo in cui  morta mia moglie disse lui a denti serrati.
Certo che no, Sir. Charlotte fece un respiro profondo. Non si era lasciata intimorire, e questo la rendeva orgogliosa. Io capisco le sue remore, ma allo stesso tempo cerco di spiegarmi il comportamento di Emily. E non credo che, nell'immediato, ci sia motivo di preoccuparsi.
Era una bugia. Charlotte era consapevole che il comportamento della bambina durante il t significava un ulteriore passo verso un mondo oscuro da cui lei voleva salvarla, a ogni costo. Ma riponeva grandi speranze in Tom Ashdown e doveva impedire che Sir Andrew si pentisse di averlo invitato e lo rimandasse a Londra.
Lentamente l'uomo apr la mano serrata intorno al tagliacarte. Charlotte si sforz di continuare a respirare con calma, aspettando con ansia le sue prossime parole.
Quindi lei  dell'idea che Mr. Ashdown debba andare avanti nel suo lavoro?
Assolutamente s. Io considero la sua idea di parlare con le persone pi vicine a Emily oltremodo ragionevole. Poi le venne in mente Una cosa su cui rimuginava da tempo. Posso chiederle chi aveva in cura Emily quando  stata malata? Credo che parlare con il suo medico potrebbe essere d'aiuto.
La resistenza di Sir Andrew fu istantanea e palpabile. Chiaramente si opponeva a menzionare quel nome.
No, non sono d'accordo. Diamo per scontato che non si tratti di una malattia fisica. Altrimenti avremmo chiamato un medico, no?
Certo, ma il corpo e la mente sono un tutt'uno. E credo sia utile a Mr. Ashdown sapere qualcosa di pi delle vecchie malattie della bambina.
Charlotte aspett, ma lo sguardo di Sir Andrew s'indur. Poi scosse la testa.
Frulein Pauly, francamente non ne vedo il motivo, e lo dir anche a Mr. Ashdown. A me sta a cuore l'equilibrio mentale di mia figlia, e deve credermi se le dico che mi  costato una gran fatica rivolgermi alla Societ e ingaggiare uno scacciafantasmi. Quest'ultima parola la pronunci con grande disprezzo, e lei lo guard stupita. Quell'improvvisa ostilit la inquiet.
In quel momento ribattere le parve insensato, quindi si alz. Allora adesso, con il suo permesso, mi ritirerei. Le mando Mr. Ashdown?
Lui annu controvoglia.
Quando la porta le si richiuse alle spalle, Charlotte si sent sollevata.
Gli ho mostrato la casa di bambole, e lui ha guardato la mia stanza. E mi ha fatto un sacco di domande.
Davvero? Charlotte guard fuori dalla finestra, gli occhi incollati alla porticina nel muro.
S, per essere un gentiluomo,  piuttosto curioso.
Di' un po', Emily, avresti voglia di tornare dai Morton? Mrs. Morton ci ha invitato.
La bambina si illumin. Oh, si! I coniglietti mi staranno aspettando! Posso portargli delle carote?
Certo, chiedi alla cuoca.
Viene anche Mr. Ashdown?
Charlotte la guard sorpresa. Perch mi fai questa domanda?
Emily si strinse nelle spalle. Be', ultimamente  sempre con noi, e lei ha detto che vuole dare un'occhiata alla zona.
Pensi che dovremmo portarlo? Potresti fargli vedere i coniglietti.
S, portiamolo. La bambina si guard le gambe, sulle quali era adagiata la sua bambola di porcellana dai lunghi capelli marroni. Frulein Pauly... perch prima, mentre bevevamo il t, mi ha guardato in modo cos strano quando ho chiesto dove fosse finita la mia torta?
Charlotte, d'istinto, decise di dire la verit. Be', perch poco prima avevi detto che tua madre ti stava parlando.
Emily sollev la testa, piano, e la guard insicura. Davvero?
S, proprio cos. Era come se stessi dormendo a occhi aperti. Poi all'improvviso ti sei svegliata e hai chiesto della torta. Per questo io e Mr. Ashdown ti abbiamo guardato in quella maniera.
Si aspettava che Emily la contraddicesse, invece la bambina rimase zitta e si mise a pettinare la bambola con le dita. Ancora e ancora, avanti e indietro, le dita in movimento tra quei ciuffi scuri, il resto del corpo pietrificato.
Charlotte non insist. Si alz, prese in mano il libro delle favole dei fratelli Grimm alla pagina dei Musicanti di Brema. Per quella sera, niente storie di cavalli decapitati e cuori freddi.
Mr. Ashdown passer la notte qui da noi annunci il padrone di casa a cena.
Charlotte lo guard sorpresa.
Sir Andrew  stato cos gentile da mettermi a disposizione la camera degli ospiti, perch temo che dopo l'episodio di oggi pomeriggio Emily possa passare una notte inquieta disse l'ospite immergendo il cucchiaio nella zuppa. Dal suo comportamento era impossibile capire come fosse andato il colloquio con Sir Andrew.
Dopodich la bambina non venne pi nominata. Il discorso prese una piega politica, cosa che in realt non era appropriata in presenza di signore, ma le istitutrici erano escluse da questa regola. E comunque Charlotte non stava ascoltando, la testa piena di ben altre questioni. Perch Sir Andrew aveva reagito in quel modo dopo che gli aveva chiesto il nome del dottore di Emily? Non avrebbe avuto pi senso chiamare in causa un medico, prima di uno scacciafantasmi? Diede un'occhiata a Ashdown, che invece sembrava ascoltare il padrone di casa con grande concentrazione, pur continuando a picchiettare nervosamente le dita sul tavolo. Che pure lui fosse preso da altri pensieri?
Ripens alla sala da t, alla loro stimolante conversazione, ma nell'opprimente atmosfera di Chalk Hill, quel pomeriggio le sembr oltremodo lontano. Mentre era seduta, l'espressione cordiale ma quasi vacua, sent salire dentro di s tutta la paura che aveva represso fino a quel momento. Era come se qualcosa si fosse impossessato di Emily, e stesse emergendo con maggiore forza da quando Tom Ashdown aveva messo piede in quella casa. Prima quello strano gioco con la casa di bambole, poi l'episodio del t. Era stato il nuovo ospite a provocare quelle nuove evoluzioni? Oppure questo qualcosa, comunque dovesse essere definito, si stava opponendo all'ingresso di quell'estraneo nel mondo perfetto di Chalk Hill?
Charlotte deglut. Ma cosa diavolo andava a pensare? Qualcosa che opponeva resistenza alle indagini di Tom Ashdown? Se continuava cos, presto anche lei avrebbe perso il senno, o come minimo il suo intelletto sano.
... Frulein Pauly di sicuro non avr nulla in contrario.
Charlotte alz la testa, di scatto. Prego?
Ashdown la guard; sembrava fosse divertito per averla colta in fallo.
Sir Andrew ha acconsentito che vi accompagni a Mickleham, la prossima volta che andrete dai Morton.
Ma certo. Sono persone deliziose e molto affezionate a Emily. Di sicuro vorr mostrarle i coniglietti con cui gioca ogni volta che ci va.
Come vede, Mr. Ashdown, quanto a divertimenti la campagna ha risorse infinite disse Sir Andrew in tono scherzoso, anche se Charlotte vi colse una sfumatura di derisione, come se volesse instaurare un rapporto di complicit con il suo ospite della capitale.
Be', quando uno passa le giornate in una citt puzzolente e nebbiosa come Londra, in cui passeggiando di sera uno rischia di cadere in un fiume che contiene pi immondizia che acqua, un posto come Dorking e un bel torrente come il Mole acquistano ancora pi fascino replic Ashdown, e Charlotte sent scaldarsi il petto.
Sir Andrew, invece, parve non capirlo. In quanto deputato, ovviamente sono al servizio della mia circoscrizione, ma devo ammettere che non sono mai felice, quando arriva la pausa estiva in Parlamento. La vita a Londra  dannatamente pi eccitante di quella di campagna.
Certo, Londra ha molto da offrire, se uno se lo pu permettere disse Ashdown. Sembrava trovarci gusto, a contraddire qualunque cosa dicesse il padrone di casa. Persone come me e come lei hanno la grossa fortuna di vivere soprattutto i lati positivi di una metropoli. Bei ristoranti, teatri, mostre... ma ci sono anche zone in cui ci sembrerebbe di stare su un altro pianeta.
Ah, s? replic Sir Andrew ironico. E lei frequenta spesso queste zone?
Abbastanza rispose Ashdown rilassato. Io non sono schizzinoso, per quanto riguarda i miei passatempi notturni. Per esempio, le Music Halls dell'East End a volte offrono serate molto piacevoli, e anche la qualit dei cantanti e dei comici non  male. A Shoreditch, anni fa, ho visto uno spettacolo con un travestito a dir poco incredibile. Un signore del pubblico si  reso conto di chi aveva di fronte solo dopo aver offerto dei fiori alla pseudosignora... perch quando "lei" lo ha ringraziato con un bacio lui ha sentito che aveva la barba!
Charlotte rise e poi abbass gli occhi verso il piatto arrossendo. Arriv Susan, port via le scodelle della zuppa e serv un roast beef freddo con patate arrosto.
Mi scusi. Ashdown guard Charlotte vergognandosi un po'. Non volevo ferire la sensibilit di una signora. Era cos silenziosa che per un attimo avevo dimenticato la sua presenza.
Guardi che non mi ha ferita affatto replic subito lei. Non conosco per niente Londra e mi piacerebbe davvero molto ascoltare altre storie al riguardo.
Di sicuro Mr. Ashdown ha tanti altri aneddoti da raccontare che siano pi consoni alla sensibilit di una Lady.
Quindi anche lui sa cos' il sarcasmo, pens lei sorpresa, chiedendosi quanta fatica fosse costata a Sir Andrew definire una Lady l'istitutrice della figlia.
Poi Ashdown fece del suo meglio per raccontare qualcosa di divertente, e la tensione nell'aria svan.
Finito di mangiare i signori si ritirarono in biblioteca per fumare, ma prima Tom si rivolse a Charlotte: Se stanotte succede qualcosa, la prego di avvertirmi immediatamente.
Sir Andrew annu e condusse l'ospite in biblioteca.
Charlotte segu i due uomini con lo sguardo. Era stato affascinante osservarli, a tavola. Una conversazione simile a un duello tra spadaccini, e la donna non pot fare a meno di chiedersi cosa ci fosse in palio, in quella sfida.
Prima di salire nella sua torre, pass a controllare Emily. La bambina dormiva e per quella notte, Nora si sarebbe coricata nella stanza a fianco. Charlotte buss e la bambinaia la fece entrare.
Nora, non ti disturber a lungo, promesso.
Miss, lei non disturba mai. Prego. Indic una sedia vicino alla finestra.
Charlotte si sedette e la guard con aria amichevole.
Mr. Ashdown ti ha parlato?
Nora si guard le mani. S.
Spero che sia andato tutto bene.
Mi ha fatto un sacco di domande. Anche se non lo conosco per niente. Lo disse con un tono di voce insolitamente forte.
 qui per aiutare Emily... non te l'ha spiegato?
S, certo. Ma non mi piace.
Cosa, non ti piace?
Le domande. Io ho gi detto a lei tutto quello che so. Non mi piace parlare di Lady Ellen,  triste. E a Emily non fa bene ricordarsi della mamma.
Charlotte sospir e si chiese perch Nora fosse cos dura. Poi
le venne in mente il motivo per cui era andata dalla bambinaia.
Una domanda, per, devo ancora fartela. Come si chiamava il medico che aveva in cura Emily quando era spesso malata?
Nora la guard in modo strano. Ma adesso non  malata.
No, non lo . Per volevo saperlo. O anche questo  un segreto?
Di nuovo percep il muro che Sir Andrew aveva innalzato intorno alla morte della moglie, e il terrore dei domestici ad abbatterlo.
Il dottor Pearson, di Reigate.
Non ci sono medici, a Dorking?
Certo che ci sono, c' il vecchio dottor Milton, ma Sir Andrew diceva che il dottor Pearson era pi bravo. Prima aveva uno studio a Londra, si  trasferito qui in campagna solo per problemi ai polmoni.
Visita ancora Emily?
No. Sir Andrew lo ha bandito da questa casa. Di pi non so.
Charlotte aveva sentito abbastanza. Va bene Nora, adesso ti lascio in pace. Se dovesse succedere qualcosa a Emily, per favore svegliami subito.
S, Miss.
Ah, ancora una cosa: Mr. Ashdown vuole solo che Emily stia meglio. Quindi dovremmo dargli tutto il nostro sostegno. Poi usc e chiuse la porta piano.
Una volta in camera, lesse ancora un po' e poi si prepar a dormire, pur sapendo che quella notte non avrebbe trovato pace. Ripens alle tensioni della cena e si chiese di cosa avessero parlato quei due in biblioteca. L'impressione, infatti, era che Sir Andrew si fosse pentito di aver chiamato Tom Ashdown. Non voleva assolutamente mettere a rischio n il suo buon nome n la sua carriera politica: che fossero pi importanti, per lui, della serenit della figlia?
Si alz e si appunt quello che le aveva detto Nora. Anche la faccenda del nome del medico era insolita. Lei comunque non avrebbe mai trovato il modo di andare a Reigate di nascosto; avrebbe dovuto occuparsene Ashdown.
E poi gli occhi le si chiusero. Fu svegliata di soprassalto da un rumore per le scale. Salt gi dal letto, indoss uno scialle, accese la lampada e si mise a origliare vicino alla porta. Erano passi, quelli che aveva sentito?
Stavolta, la paura non la paralizz. Lentamente abbass la maniglia e guard fuori, nel buio. Niente. Scese le scale, fino a quando non vide la porta sul corridoio, attraverso la quale filtrava un fascio di luce perpendicolare. Era sicura di averla chiusa, salendo. Nella torre c'era un silenzio surreale.
Charlotte si precipit in camera di Emily e guard dentro. La finestra era aperta, e nel rettangolo illuminato dalla luna si stagliava una piccola sagoma: Emily, in piedi immobile sul davanzale, che guardava verso il giardino.
Non aveva tempo di riflettere. Sir Andrew le aveva detto che doveva svegliare prima lui, ma ci voleva troppo. Cos corse verso la camera degli ospiti e buss. Ashdown rispose subito, come se non si fosse ancora addormentato.
Sono io, Charlotte Pauly. Deve venire subito, ma faccia piano.
Lo aspett di sotto, vicino alle scale. Arriv in camicia e gil aperto e la guard con aria interrogativa.
 alla finestra, guarda fuori e non si muove. Io non ho osato avvicinarmi. Sir Andrew...
Venga rispose lui con un gesto della mano.
Insieme raggiunsero la camera della bambina, in silenzio. La piccola era ancora l, alla finestra.
Ashdown si port un dito alle labbra e sfior il braccio di Charlotte, perch non si muovesse rischiando di spaventarla.
Sei cos lontana. Vieni! Mamma, vieni da me!
Si guardarono. Ashdown fece un passo, poi un altro, lentamente. Quando fu arrivato all'altezza del letto, all'improvviso entr Nora di corsa, prese la bambina per un braccio e la trascin via dalla finestra urlando Vieni via da l,  pericoloso!. Chiuse la finestra con una mano, e con l'altra abbracci la piccola. Poi si gir verso Charlotte e Ashdown.
Perch lasciate che resti alla finestra? Avrebbe potuto cadere...
No, era immobile replic Charlotte. E comunque non bisognerebbe mai svegliare una sonnambula.
Prese in braccio la bambina e la mise a letto, poi la copr e spinse Nora fuori, in corridoio.
Proprio in quel momento arriv Sir Andrew; si stava ancora allacciando la cintura della vestaglia. Che succede?
Prima che Charlotte avesse il tempo di rispondere, Ashdown disse: Ho sentito dei rumori e mi sono permesso di venire a controllare. Miss Pauly era sul punto di venire da lei, perch Emily... stava avendo un episodio di sonnambulismo.
La gratitudine travolse Charlotte come un'ondata di calore.
Era di nuovo alla finestra, sognava la madre. L'abbiamo messa a letto, dorme.
Bene. Sir Andrew li guard tutti e tre. Allora ora possiamo tornarcene tutti in camera e goderci il meritato riposo.
Quando se ne fu andato, prima che Nora rientrasse nella sua stanza, Charlotte le disse: E la prossima volta, evita di strillare in quel modo. Potresti spaventarla,  pericoloso.
S, Miss rispose lei con un filo di voce.
Dopo che la bambinaia ebbe richiuso la porta, Charlotte si ritrov sola con Tom Ashdown, in corridoio. Entrambi immobili. L'istitutrice abbass la testa. Quando la rialz, i loro sguardi s'incrociarono.

28.

La prima tappa di Tom Ashdown era la farmacia di Reigate. Il gestore, un uomo magro e dai capelli scuri, esamin la boccetta nelle mani di Tom e poi lo guard oltre la montatura degli occhiali a mezzaluna.
S, Sir,  una delle mie. Antimoniltartrato di potassio, una sostanza ormai testata, ma da usare con cautela.
Tom avrebbe tanto voluto chiedergli se si ricordava se, a comprarla, fosse stato qualcuno di Chalk Hill, ma non voleva suscitare pettegolezzi. Quindi chiese indicazioni per lo studio del dottor Pearson.
Che tempo da lupi rispose il farmacista affacciandosi alla finestra. Spero che non si ammali.
Tom si chiese divertito se avesse un aspetto cos terribile, o se fosse stata solo un'osservazione di cortesia. No, speriamo di no.
Il farmacista annu e torn a sporgersi per dargli indicazioni.
Deve proseguire gi a destra per High Street e girare di nuovo a destra al prossimo incrocio. Sale su e poi la terza a sinistra.  una casetta rossa con un'insegna di ottone alla porta. Non pu sbagliare.
Tom ringrazi e usc dalla farmacia. Vide l'uomo lanciare un'occhiata alle caramelle per la tosse e ai vasetti di balsamo per il petto che, in accordo con la stagione, teneva esposti sul bancone. Quel tempaccio gli avrebbe portato buoni affari.
L'ombrello non serviva a molto con quella pioggia che picchiava da tutte le direzioni, e Tom dentro di s si pent di aver preso un treno, anzich una carrozza. Dopo che Miss Pauly gli aveva raccontato che Sir Andrew aveva bandito il medico da casa sua, si era precipitato subito a Reigate.
A poco a poco quell'incarico lo stava divertendo, le cose stavano prendendo una piega ben diversa dalle sue precedenti esperienze con la cerchia di Henry Sidgwick. Il lavoro assomigliava pi a quello di un detective, sebbene la piccola Emily sembrasse posseduta da qualcosa per cui non aveva ancora trovato una spiegazione. Poteva essere una malattia mentale - per quanto fosse terribile pensarlo, in una bambina cos piccola - ma alcuni aspetti non tornavano. Quel pomeriggio avrebbero fatto visita al reverendo e alla moglie, e Tom sperava di riuscire a scoprire elementi interessanti anche l.
La serata precedente era stata strana. Sentiva che Sir Andrew aveva delle riserve nei suoi confronti, ma non ne aveva ancora capito il motivo. In fondo era stato lui a rivolgersi alla Societ.
Miss Pauly gli aveva raccontato con quanta aggressivit avesse reagito alla domanda sul nome del dottore. E le era sembrata combattuta tra la lealt nei confronti del suo datore di lavoro e il desiderio di scoprire il segreto di Emily. C'erano cos tanti tab in quella famiglia, ma niente era pi eccitante dell'indagare su cose di cui era stato vietato persino di parlare.
La spiacevole sensazione dell'acqua che entrava nelle scarpe lo strapp dai suoi pensieri. Poteva solo sperare che lo studio del dottor Pearson fosse ben riscaldato. Altrimenti presto sarebbe dovuto ripassare in farmacia.
Lo fecero aspettare per qualche minuto, e Tom ne approfitt per scaldarsi al fuoco del camino. Il dottor Pearson, all'incirca a met della cinquantina, era un uomo magro dai capelli bianchi, con lineamenti spigolosi. Lo scrut incuriosito, ma cortese.
Mr. Ashdown, cosa posso fare per lei? Immagino sia nuovo, qui in citt.
Tom rispose senza troppi preamboli. Vengo da Londra, e sono qui per parlare di Emily Clayworth.
Il dottor Pearson inarc un sopracciglio, spiazzato, lo sguardo spigoloso quanto i lineamenti. Emily Clayworth?
S, era una sua paziente, no?
L'uomo annu. S.
Posso chiederle da quando la famiglia non si rivolge pi a lei?
Certo. Il dottor Pearson apr uno schedario e dopo un po' ne estrasse un foglio.
Dal 29 novembre 1889. Rimise a posto il foglio e richiuse tutto prima che Tom potesse dare un'occhiata. Come sapr, non sono autorizzato a dirle nulla, a causa del segreto professionale.
S, lo so. Tom mantenne lo sguardo del medico, fin quando non percep in lui un moto d'impazienza.
Posso chiederle in quali rapporti  lei nei confronti della bambina?
Io sono un giornalista. Ma stia tranquillo, non  in queste vesti che sono venuto. Riflett su quante, e quali, cose potesse dirgli per cavare fuori qualcosa da quell'uomo taciturno.
Emily  di nuovo malata?
Non ne sono sicuro rispose Tom. Meno diceva, pens, pi loquace sarebbe diventata la sua controparte.
Hanno chiamato un medico?
No, non  una malattia nell'accezione comune del termine. Insomma, dottor Pearson, niente che si possa curare con impacchi, gocce o balsami. Stavolta, sembra che sia la sua anima a essere malata.
Il medico si gir di scatto, ma Tom riusc a vedere la sua espressione sconvolta.
La sua anima? Intende una malattia mentale?
In sostanza, parla con i fantasmi.
Il medico sorrise ironico. Non sta dicendo sul serio, vero? O  uno scherzo, di pessimo gusto, o lei  uno di quegli spiritisti che si spacciano per scienziati.
E se le rispondessi... n l'uno n l'altro? Forse sono stato troppo brusco, mi scusi, non volevo. Ecco, faccio parte di un gruppo di persone che cercano di studiare determinati fenomeni in maniera scientifica e...
Parla della Societ per la ricerca psichica? lo interruppe subito il dottor Pearson. S.
L'uomo esit. Be', allora la cosa  diversa. Conosco Lodge da quando vivevo a Londra... un uomo rispettabile e una bella testa. Ma continuo a non capire che interesse possa avere la Societ per Emily Clayworth.
Be', lei dice di essere in contatto con la madre defunta. E questo ha preoccupato il padre, che ha chiesto aiuto al dottor Sidgwick.
Il medico, in silenzio, prese una pipa dal suo posacenere d'ottone, la svuot con cura e la riemp di nuovo. Poi la accese con altrettanta cura e fece un tiro, prima di girarsi di nuovo verso Tom.
Quindi lei deve scoprire se la bambina riceve davvero le visite dello spirito della madre,  cos? Che storia incredibile. Pi che arrabbiato, adesso sembrava abbattuto.
S,  cos. Ma la pregherei di mantenere il massimo riserbo su questa vicenda, anche se non si stratta di un vero consulto medico. disse Tom. Sir Andrew teme per il suo buon nome e per quello della figlia. Lo so che non pu raccontarmi nulla sulle malattie passate della bambina, ma le sarei grato se potesse rispondere a qualche domanda sulla madre. Ho sentito dire che si occupava della figlia con incredibile dedizione, molta pi di quanto non sia in uso tra le signore del suo rango.
A quelle parole, il medico s'incup, e Tom ripens a quello che gli aveva detto la tata. Sir Andrew lo ha bandito da questa casa. Che ruolo aveva avuto, in tutto questo, Lady Ellen?
Gi disse Pearson con voce ruvida. Non la lasciava quasi mai. In pratica la tata non aveva nulla da fare, perch pensava a tutto la madre.
E lei trovava strano che si facesse carico di tutti questi compiti?
Pearson esal uno sbuffo di pipa. Be', succede raramente,  vero. Ma lei era molto rispettata nella nostra comunit proprio per questo motivo, infatti siamo rimasti tutti molto scossi dalla sua morte.
Conosce Tilly Burke?
La pazza di Mickleham che prima lavorava per Lady Ellen? S, ne ho sentito parlare. Da quello che so, ogni tanto la signora le faceva visita, anche con la bambina. Le era molto devota, infatti ha anche fatto assumere la nipote come domestica. Sir Andrew non era molto felice di queste visite, una volta lo ha detto anche in mia presenza, ma la moglie non era disposta a rinunciarci. Si zitt, come pentendosi subito di quello che aveva detto.
Posso chiederle perch non ha continuato a curare Emily? domand Tom a bruciapelo.
Il medico rivolse lo stelo della pipa verso di lui, come un'arma. Mr. Ashdown, tutto quello che posso dirle  che i miei servigi non erano pi richiesti.
Allora la ringrazio per la conversazione. Tom si alz, accenn un inchino e si avvi verso la porta.
E lei ci crede, ai fantasmi?
Si gir. Il medico lo stava guardando in modo strano. Dottor Pearson, io sono agnostico di natura. Quando qualcuno mi mostrer prove inconfutabili dell'esistenza di Dio, dei fenomeni soprannaturali o del potere di trasformare l'acqua in vino, allora io ci creder. Fino a quel momento, resto delle mie idee. Buona giornata.
Richiuse la porta dello studio e si avvi lentamente lungo il corridoio. C'era qualcosa che il medico aveva detto, qualcosa di importante, eppure... Continuava a tormentarlo, e lui sapeva che non avrebbe trovato pace fino a quando...
Poi si colp la fronte, fece marcia indietro e torn a bussare alla porta del dottore.
Prego.
Mi scusi se la disturbo ancora. Prima ha detto che la nipote di Tilly Burke lavora a Chalk Hill...
S,  la tata di Emily Clayworth.
Nora, ti devo parlare disse Charlotte con uno sguardo che non ammetteva rifiuti. Da quando Ashdown le aveva riferito la notizia, si sentiva ribollire e si dovette sforzare per non alzare troppo la voce. Emily, per favore, vai in camera tua. Portati i compiti disse alla bambina.
Dopo che la piccola fu uscita, non senza aver rivolto prima uno sguardo incuriosito a entrambe, Charlotte incroci le braccia.
Perch non mi hai detto che sei la nipote di Tilly Burke?
Lei non me l'ha chiesto. La risposta arriv con una prontezza sorprendente.
Per ti ho chiesto se la conoscevi.
E infatti non l'ho negato.
Charlotte sent salire la rabbia dentro di s. Mrs. Evans, Wilkins, Sir Andrew o i coniugi Morton: nessuno aveva ritenuto necessario metterla al corrente di quel dettaglio. Tom Ashdown invece lo aveva considerato tutt'altro che un dettaglio, infatti era sceso dalla carrozza con i capelli scompigliati e la faccia paonazza per correre a dirglielo.
Tu sai benissimo che Tilly Burke mi ha raccontato cose strane, e il fatto che tu sia sua parente non mi sembra per niente un dettaglio.
Allora mi perdoni. Nora abbass la testa, ma Charlotte non era sicura che fosse vergogna. Lady Ellen, Nora, Tilly: sentiva che tra le tre donne c'era un legame.
Bene, vedo che non hai voglia di parlarmene. Puoi andare. Not lo sguardo sorpreso della bambinaia e poi, di punto in bianco, aggiunse: Quello che mi chiedo  se Emily, alla sua et, non sia troppo grande, ormai, per avere una tata.
Tuttavia, finita la frase e vedendo Nora uscire dalla stanza a capo chino, sent un moto di vergogna. Nora era una ragazza semplice, di campagna, non avrebbe dovuto ricorrere a una minaccia cos meschina. Forse la parentela con quella vecchia pazza la metteva a disagio, ed era per questo che non glielo aveva detto.
Sospirando Charlotte si avvicin alla finestra, arrabbiata con se stessa. La collera scatenata in lei dalla novit comunicatale da Ashdown le aveva fatto perdere il controllo. Finalmente la rete tesa intorno a Chalk Hill si stava sfilacciando, finalmente aveva scardinato il primo mattone di quel muro di omert, ma allora perch, ripensando a Nora, sentiva la coscienza sporca?
Fece un respiro profondo, chiuse gli occhi e si concentr su Emily, che doveva essere salvata, che fosse dagli spiriti o dal tormentato ricordo della madre. Le torn in mente quanto avessero riso, lei e la bambina, nel giardino del reverendo, quando lui le aveva mostrato i coniglietti. Charlotte non aveva vincoli nei confronti di nessuno... tranne che della piccola.
Nel pomeriggio, Wilkins port Tom, Charlotte ed Emily a Mickleham.
Quando non piove si pu andare anche a piedi disse Charlotte.  una bella passeggiata.
Frulein Pauly, una volta, a primavera, lo facciamo? domand Emily, che davanti alla prospettiva di rivedere i coniglietti sembrava pi felice che negli ultimi giorni.
Certo Emily.
Peccato che Mr. Ashdown non possa venire con noi.
Tom sorrise. Chiss, magari a primavera torner a trovarvi. Non  lontano da Londra. In hotel mi hanno detto che si pu fare anche una gita a Box Hill, che  molto bello.
S, Frulein Pauly e io infatti vogliamo fare anche questo. Allora facciamo che viene per due giorni, cos un giorno andiamo a piedi a Mickleham e l'altro facciamo un pic-nic a Box Hill.
Con piacere!
Charlotte si augur che quell'attimo, quel momento di spensierata leggerezza durasse per sempre. Tra lei e Tom Ashdown c'era una certa intesa, come se si conoscessero da anni, e lei dovette guardare fuori dalla finestra perch lui non notasse che era arrossita.
Wilkins si ferm davanti alla casa del reverendo. Mio fratello abita qui vicino. Se siete d'accordo, Miss, andrei a fargli visita e tornerei a prendervi tra due ore.
Va benissimo, Wilkins.
Tom aiut Charlotte ed Emily a scendere e apr l'ombrello, alzando gli occhi al cielo irritato. Speravo di fare un giretto, ma se continua cos...
Charlotte lo guard con aria interrogativa, ma prima che potesse dire qualcosa la porta si apr e la gentile Mrs. Morton comparve sotto la tettoia.
Entrate, svelti... che tempaccio! Che bello che siate venuti nonostante la pioggia!
Ashdown si present e venne accolto dal reverendo in maniche di camicia.
Scusatemi, mi sto cambiando, sono appena tornato da una visita a un malato, una spiacevole emergenza. Si mise il gil e lo abbotton, poi finalmente porse la mano a tutti.
Emily, i coniglietti gi ti stanno aspettando. Spero che tu abbia portato qualcosa di buono per loro!
La bambina gli mostr il suo cestino pieno di carote.
Fantastico. Aspettiamo che spiova?
Oh... Mr. Morton, Frulein Pauly... per favore, posso andare subito?
Charlotte annu. Per devi tenere cappello e cappotto e prendere anche l'ombrello di Mr. Ashdown.
E anche Mr. Ashdown intervenne Tom annuendo. Signore, vogliate scusarmi, ma vado a conoscere questi esserini che stanno cos simpatici alla mia giovane amica.
Mrs. Morton guid Charlotte in salotto e la fece accomodare. Nella contigua sala da pranzo era gi stato apparecchiato il tavolo per il t.
Che signore a modo disse. ...  un conoscente di Sir Andrew?
S, un giornalista di Londra. Scrive per il Times.
Interessante. Spero che nel frattempo lei si sia ambientata bene, a Chalk Hill.
Charlotte raccont della sua passeggiata nel bosco e dell'incontro con il guardaboschi del Norbury Park.
S, il Druid's Grove  un posto che va visto, anche se io lo trovo un po' inquietante, soprattutto in autunno e in inverno. Forse  per il suo nome cos poco cristiano comment la moglie del reverendo con un sorriso.
Dopo che ebbero parlato un po' del pi e del meno, Charlotte domand: Lei lo sapeva che la bambinaia di Emily  la nipote di Tilly Burke?.
Certo. Una ragazza deliziosa, che per fortuna non ha preso nulla dalla nonna. Per quanto riguarda la salute, intendo. La donna sembrava avere la coscienza a posto, e Charlotte si chiese se stesse dando troppo peso a cose che in realt non ne avevano.
Continuarono a chiacchierare, e Charlotte dovette sforzarsi per mantenere la testa su quello che si stavano dicendo, mentre i suoi pensieri continuavano a divagare.
Poi arriv Emily, tutta pimpante con una coniglietta in braccio. Frulein Pauly, le presento Molly. Il reverendo mi ha dato il permesso di portarla dentro per fargliela vedere.
Charlotte accarezz l'animale, che masticava accoccolato sul braccio della bambina. Odorava di fieno e di erba fresca.
E cos'ha detto Mr. Ashdown dei coniglietti?
Oh, che erano molto carini. E mi ha detto di dirvi che sta facendo un giretto in paese per vedere la chiesa prima del t.
Charlotte si sforz di nascondere lo stupore e riaccompagn Emily nella stalla, in modo che la bambina potesse presentarle anche Holly, Polly e Jolly Quindi rientrarono in casa con il reverendo.
Sa, Mr. Ashdown  un grande appassionato di chiese. Gli ho detto che la nostra St. Michael and All Angels ha origini normanne e che  stata ristrutturata mezzo secolo fa disse il reverendo. Con un tono di voce che non lasciava dubbi sul fatto che quelle presunte migliorie non lo entusiasmassero affatto. Io mi sono offerto di mostrargliela alla prima occasione, ma lui voleva andare a dare un'occhiata adesso. Per torna subito, cara, in tempo per il t concluse rivolgendosi alla moglie.
Tutto quell'interesse per le chiese meravigli Charlotte, la quale ripensandoci cap che forse era una scusa per fare un giro in paese.
Un quarto d'ora dopo, ricomparve in salotto introdotto dalla domestica. Fece un inchino a Mrs. Morton. Mi scusi, ma non potevo non andare subito. Il campanile ha una forma davvero rara.
Mentre si sedevano al tavolo apparecchiato, il reverendo espresse la sua soddisfazione sul fatto che perlomeno il campanile avesse conservato la sua struttura originaria.
Vandali, io lo dico sempre che sono dei vandali. Senza alcun rispetto per un tesoro cos antico, addirittura di epoca medievale.
Durante il t chiacchierarono in maniera animata, mentre Ashdown, come al solito, faceva da mattatore. Raccont innumerevoli aneddoti londinesi adatti a una bambina e a una casa di religiosi. Le risate pi fragorose arrivarono dopo la storia di uno spettacolo teatrale in cui avevano cercato di rappresentare l'avaria di una nave nella maniera pi fedele possibile ma alla fine avevano perso il controllo delle masse d'acqua, che si erano riversate sull'orchestra e tutti gli strumenti erano finiti a bagno.
Davvero? chiese Emily entusiasta.
Certo, io c'ero. Per fortuna ero seduto in un palchetto... gli spettatori delle prime file, infatti, hanno dovuto buttare le scarpe.
Charlotte lo guardava sorridendo. Era un narratore nato.
Dopo il t, si congedarono dai Morton ringraziandoli per l'invito.
I miei pi vivi complimenti per la torta al limone disse Ashdown. Porti i miei saluti alla cuoca.
Quella l'ho fatta io intervenne Mrs. Morton orgogliosa.  una ricetta della mia amata madre.
Un'eredit davvero squisita.
Fuori c'era gi Wilkins con la carrozza. Durante il tragitto Charlotte sent lo sguardo di Tom su di s, ma rest in silenzio. Dopo che si furono fermati davanti alla villa, lui l'aiut a scendere sfiorandole un braccio con la mano.
Vorrei parlarle. Da solo.
L'istitutrice lasci che Emily andasse di sopra da Nora poi lo guid in sala da pranzo.
Di sicuro non avr creduto alla storia della chiesa normanna, vero?
Tilly Burke.
Esatto.
L'ha incontrata?
Si sedette e accavall le gambe, poi tir fuori la sua pipa. Le dispiace se...
Lei annu, e lui inizi a inserire il tabacco. Lei ha ragione, le sue parole sono un affascinante miscuglio di follia e verit. Tir fuori un bigliettino dalla tasca del gil. Le ho parlato in giardino e chiesto se conosceva la famiglia Clayworth. Lei mi ha risposto, sono le parole esatte: "L'acqua sta salendo. Lei torner dalla sua bambina. Perch Emily non viene pi a trovarmi?".
Charlotte annu pensierosa. E adesso cosa pensa di fare?
Lui guard il foglietto e si pass una mano tra i capelli, un po' selvaggi.
Non lo so. Se Emily fosse adulta, procederei in modo diverso. Potrei andare a fare un giro con lei nel bosco e sul fiume, metterla a confronto con i ricordi della madre e in questo modo provocare un episodio come quello della scorsa notte. Ma  una bambina, e bisogna agire con cautela, per non farle ancora pi male.
Charlotte si mise accanto a lui e si prese la testa tra le mani.
Una cosa non capisco. Perch Nora si  messa a strillare in quel modo, quando Emily era alla finestra? La bambina avrebbe potuto cadere gi per lo spavento, e lei lo sapeva. Ma quella ragazza  testarda come un mulo e non vuole dirmi niente, nemmeno dopo che le ho detto che so della sua parentela con Tilly Burke.
S, ha ragione,  strano. Si riaccese la pipa, con un movimento elegante, e Charlotte si sorprese a fissare quelle dita affusolate.
Ashdown si alz. Torno in hotel a cambiarmi. Ne approfitter per scrivere le nostre ultime scoperte. A volte, scrivendole, le cose diventano pi chiare. E stanotte far di persona la guardia alla camera di Emily.
Quando arriv in hotel, nonostante le tante questioni aperte Tom si sent soddisfatto della sua giornata. Il viaggio fino a Reigate e la visita a Mickleham avevano portato i loro frutti.
All'ingresso gli consegnarono una lettera di Sarah Hoskins, che si port in camera. Ravviv il debole fuoco del camino e gett il soprabito su una sedia. Poi si allent la cravatta, si
sbotton il gil, and allo scrittoio, prepar carta e pennino e apr la lettera.
Oxford, novembre 1890
Caro Tom,
spero non ti dispiaccia che stavolta sia io a scriverti invece di John, ma lui  molto preso dal lavoro e ti manda i suoi pi calorosi saluti. Detto questo, giungo al vero motivo di questa missiva.
Ma dove sei finito?  da tempo che non abbiamo pi il piacere di godere della tua presenza e saremmo molto felici se ci venissi a trovare.
Spero che tu ci stia trascurando perch sei occupato in cose piacevoli. Le tue ultime recensioni sono state incredibilmente divertenti e piccanti. Ma - sempre per non indugiare troppo sui preamboli - c' anche qualcun altro che s'interessa a te. La mia cara Emma, infatti, chiede sempre di te, ogni volta che ci vediamo e ci scriviamo, cosa che, come ben sai, succede spesso. Credo sia sulla strada giusta e negli ultimi tempi  riuscita a prendere le distanze da tutto ci che pu avere a che fare con lo spiritismo. Tu continui a interessarti a questo genere di cose, e lo capisco, lei invece con mio grande sollievo finalmente si sta concentrando pi sulla realt, ovvero la dimensione temporale pi importante, quella in cui dobbiamo vivere. Per favore, non pensare che voglia immischiarmi nei fatti vostri o favorire qualcosa che potete decidere solo voi. Ma mi  sembrato che tra voi ci fosse una specie di legame, una sorta d'intesa interiore, che mi ha fatto ben sperare. Per Emma la strada  ancora lunga, senz'altro pi lunga e complicata della tua, ma una cosa ti chiedo: se mia sorella non ti  del tutto indifferente - cosa che, alla luce del tuo generoso sostegno nella vicenda Belvoir, stento a credere - sarei felice se tu potessi rincuorarla con una lettera e con la speranza di rivedervi presto. Caro Tom, spero con queste righe di non aver attentato alla nostra amicizia, che sta molto a cuore, sia a me che a John.
I miei pi cari saluti
Sarah
Tom rest di sasso, guard la lettera, che teneva nelle mani rigide, e si chiese perch quella giornata, all'improvviso, fosse diventata cos buia.

29.

Charlotte aveva cercato una scusa per non cenare con Sir Andrew e Tom Ashdown, perch non sopportava la tensione creatasi tra i due uomini. Aveva preferito mangiare con Emily di sopra.
La bambina sembrava tranquilla, Charlotte le aveva letto una favola mentre lei pettinava la sua bambola Pamela.
Io non sapevo che Tilly Burke fosse la nonna di Nora disse a un certo punto l'istitutrice dopo aver richiuso il libro di Biancaneve.
Le dita della piccola continuavano a muoversi con abilit, e rispose solo dopo aver trovato un bel nastro per legare i capelli a Pamela.  come nelle favole.
In che senso?
Mi ricorda Biancaneve. E Tilly Burke  la matrigna cattiva. Anzi, una nonna cattiva.
Charlotte la guard con la coda dell'occhio. E cosa ti ha fatto di male?
Mi ha messo paura. Dice cose strane. Le ha sentite anche lei, l'altra volta alla sala da t.
Io credo che sia malata, non cattiva.
E che differenza c'? replic la bambina con incredibile veemenza. Se qualcuno mi mette paura, per me  cattivo.
Forse non dovremmo parlarne quando c' Nora, potremmo ferirla.
Emily riflett. Ma lei comunque non parla pi della nonna. Da quando... Si zitt.
Charlotte si alz. Bene,  ora di andare a letto. Mettila qui, Pamela, sulla mensola.
La bambina scosse la testa, si avvicin con la bambola alla finestra e la mise in piedi sul davanzale. Poi si leg i capelli in una treccia, si tolse le pantofole e sal sul letto. Notando lo sguardo interdetto dell'istitutrice, disse: Le piace guardare in giardino.
Se lo dici tu, allora lasciamola l. Le accarezz i capelli e usc dalla stanza. In corridoio si ferm per bussare alla porta accanto.
Prego.
C'era Nora, stava ricamando. S, Miss?
Emily  a letto. Stanotte puoi dormire nella tua stanza. Qui ce la vediamo io e Mr. Ashdown.
La bambinaia non ci prov nemmeno a nascondere la sua delusione. Deglut, raccatt i materiali del ricamo e si alz. Come preferisce, Miss.
Poi super Charlotte e se ne and, cos di fretta da sbattere un braccio contro lo stipite della porta. Lei, invece, si spost nell'aula, dove sarebbe rimasta in attesa di Ashdown.
Quando la cena fin, Tom si sent sollevato di potersi ritirare. Purtroppo Miss Pauly non aveva cenato con loro. Lui era abituato ad animate conversazioni con i suoi amici di Londra e Oxford e trovava faticoso il comportamento rigido di Sir Andrew. Per fortuna a un certo punto erano finiti a parlare di botanica, e il deputato era come rifiorito con una breve dissertazione sulla flora della zona. Tom lo aveva ascoltato per rispetto, anche se le piante non erano proprio la sua passione. A ogni modo, qualunque tema era meglio del silenzio.
Adesso per finalmente poteva dedicarsi al vero scopo della sua visita di quella sera. Aveva deciso con Charlotte che Nora avrebbe dormito nella sua stanza, in modo che lui potesse vegliare indisturbato sulla camera della bambina. Avrebbe sentito se succedeva qualcosa, e allo stesso tempo tenuto d'occhio il giardino.
Con una rivista sotto il braccio, buss alla porta dell'aula ed entr. L'istitutrice alz gli occhi dal suo libro.
Buonasera Mr. Ashdown. Emily  tranquilla. Per... Raccont della bambola alla finestra, e le si spense il sorriso. Forse
io vedo cose che non esistono, fantasmi, se mi permette l'espressione... ma ecco,  stato strano, come se la bambola dovesse fare la guardia...
Lui pos la rivista sul tavolo e si appoggi alla porta. Non si preoccupi, adesso ci penso io. Ho chiesto alla domestica un bricco di caff e mi sono portato una cosa da leggere per passare il tempo.
Charlotte diede un'occhiata alla rivista. Lippincott's Magazine?
S, del luglio scorso. All'interno c' un romanzo scandalo di Oscar Wilde. Sono riuscito a prendere uno degli ultimi esemplari prima che lo togliessero dalle edicole.
Lo togliessero dalle edicole?
Be', per indecenza spieg lui. E l'opera era gi stata ampiamente censurata prima della pubblicazione.
Charlotte ripens al suo racconto sul travestito e all'indignazione perbenista di Sir Andrew, e sorrise.
Mi scusi se le ho mancato di rispetto.
Non si preoccupi, non sono cos sensibile come crede il mio datore di lavoro rispose divertita. Domani mi racconta com'era, il romanzo scandalo?
Lui annu. Ma certo, con piacere. Adesso vada pure. Appena noto qualcosa di strano mi permetter di venire a chiamarla.
S, lo faccia, Mr. Ashdown. Io rester alzata ancora un po', ma anche dopo pu svegliarmi a qualsiasi ora.
Uscirono insieme dall'aula. Nel corridoio, lui and a destra, lei a sinistra. Raggiunta la porta, Charlotte si gir ancora una volta, ma Tom era gi scomparso.
Charlotte si era addormentata sulla poltrona. Tutto a un tratto, senza un chiaro motivo, si svegli completamente e si guard intorno. Fu solo in quel momento che sent i passi.
Apr la porta prima che Ashdown bussasse. Che  successo?
Ho sentito dei rumori in giardino.  meglio se va a controllare Emily... io faccio un giro fuori.
Prima che potesse rispondere qualcosa, i suoi passi erano gi in fondo alle scale.
Charlotte indoss uno scialle e si precipit di sotto. Emily dormiva, ma la finestra era aperta. Appena prov a chiuderla, sent i passi di qualcuno che correva in giardino, poi la porticina nelle mura che si chiudeva.
Si gir e il piede le sbatt contro qualcosa. Si chin e vide, sconvolta, Pamela: si era rotta, al suo bel visino di porcellana mancava un pezzo.
La raccolse e la infil in un cassetto, per risparmiare quel brutto spettacolo a Emily.
Poi si avvicin al letto e guard la bambina, stesa sul fianco, una mano sotto la guancia, la treccia scomposta. Cosa le passava per la testa quando si alzava e andava alla finestra in attesa della madre? Cosa vedeva, in quei momenti, con il suo occhio interiore? Charlotte stava gelando, cos prese una coperta, si raggomitol dentro di essa e si adagi su una poltrona. Avrebbe aspettato l Tom Ashdown.
Poi si chiese, agitata, cosa potesse averlo convinto a uscire, con quel buio. Davvero c'era qualcuno, in giardino? Tese le orecchie, in casa un silenzio quasi surreale. Doveva svegliare Sir Andrew? Meglio di no, decise. Fin quando non avesse saputo qualcosa di pi lo avrebbe lasciato dormire. Emily stava bene, era quella la cosa pi importante.
I minuti passarono, e lei sent una leggera inquietudine dentro di s. Dov'era finito Mr. Ashdown? Perlomeno, si era portato dietro una lampada? Senza una fonte di luce nella foresta si sarebbe perso, lo sapeva per esperienza. Si prese la testa tra le mani, cerc di distrarsi dall'attesa, ma continu a tenere le orecchie tese. Il silenzio era totale.
A un certo punto sent un rumore, di sotto. Usc dalla camera e rest in attesa in cima alle scale. C'era qualcuno all'ingresso. Charlotte si sistem lo scialle coprendosi e scese lentamente.
Alla luce delle lampade vide una sagoma alla parete, stagliata davanti al rettangolo scuro della porta. Chi ? Lo chiese con un tono di voce che non riconobbe.
Sono io.
Si avvicin alla luce, e lo vide tenersi stretto il braccio sinistro. Lui fece un passo in avanti, poi gli cedettero le ginocchia, e Charlotte riusc a tenerlo, appena in tempo.
Devo andare a svegliare Sir Andrew? domand Mrs. Evans, ma Charlotte scosse la testa.
Prima occupiamoci di Mr. Ashdown. Lo aveva messo sulle scale, con la schiena poggiata alle barre di legno della ringhiera, poi era andata a chiamare la governante. Insieme lo avevano spostato in salotto, dove la donna aveva messo un asciugamano sul divano perch non si macchiasse di sangue.
Mi dica di cosa ha bisogno disse rendendosi conto che Charlotte aveva preso il comando della situazione.
Acqua calda, asciugamani, qualcosa per fasciare disse. Forbici.
Quando Mrs. Evans scomparve, lei si chin verso il divano per sfilare a Ashdown la redingote. Per fortuna era senza cappotto perch fu gi un'impresa liberarlo da quel capo di vestiario. Lo muoveva con la massima cautela, ma lo sentiva ansimare per il dolore.
Lanci la redingote su una sedia. Fu in quel momento che vide che la sua camicia, all'altezza della spalla sinistra, era inzuppata di sangue. Scost il gil, piano. Mrs. Evans arriv con le cose che aveva chiesto e poggi tutto sul tavolo, prima di prendere in carico il gil. Charlotte inizi a sbottonare la camicia.
Ma com' successo? domand Mrs. Evans sconvolta dalla ferita.
Non ne ho idea. Mr. Ashdown mi ha svegliato perch Emily era di nuovo alla finestra, poi  corso in giardino dove aveva visto qualcuno. Io sono rimasta con Emily fino a quando non ho sentito un rumore e l'ho trovato all'ingresso ridotto in questo stato.
Sir Andrew, devo...
Aspetti, prima mi lasci finire la interruppe Charlotte. Per favore, vada a prendere il brandy.
Scost la camicia dalla spalla e dal braccio, le mani che si muovevano con la massima calma. Ah, e mandi Nora da Emily, in modo che non resti sola.
Immerse un asciugamano nell'acqua calda e inizi a pulire la ferita. Ashdown emise un gemito e apr gli occhi.
Per favore resti disteso, tranquillo, fino a quando non l'avr bendata.
Le devo raccontare cos' successo disse lui a fatica.
Nel frattempo l'acqua del catino era diventata rossa, ma la ferita non smetteva di sanguinare. Sembrava una ferita da arma da taglio, profonda e larga almeno cinque centimetri poco sotto la spalla.
Charlotte medit se mandare Wilkins a chiamare un medico, ma Ashdown sembr leggerle nel pensiero e con la mano destra le prese un braccio.
Mi ascolti.
Solo se resta disteso tranquillo.
Va bene. Chiuse gli occhi, per raccogliere le forze. Ho sentito un rumore in camera di Emily e sono andato da lei. Era alla finestra, aperta, e parlava con qualcuno, ma io non l'ho visto. Non ero sicuro che fosse sveglia, cos l'ho riportata a letto, lei si  girata su un lato e si  rimessa a dormire. Poi sono venuto a chiamarla.
Charlotte mise delle bende sulla ferita e lui sussult.
Mi scusi, potrebbe allontanare un po' il braccio dal corpo, se ci riesce?... ecco cos, grazie. Avvolse la fasciatura pi volte intorno al collo e poi la fece passare sotto l'ascella, finch non fu ben fissata. Per un paio di giorni dovr tenere il braccio cos, appeso.
Lui annu. Poi sono uscito, ho fatto il giro della casa e sono corso in giardino. Sono andato verso la porticina nel muro che mi aveva mostrato. Nella fretta, mi sono dimenticato la lanterna confidando nella luce della luna, ma appena mi sono inoltrato nel bosco mi ha piantato in asso.
S, la foresta  particolarmente inquietante anche di giorno...
Sa, non ho avuto neanche il tempo... di avere paura replic Ashdown storcendo la bocca in una specie di sorriso. Appena ho passato la porta, infatti, qualcuno si  scagliato contro di me e mi ha aggredito. Doveva essersi nascosto dietro le mura o dietro un albero, di pi non saprei dirle.  stato tutto molto veloce. Ho sentito un dolore lancinante sotto la spalla e poi questo sconosciuto che scappava. Era una persona che conosce molto bene questa foresta.
E non ha detto niente?
Ashdown scosse la testa. Charlotte riemp un bicchiere con il brandy portatole da Mrs. Evans. Adesso beva disse passandoglielo.
Lo aiut a tirarsi su.
Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa sta succedendo?
Sir Andrew. Non lo avevano sentito arrivare. Dietro di lui videro Mrs. Evans, nell'intelaiatura della porta, osservare la situazione incuriosita.
Charlotte si alz e si rese conto, con rabbia, di essere arrossita.
Mi scusi, Sir Andrew, ma ho pensato fosse meglio prima prendermi cura del suo ospite.
Lui si pass una mano tra i capelli e si avvicin. Ultimamente in questa casa accadono cose che si fanno beffe di qualunque possibile descrizione.
Charlotte lo guard incredula, ma non si scompose.
Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa significa tutto questo? Ed Emily? Si  resa conto di... di questo assurdo incidente? In casa mia nessuno ha mai riportato danni. Spero solo che non trapeli nulla all'esterno.
Tom Ashdown raccont in breve cosa gli fosse successo, Sir Andrew si sedette e, in tono pi conciliante, disse: Mi perdoni per quello che ho detto. Ha bisogno di un medico?.
Lui scosse la testa. Ci andr domani, per ora credo che basti. Miss Pauly  stata impeccabile.
Bene. Sir Andrew si strofin le mani, l'indignazione ormai era scomparsa dal viso. In zone boscose come questa purtroppo girano molti ladruncoli, bracconieri, che sono pronti anche a usare la violenza. Quanto accaduto  molto spiacevole, lo riferir al guardaboschi del Norbury Park, in modo che presti particolare attenzione e passi al setaccio i boschi con i suoi uomini. Forse troveranno delle tracce.
Charlotte not una strana espressione sul viso di Ashdown, che un attimo dopo svan.
Secondo lei, quindi,  stato un estraneo, che si aggirava per caso nella foresta e si  sentito minacciato da me?
E chi, altrimenti? domand Sir Andrew sorpreso.
A me  sembrato che questa persona fosse proprio sulla porta del suo giardino... per questo io sono uscito di l.
Sir Andrew si alz di scatto. Sta dicendo che la persona che l'ha aggredita e ferita ha parlato con mia figlia?
Cos mi  sembrato rispose Ashdown a fatica, ma in tono deciso.
Charlotte si morse le labbra. La tensione tra i due uomini era palpabile.
Non pu dire sul serio. Io l'ho fatta venire qui perch capisse se mia figlia  posseduta da... fenomeni soprannaturali, o come diavolo preferisce chiamarli. Lei invece se ne esce con queste affermazioni assurde e si mette in pericolo andando in giro di notte da solo nella foresta, senza le dovute precauzioni...
Sir Andrew. Tom Ashdown si sollev sul divano e per un momento chiuse gli occhi, prima di appoggiarsi al tavolo e mettersi in piedi, barcollando. Charlotte fu sul punto di intervenire, ma si trattenne.
Adesso vado a letto. Se mi sentissi in condizioni, toglierei il disturbo immediatamente, ma temo dovr aspettare fino a domani.
Che significa tutto questo?
Credo che lei abbia capito benissimo. Io non sono un domestico che lei pu comandare a bacchetta. Sono venuto qui di mia spontanea volont e me ne andr allo stesso modo, se i miei servigi non sono pi richiesti.
Charlotte vide impallidire le nocche della mano con cui era aggrappato all'angolo del tavolo.
Un'ultima cosa. Sua figlia sta soffrendo, di questo ne sono certo, di cosa ancora non glielo so dire. Per posso assicurarle che si tratta di un mistero che non si risolver da solo.
Poi guard Charlotte con aria interrogativa. Miss Pauly, io gi le sono debitore. Ma mi farebbe l'ultima cortesia di accompagnarmi fino alla porta della mia camera? Buonanotte Sir Andrew.
Si appoggi alla donna, e cos lasciarono la sala, senza degnare il padrone di casa di ulteriori sguardi. A ogni passo il peso sulle spalle di lei si aggravava, ma Charlotte non lo diede a vedere.
Le scale le costarono ancora pi fatica, e quando furono davanti alla porta della sua stanza lui si appoggi alla parete e chiuse gli occhi. Poi la guard.
Che c'? domand la donna senza fiato.
C' una cosa che prima non ho detto.
Lei attese, in silenzio.
Secondo me era una donna.
Charlotte risal stremata le scale della torre. Dopo essersi richiusa la porta alle spalle, si lasci cadere sul letto. Fu solo in quel momento che si rese conto di avere le mani sporche di sangue, ma non aveva la forza di alzarsi e lavarsele nella ciotola.
Da quando Ashdown l'aveva svegliata aveva perso il senso del tempo. Quant'era passato... mezz'ora? No, probabilmente di pi. Si sedette sulla poltrona vicino alla finestra. Fuori c'era ancora buio e silenzio, nessun movimento sospetto tra gli alberi, le cui sagome sfumate si stagliavano nel cielo.
Le faceva male la testa, non riusciva a pensare in maniera chiara. Prima aveva agito con calma e razionalit, aveva impartito le istruzioni del caso a Mrs. Evans e non si era lasciata intimidire da Sir Andrew. Adesso che non doveva pi controllarsi, inizi a tremare, il corpo scosso dai sussulti. Chiuse gli occhi premendosi le mani sulla bocca, ma il tremore non pass. Cosa stava succedendo in quella casa? Avrebbe tanto voluto fare le valigie e consegnare le sue dimissioni a Sir Andrew il mattino seguente, ancora prima della colazione. Ma cosa ne sarebbe stato di Emily? Chiuse gli occhi e si costrinse a respirare con calma, fin quando finalmente non smise di tremare.
Rest ancora un po' seduta finch non ebbe recuperato le forze per alzarsi e lavarsi. Immerse le mani nella tinozza, lentamente, e osserv l'acqua velarsi di rosso. Se le asciug e vide che anche il vestito era sporco dappertutto. Se lo tolse e lo poggi su una sedia. Sperava che la domestica sarebbe riuscita a lavarlo.
Ma che problemi inutili mi sto facendo? pens. Si preoccupava delle macchie di sangue sul vestito quando qualcuno aveva appena cercato di uccidere Tom Ashdown! Solo il pensiero le fece venire i brividi, ma non aveva dato credito nemmeno per un minuto alla teoria di Sir Andrew che si trattasse di un ladruncolo qualunque in giro nel bosco. Quella persona aveva aspettato nascosta dietro la porta l'ospite londinese, gi sapendo che sarebbe passato di l. Poi ripens alle sue parole: Secondo me era una donna.
Non lo aveva detto di fronte a Sir Andrew, forse per paura che lui lo prendesse per pazzo. Il padrone di Chalk Hill, infatti, si era gi inventato una storia che non risultasse compromettente per la sua famiglia. La storia di uno sconosciuto che si aggirava in quella zona per caso, forse con l'intenzione di commettere una rapina, e che si era sentito minacciato. Tuttavia, anche senza il commento di Ashdown, Charlotte aveva capito che non c'era niente di casuale in tutta quella vicenda: che quella porta aveva un ruolo determinante, come la foresta, Tilly Burke, il fiume e gli spiriti che lo abitavano.

30.

Charlotte si alz presto, tanto non riusciva a dormire comunque, con la speranza che la notte avesse portato consiglio, e qualcuno, fosse Sir Andrew o Tom Ashdown, avesse cambiato idea. Le sembrava impossibile che Ashdown se ne andasse e la vita a Chalk Hill riprendesse uguale a prima, non dopo tutto quello che era successo. Eppure la notte precedente era sembrato inevitabile.
Fuori era buio, e quel brutto tempo dava poche speranze che la giornata sarebbe andata a migliorare. I rami spogli luccicavano bagnati, e tra le chiome aleggiavano brandelli di nebbia. La camera era fredda, il camino a corto di legna. Doveva ricordarsi di dirlo a Susan.
Voleva lavarsi, ma l'acqua nella ciotola di porcellana bianca era rosa per il sangue della notte. Rimase inorridita e si gir. Gli occhi le caddero sul vestito poggiato sulla sedia. Le macchie di sangue asciutto sembravano ruggine.
Si vest, prese l'abito sporco e scese di corsa in cucina. Calda e con un piacevole odore di caff e pane appena sfornato.
Susan, dovresti lavarmi questo vestito.
La domestica la guard con occhi sgranati. Era stata troppo brusca?
 sangue, spero che vada via. E il lavabo, su in camera... Fece un respiro profondo.
Dovrebbe mangiare qualcosa e bere un t caldo le disse all'improvviso la cuoca con le mani puntate sui fianchi. Sembra provata.
In quel momento, entr Mrs. Evans. Buongiorno Miss Pauly.
I signori sono gi in piedi?
S, stanno facendo colazione. E la pregano di unirsi a loro.
Grazie.
Charlotte usc da quella cucina confortevole sentendosi addosso gli sguardi delle tre donne. Davanti alla porta della sala da pranzo, per un attimo chiuse gli occhi, poi buss ed entr.
Sir Andrew si sollev dalla sedia, senza alzarsi del tutto. Il suo primo sguardo, per, fu indirizzato a Ashdown: sembrava stravolto, si era trascinato fuori dal letto solo per senso del dovere.
Buongiorno. Charlotte rimase immobile, in piedi vicino al tavolo.
Prego, si sieda disse Sir Andrew.
Mr. Ashdown, come si sente?
Lui mise gi la tazza e sorrise. Sa, la malerba non muore mai. Mi sentivo gi meglio, ma questo caff mi sta rimettendo al mondo. Di solito preferisco l'Earl Grey, ma in casi estremi...
Mr. Ashdown vorrebbe farci una proposta lo interruppe brusco il padrone di casa.
Charlotte colse il guizzo divertito di quegli occhi scurissimi, che parevano guardare solo lei.
Certo, in una simile situazione le mie preferenze sulle bevande della colazione passano in secondo piano.
Lei dovette reprimere un sorriso, meravigliandosi della rapidit con cui quell'uomo aveva cambiato faccia. Si vers un t e prese una fetta di pane con il burro. Prego, la ascolto.
Come ho gi detto a Sir Andrew, se lui non ha pi bisogno dei miei servigi io torner a Londra. Dove potr confrontarmi anche con i miei colleghi della Societ. A ogni modo -  questo quello che intendevo proporre a entrambi - credo sia meglio che Emily per un po' lasci questa casa, a prescindere dal fatto che io continui o meno a occuparmi di lei. Questa casa, infatti, e tutto ci che la circonda, nascondono per lei troppi ricordi dolorosi, quindi credo sia necessario portarla via di qui il prima possibile.
E dove pensava di portarla? domand Sir Andrew. Data la stagione, al mare non mi sembra il caso. E i miei impegni politici purtroppo non permettono un viaggio pi lontano.
Pensavo a Londra. Se non sbaglio, lei una volta mi ha accennato di avere una casa l. Credo sarebbe interessante osservare come cambia il comportamento di Emily in un contesto completamente nuovo. Miss Pauly pu farle lezione anche l, e la sera lei potrebbe stare con sua figlia. E, se le fa piacere, io sono disposto a continuare ad assisterla.
Charlotte sent subito crescere dentro di s una smania quasi incontrollabile. Londra! Aveva sentito parlare cos tanto di quell'incredibile metropoli, ancora pi grande e potente di Berlino. Tuttavia, anche mettendo da parte quel pensiero egoista, la riteneva comunque una buona idea, perch nessuno meglio di lei sapeva che Emily non poteva restare a Chalk Hill. Qualunque cosa si nascondesse in quella casa, infatti, costituiva senz'altro un pericolo e fin quando la piccola fosse rimasta l non le avrebbe dato pace.
Sir Andrew guard la sua tazza pensieroso. Non  una cattiva idea farle cambiare aria. Emily non conosce per niente la citt e potrebbe anche visitare dei musei a scopo educativo. Guard l'istitutrice. Come suggerito da Mr. Ashdown, lei verrebbe con noi, ammesso che sia disposta a farsi carico anche del lavoro di Nora. La mia casa di Londra  grande, ma non abbastanza anche per una bambinaia.
Charlotte cerc di dominare la propria eccitazione. Certo che sono disposta. Not un fugace ammiccamento da parte di Ashdown e arross un po'. Quando vorreste partire?
Sir Andrew riflett. Dopodomani, insomma luned. Cos avremo due giorni interi per i preparativi. Mander subito un telegramma alla mia governante di Londra per annunciarle il nostro arrivo. Poi diede un'occhiata al suo ospite. Torner a Londra con noi? Se vuole, Wilkins passer a ritirare le sue valigie a Dorking. E comunque le consiglio di far vedere la sua ferita a un medico. L'accompagner Wilkins, dopo che mi avr portato a Norbury Park.
Ashdown sorrise, ma si vedeva che faceva fatica a stare dritto sulla sedia. Grazie Sir Andrew, accetto volentieri.
Perch vuole andare in cantina? domand Mrs. Evans.
Perch di notte, pi volte, ho sentito rumori strani per le scale della torre. Ma la porta di sotto era chiusa. In questa casa succedono cose strane, e non andr a Londra senza prima aver dato un'occhiata.
Mrs. Evans annu, ma controvoglia. La cantina ha due accessi, uno dalla cucina, quello utilizzato pi spesso, e uno dal retro della casa.
Preferirei entrare dall'accesso meno utilizzato.
Sir Andrew...  al corrente di questo suo proposito?
Charlotte scosse la testa. Non voglio farlo agitare senza motivo.
Bene. Mrs. Evans guard pensierosa il grande mazzo di chiavi che portava legato alla cintura.  un proposito alquanto bizzarro, ma del resto sono tempi piuttosto strambi anche per questa casa. Sfil dal mazzo una grande chiave di metallo e la porse a Charlotte. Poi sollev una mano, come ad ammonirla: Per non ci andr da sola, andr con Wilkins. Dopo quello che  successo stanotte, non voglio che corra pericoli.
Si avvicin alla porta del giardino e chiam il cocchiere. Accompagna Miss Pauly in cantina, deve fare una cosa. Porta una lampada.
Lui borbott, poi prese una lampada dalla rimessa e accompagn l'istitutrice sul retro, dove alcuni gradini coperti di muschio scendevano verso una porta di legno. Il legno ingrigito cadeva a pezzi, ma la chiave entr senza problemi.
Stia attenta, Miss... si scivola.
Le tenne aperta la porta e illumin l'interno. C'era puzza di umido e di muffa, e Charlotte fu felice di non essere sola.
Per favore, mi mostri l'accesso che, da qui, porta alla torre.
Wilkins la guid per una serie di stanze, tra cui un'officina e diverse dispense, fino a quando non si fermarono davanti a una porta. Charlotte abbass la maniglia... chiuso.
Questa porta  sempre chiusa. Non ci passa nessuno, mai.
Wilkins, per favore, mi passi la lampada. Charlotte fece luce nella direzione da cui erano venuti. Per terra c'erano grumi di terra, e anche qualche foglia secca. Proprio come quella che aveva trovato sulle scale della torre, davanti alla propria stanza. Il cuore le prese a battere pi velocemente.
Guardi, la terra  asciutta, vuol dire che  qui da un po'. Queste impronte... non sono nostre.
Il cocchiere si gratt la testa e tir su col naso. S, Miss, forse ha ragione. Ma chi...
 quello che vorrei tanto sapere anch'io.
Terminato il suo giro di perlustrazione, Charlotte torn in salotto da Ashdown.
Ho appena fatto una cosa che avrei dovuto fare da tempo.
Stiamo pensando la stessa cosa, ancora una volta... vero? replic lui impaziente.
Se quello che pensa  che c' qualcuno che entra in casa senza scassinare nulla, quindi o con una chiave o grazie all'aiuto di una persona che ci vive, e che probabilmente  stata questa persona ad aggredirla... allora s, stiamo pensando la stessa cosa.
Deve assolutamente riparlare con Nora disse lui. Semmai si sbottoner, lo far con lei, non certo con me, un estraneo. Se non dar i suoi frutti, chieder a Sir Andrew di parlarci.
Pensa che sappia qualcosa?
L'uomo annu. Nessuno  cos in confidenza con Emily. La conosce meglio del proprio padre. Se c' qualche segreto intorno alla scomparsa di Lady Ellen, Nora sicuramente lo sa. Esit. Secondo me quando  entrata strillando, quella notte, voleva mettere in guardia la persona che si trovava in giardino. Si pass una mano sulla fasciatura, lo sguardo assente. Dannazione, e io che credevo fosse una buona idea, partire per Londra.
Adesso... non pi?
Lui si strinse nelle spalle. Per il bene di Emily, senz'altro. Ma qui stanno succedendo cose... Ammutol.
Be', abbiamo tempo fino a luned replic Charlotte. Intanto parlo con Nora, poi vediamo. Diede un'occhiata al braccio dell'uomo. Come va la ferita?
Mah, diciamo che va. Ecco, non  proprio semplice fare tutto con una sola mano. Per esempio, chiudersi i bottoni della camicia. Un cameriere personale sarebbe utile...
Dovrebbe comunque farsi vedere da un medico.
Lui tacque e la scrut. Se crede.
Eccome se lo credo. Mi ha fatto prendere un grosso spavento, ieri.
Un'espressione divertita gli comparve sul volto. E qui ha parlato l'istitutrice. Far il bravo, glielo prometto.
Emily, puoi andare a giocare. Devo parlare con Nora e poi inizier a impacchettare le cose che non mi serviranno fino a luned. Ci vediamo dopo.
Charlotte si avvicin alla porta della camera e la bambina la guard titubante. Io... io non riesco a trovare Pamela. L'ho cercata gi prima di colazione.
Quelle parole la colsero impreparata. Si era completamente dimenticata della bambola nascosta nel cassetto. Con il cuore pesante, si avvicin alla bambina e le accarezz i capelli. Ecco, stanotte c' stato un incidente.
Lei la guard spaventata. Cosa  successo?
Pamela  caduta dal davanzale. E... e si  rotta la testa.
Emily si guard le mani, abbandonate inermi in grembo come stelle sbiadite.  messa molto male?
Temo di s. Forse per possiamo farle fare una testa nuova. A Londra.
Posso vederla?
Certo.
Charlotte si avvicin alla cassettiera e tir fuori la bambola. Uno spettacolo raccapricciante.
Emily la prese con dolcezza e pass una mano sul buco, come se volesse guarirla.
Non me ne sono neanche accorta.
Be', stavi dormendo.
E come ha fatto a cadere?
Eri alla finestra. Forse le hai dato una spinta, senza accorgertene.
Emily annu. Lei era l, per questo sono andata alla finestra. La piccola la guard con una faccina supplicante. Possiamo portarla con noi, e magari andare all'ospedale delle bambole! Ho sentito che esistono, e insomma Londra  una grande citt.
Ma certo che possiamo portarla con noi disse Charlotte sollevata, temendo che la piccola sarebbe scoppiata in un pianto disperato. Poi si rese conto di aver quasi ignorato le prime parole di Emily... forse perch ormai dava per scontato che la bambina vedesse la madre morta. Ma era davvero come pensava?
Cos' successo a Mr. Ashdown?
Charlotte sussult.  inciampato, nel buio, e si  ferito. Ma adesso sta gi meglio. E tu, sei contenta che andiamo a Londra? aggiunse un attimo dopo per cambiare argomento.
S... rispose Emily annuendo.
Ma?
La bambina si era seduta sul letto. Teneva la testa china e continuava a mordersi un labbro. Charlotte le mise un dito sotto il mento e lo sollev, piano.
Che c'?
Ho paura che la mamma non mi trovi pi, se me ne vado.
Charlotte si sedette accanto a lei e le mise un braccio intorno alla schiena. La tua mamma sar sempre con te, anche se te ne vai. Basta che pensi a lei. Anche a Londra.
Ma Emily rest zitta. E Charlotte sapeva fin troppo bene che non era quel tipo di vicinanza che Emily intendeva.
Aveva chiesto a Nora di raggiungerla nell'aula; voleva interrogarla dalla sua cattedra. Siediti.
Charlotte indic il banco. Nora esit, sapendo che in quel modo avrebbe assunto una posizione di inferiorit, ma ormai l'istitutrice aveva perso la pazienza.
Nora, adesso ti far alcune domande, e mi aspetto che tu mi risponda, e soprattutto che mi dica la verit. So quanto sei affezionata a Miss Emily, ma ho l'impressione che tu stia nascondendo qualcosa. E questo segreto non fa bene a Emily.
Miss, non so di cosa parla rispose la bambinaia con un filo di voce, continuando per a fissare il pavimento.
Per esempio il fatto che non mi hai detto di essere la nipote di Tilly Burke. E poi perch ti sei messa a strillare in quel modo assurdo quando Emily era alla finestra, pur sapendo che poteva essere molto pericoloso. Ormai  da un po' che lavori per questa famiglia e conoscevi molto bene la madre di Emily... A queste ultime parole, la bambinaia di colpo alz la testa. Quindi sono convinta che tu sappia dell'altro, che finora non mi hai raccontato. Nora, devi dirmi tutto, adesso, ne va della vita di Emily.
Charlotte si appoggi alla cattedra, gli occhi fissi sulla donna in silenzio davanti a lei. Poi infil una mano nella tasca della gonna.
Questo l'ho trovato nella mia camera, la camera che per lungo tempo  appartenuta a Lady Ellen. Poggi la boccetta di ematico sul banco di Nora. Tu ne sai qualcosa?
No, Miss.
Charlotte la vide deglutire a fatica. Non ti credo.  antimoniltartrato di potassio, una sostanza che induce il vomito. Cosa ci faceva sotto l'asse del pavimento?
Nora serr i denti, con visibile sforzo. Non lo so.
Charlotte sferr un pugno contro il piano della cattedra con una tale forza che Nora sussult.
Tu mi hai raccontato che Sir Andrew non voleva che il dottor Pearson continuasse a occuparsi di Emily. Ripeto, sono sicura che sai dell'altro. Perch ha deciso cos?
Charlotte doveva obbligarla a parlare, a tutti i costi. L'aveva gi minacciata, e se necessario era pronta a rifarlo.
Tu hai il diritto di non rispondere, ovvio. Ma devi pensare a Emily. Non resister a lungo in queste condizioni, lo sai, presto scoppier. E se tu mi racconti tutto, forse potrai aiutarla. Altrimenti...
Le spalle della donna iniziarono a tremare. Una lacrima cadde sul banco.
Il dottor Pearson... ha detto... ha detto che era stata lei. Che era tutta colpa sua.
Di chi? Charlotte rimase completamente spiazzata.
Nora la guard negli occhi. Il dottor Pearson ha detto a Sir Andrew che era Lady Ellen a far ammalare Emily.
Ma come avrebbe potuto?
Nora indic la boccetta, agitata. Quello, l'ematico! Ha detto che era lei a darglielo. E la febbre... il mal di pancia... tutto... Ma insomma, che razza di madre potrebbe... Nessuno potrebbe fare una cosa del genere!
Charlotte respir profondamente. Se ho capito bene, il dottor Pearson ha insinuato che Lady Ellen dava questa sostanza a Emily, ed  per questo che  stato bandito da Chalk Hill.  andata cos?
La bambinaia annu. Lei amava troppo Emily... era la madre migliore del mondo. Sempre al suo fianco... la curava, le dava le medicine, le metteva le pezze di acqua fresca sulla fronte... Non la lasciava mai sola...
Com'era possibile? Era una cosa mostruosa.
Ma come pu aver detto una cosa del genere? Avr avuto i suoi motivi, e delle prove...
Nora si strinse nelle spalle. Questo non lo so. Io... io ero dietro la porta e ho sentito tutto. Ma poi  arrivata Mrs. Evans e mi ha portato via... Mi ha rimproverata perch stavo origliando.
Charlotte era impietrita. Che storia assurda! All'improvviso sent l'urgente necessit di parlare con Ashdown, aveva bisogno dei suoi modi ironici ma calorosi, della sfumatura divertita presente in quasi tutto quello che diceva.
Nora scosse la testa. No, non  possibile.  stata sempre cos buona con Emily. Per favore, non lo dica a nessuno! Sir Andrew... lui mi...
Charlotte sospir. Puoi andare, grazie. Ma ne riparleremo, questo  poco ma sicuro. Per quanto riguarda Sir Andrew, per ora non gli dir nulla, tranquilla.
Nora si asciug le lacrime con il palmo di una mano e annu. Grazie, Miss. Ma lei non deve crederci. Nessuna madre farebbe una cosa del genere. Lady Ellen era un angelo. La madre migliore che si possa immaginare.
Dopo aver parlato con Nora, Charlotte torn in camera. In poco tempo, la valigia fu pronta. Quando si ritrov tra le mani la boccetta di ematico, se la pass dall'una all'altra per un po' e alla fine la infil nel beauty-case da viaggio.
Poi si guard intorno, pensierosa. L'ambiente aveva ripreso l'aspetto, intonso, del giorno del suo arrivo, la sua presenza cancellata in un quarto d'ora. Riflett un istante. Qualunque cosa le riservasse il futuro, doveva andarsene da quella casa prima che la fantasia si appropriasse del tutto del suo buonsenso. Nei suoi lavori precedenti spesso aveva desiderato pi avventure e qualche cambiamento, annoiata dalle lunghe e monotone giornate in classe, ma Chalk Hill, coperta da cos tante ombre, ormai le faceva paura.
Afferr il suo blocchetto dalla tasca e prese posto al tavolo, per annotare la conversazione avuta con Nora. Quando finalmente alz gli occhi, vide che nella stanza era calato il buio. Guard l'orologio. Gi le quattro. Dov'era finito Tom Ashdown?
Poi, come una risposta, sent dei passi sulle scale, quindi dei colpi alla porta. S?
Posso?
L'uomo comparve all'ingresso della stanza, sfinito. Gli occhi segnati da profonde rughe.
Certo, entri, si sieda. Ha un aspetto terribile.
Gli indic una poltrona.
Lui si accomod e chiuse gli occhi.
Cos'ha detto il medico?
Ashdown fece un gesto con la mano, come a voler minimizzare la cosa. Ah, niente di grave. Solo quattro punti. Anche se il sangue che ho perso... Ammutol.
Lei gli vers un bicchiere d'acqua e glielo porse.
Grazie. Bevve un sorso e la guard. Che succede? Sembra... agitata.
Sono stata piuttosto brusca, con Nora rispose Charlotte.
E ne  valsa la pena?
Ecco, lo sapevo che avrebbe detto cos, pens Charlotte. Poi si mise seduta accanto a lui e gli raccont quello che aveva saputo dalla bambinaia.
Lui mise gi il bicchiere in silenzio, si pass una mano tra i capelli e disse, piano: Chapeau. Non dev'essere stato facile tirarglielo fuori. Una pausa. Sembra impossibile...
Charlotte non riusciva a capire se era cos scosso per la confessione di Nora, o se semplicemente soffriva per la ferita.
Il dottor Pearson potrebbe dirci qualcosa di pi, ma non infranger mai il suo segreto professionale. E il dottor Milton, il medico di Dorking con cui ho parlato di Emily, poco fa, mi ha detto le solite cose: "Povera bambina, che brava madre". Si allent il colletto della camicia e fece un respiro profondo.
Charlotte lo guard preoccupata. Forse  meglio se si mette a letto...
Lui scosse la testa. No, mi faccia riflettere. Si appoggi allo schienale, un le punte delle dita davanti al viso e chiuse gli occhi. Poi, quasi sussurrando, disse: Mettiamo che il dottor Pearson avesse ragione. Quale potrebbe essere il motivo di un comportamento cos assurdo?.
 quello a cui sto pensando anch'io, da quando ho parlato con Nora disse Charlotte. Mai sentita una cosa del genere. Se una madre arriva a fare una cosa simile al proprio figlio, vuol dire che  tremendamente infelice, disperata. Ma che motivo poteva avere, Lady Ellen, per essere cos disperata? Forse il suo matrimonio. Forse si  sposata con Sir Andrew perch lo volevano i genitori, oppure gli stessi sposi dopo un po' si sono resi conto di non andare d'accordo.
S, possibile disse Ashdown con gli occhi chiusi. Vada avanti.
Ecco, e una moglie infelice vorrebbe passare meno tempo possibile con il proprio marito. Certo, aveva una figlia, ma le signore della sua posizione di solito delegano queste responsabilit alle bambinaie o alle istitutrici. Eppure lei aveva deciso di occuparsene personalmente.
Tom Ashdown apr gli occhi e la scrut intensamente. Giusto, molto giusto. Per aveva bisogno di una scusa per sottrarsi alla compagnia del marito e alle serate di gala senza compromettere il buon nome della famiglia.
S, ma... questo non significa necessariamente che facesse ammalare intenzionalmente la figlia. Insomma,  un passo piuttosto estremo osserv Charlotte. Che proprio non riesco a spiegarmi.
Ashdown sollev una mano. Aspetti un attimo. Lei ha ragione, ma questo se parliamo di una donna con una sensibilit normale e capace di pensare in maniera razionale. Ma se supponiamo che Lady Ellen non lo fosse, e che il suo unico pensiero e scopo fosse evitare il marito... evitarlo senza sollevare pettegolezzi, ovvio.
Non basta comunque insist Charlotte. Se anche volessimo credere alle affermazioni del dottor Pearson, dobbiamo avere prove inconfutabili.
Si guardarono. Un silenzio assoluto era sceso nella stanza.
Forse  stato un caso disse infine Ashdown. Mettiamo che Emily si sia ammalata, come succede a molti bambini. Lady Ellen coglie l'occasione per occuparsi di lei personalmente. Questo le fa guadagnare rispetto e riconoscimenti, impedendole allo stesso tempo di accompagnare il marito a Londra e di rispettare i suoi impegni sociali.
S comment Charlotte ho capito dove vuole arrivare. Perch le cose non cambiassero, la bambina doveva ammalarsi spesso, molto spesso. Era come se Emily fosse il simbolo del suo matrimonio infelice, ma anche una via di uscita. Chi si occupa di un figlio malato, e per questo si ritira dalla vita sociale, compie un sacrificio guadagnando rispetto e stima.
Non riusciva pi a stare seduta e inizi a camminare avanti e indietro, la testa china, una mano davanti alla bocca, come se volesse impedirsi di continuare a parlare. Quello che entrambi stavano pensando ad alta voce era terribile, ma aveva un senso. Spiegava molte delle cose che finora erano sembrate inspiegabili: il divieto categorico di Sir Andrew di parlare di Lady Ellen, lo stretto legame tra madre e figlia e non da ultimo
anche la guarigione relativamente rapida di Emily dopo che la donna era morta.
L'antimoniltartrato di potassio disse Ashdown all'improvviso.  la prova di tutto.
Charlotte apr il beauty-case e tir fuori la boccetta.
Lo sguardo di lui disse pi di qualunque risposta.

31. Londra, novembre 1890.

Dopo aver lasciato Waterloo Station, quando ormai erano seduti nella carrozza che li avrebbe condotti alla casa londinese di Sir Andrew, Charlotte finalmente pot godersi la vista sulla citt. In treno, infatti, i suoi pensieri avevano continuato a vorticare intorno alle cose che le aveva detto Nora. Nient'altro. Ogni tanto aveva guardato Ashdown, ma lui aveva volutamente ignorato i suoi sguardi e aveva parlato del pi e del meno con Sir Andrew e scherzato con Emily. Alla stazione, poi, si era congedato per raggiungere il suo appartamento di Clerkenwell.
Adesso, per, in quella carrozza, l'entusiasmo di Charlotte prese il sopravvento, anzi stava quasi per scoppiare in grida di gioia. Questo lo fece Emily, la quale almeno durante quel tragitto parve dimenticare la sua paura di abbandonare Chalk Hill. Quando la carrozza pass il Westminster Bridge, la piccola indic eccitata alla loro sinistra il Parlamento affacciato sul Tamigi.
Guardi, Frulein Pauly! Quella  la torre dell'orologio del Big Ben di cui mi ha tanto parlato pap!  quasi l'una... quindi fra poco suoner, giusto?
Il padre annu. Emily fu fortunata, in quel momento sul ponte c'era un gran viavai, un ingorgo di mezzi di ogni tipo, quindi procedettero a passo d'uomo e nel momento esatto in cui passarono sotto la famosa torre iniziarono i rintocchi. La bambina era raggiante.
Sir Andrew rispose con pazienza a tutte le domande della piccola, aggiungendo spiegazioni per Charlotte. Lontano da Chalk Hill e dai suoi brutti ricordi anche lui sembrava pi rilassato, come se quella citt immensa e brulicante riuscisse a distrarlo dalle preoccupazioni.
Gi in treno Charlotte si era fatta una prima impressione delle incredibili dimensioni di quella metropoli che allungava i suoi sobborghi come tentacoli sulle campagne circostanti e sembrava alimentata da fiumi di persone che ogni giorno, grazie alla ferrovia, si riversavano da ogni direzione verso il centro del Moloch. La citt, comunque, non li accoglieva con un aspetto minaccioso; anzi, era come se li assorbisse, e lei desider tanto iniziare a camminare e smettere solo quando i suoi piedi non avessero pi retto.
Passarono accanto al St. James' Park e a Buckingham Palace, dove la piccola sgran gli occhi e chiese se la regina fosse in casa.
S, c' rispose Sir Andrew rilassato.
Come fai a saperlo? domand Emily, gli occhi ancora pi sgranati.
Vedi quella bandiera lass? Quello  lo stendardo della famiglia reale britannica. I tre leoni d'oro inglesi, il leone rosso rampante della Scozia, e l'arpa irlandese. Quando sventola, vuol dire che la regina  in casa.
Be', mi sembra molto pratico, cos la gente sa subito se la trova rispose Emily. Anche a me piacerebbe avere una bandiera cos.
Be' intervenne Charlotte. Potresti disegnare uno stemma della tua famiglia e farne un bel quadretto a punto croce.
Ottima idea comment Sir Andrew.
Mr. Ashdown ci verr a trovare, visto che vive qui a Londra, no? chiese Emily, forse per smettere di parlare del lavoro di cucito.
Charlotte scrut Sir Andrew. Anche a lei sarebbe piaciuto sapere cos'avesse in mente il deputato. Forse prima voleva aspettare di vedere le reazioni di Emily al nuovo ambiente. A ogni modo, Ashdown le aveva dato il suo biglietto da visita e detto di avvisarlo con un telegramma, se fosse successo qualcosa d'importante. Ma ora lei non aveva pi nessuno con cui condividere gli avvenimenti, e si sentiva abbandonata. Guard Emily, chiedendosi se la bambina - qualora il dottor Pearson avesse avuto ragione - fosse stata al corrente dei propositi della madre. E, in quel caso, se fosse pienamente consapevole di quello che la madre le aveva fatto. No, pens tra s e s, non doveva saperlo, almeno questo no! Fece un intenso respiro, per frenare l'ondata di paura che sentiva montare dentro di s.
Al mattino, al momento dei saluti, Nora ed Emily avevano pianto. Forse la ragazza aveva capito che i suoi giorni da bambinaia ormai erano agli sgoccioli. Aveva preso da parte Charlotte e, in tono supplichevole, le aveva detto: Non deve credergli, Miss, quello che ha detto il dottor Pearson non era vero! Lady Ellen non avrebbe mai fatto una cosa del genere, era la migliore madre del mondo!.
Charlotte le aveva messo una mano sulla spalla. Va bene, non ti preoccupare.
E adesso cosa ne sar di me? Quando torner Emily? Qui non servo pi,  evidente. Sir Andrew ha detto che nel frattempo devo occuparmi di mia nonna. Ma io non so...
 una buona idea. Sar felice di avere un po' di compagnia.
Tuttavia, l'aveva lasciata l con un senso di vuoto nello stomaco.
Charlotte sapeva che Sir Andrew era un uomo abbiente, ma quando arrivarono a destinazione rest comunque sorpresa: palazzi eleganti, ingressi fiancheggiati da colonne, piazze alberate. D'estate, il contrasto tra quel bianco abbagliante e il verde acceso delle foglie doveva essere meraviglioso.
Pap, che bello! disse Emily. Qui ci vivono i duchi e i conti, vero?
No, no rispose lui scuotendo la testa. Non solo.
Per anche i duchi e i conti?
S, Emily, anche loro.
Chester Square era una piazza stretta e lunga, al centro un fazzoletto verde delimitato da una ringhiera in ferro battuto. Su un lato del rettangolo, una chiesa in pietra chiara e un campanile a punta.
 proprio bellissimo.
Sir Andrew guard Charlotte sorridendo. Piace molto anche a me,  una specie di oasi nel cuore della citt. Certo, non cos maestosa come Eaton o Belgrave Square, ma in compenso pi tranquilla.
Nelle sue parole risuon una nota di orgoglio, e Charlotte si chiese se l fosse felice in tutto e per tutto o sentisse la mancanza della moglie. A un tratto si rese conto di quanto quell'uomo le fosse ancora estraneo. Mentre con Tom Ashdown era entrata in confidenza dopo poche ore, Sir Andrew era una di quelle persone barricate dietro il silenzio e la cordialit.
La carrozza si ferm e il cocchiere l'aiut a scendere. Il palazzo, di cui l'appartamento di Sir Andrew occupava il primo piano, aveva un intonaco color crema. Vicino all'ingresso c'erano dei gradini con un corrimano nero lucido che conducevano in una specie di seminterrato, con piante di erica poggiate sul davanzale.
L vive Mrs. Clare che si occupa della casa quando io sono qui in citt. Poi ci sono una cameriera e una donna delle pulizie spieg prima di suonare alla porta. Il cocchiere trascin dentro le valigie, Sir Andrew gli aveva dato una ricca mancia perch le portasse fino al primo piano.
Mrs. Clare era una donna robusta intorno alla cinquantina, la faccia arrossata per il tanto tempo trascorso all'aria aperta. Sembrava pi la moglie di un contadino che una donna di citt.
Benvenuto Sir Andrew. Cos questa  la sua incantevole figlia?
S, Mrs. Clare. Questa  Emily. E questa  la sua istitutrice, Frulein Pauly.
Molto lieta, Miss.  la prima volta che viene a Londra? Allora immagino vorr vedere molte cose,  un posto unico al mondo.
La governante sembrava un tipo loquace, meno male. Lei  proprio londinese di nascita? domand Charlotte per fare conversazione.
S, Miss, e ne vado molto fiera. Anche del fatto, in realt, di non essermi mai allontanata dalla mia citt pi di dieci miglia. Il mio Eddie, che Dio l'abbia in pace, mi proponeva spesso di andare a Brighton, ma io dicevo sempre che...
Sir Andrew le rivolse un'occhiataccia.
Mi scusi, Sir, parlo troppo. Prego, da questa parte.
Chiuse la porta e precedette il padrone su per i gradini, fino al primo piano: pareti color crema, tappeti rosso scuro, il corrimano di un giallo miele luccicante, un lampadario di cristallo che scendeva dal soffitto in pendagli che creavano meravigliosi giochi di luce. C'era odore di limone e tabacco di buona qualit.
Emily salendo le scale si guardava intorno con occhi pieni di meraviglia, e Charlotte pens subito a quanto quella casa, chiara e accogliente, fosse diversa da Chalk Hill, chiusa tra il bosco fitto e scuro e il folto e rigoglioso giardino. Qui forse Lady Ellen sarebbe stata pi felice?, si chiese. Poi per le venne in mente che era cresciuta in campagna, e rimasta l per suo desiderio, dopo le nozze con Sir Andrew.
La bambina sembrava a suo agio, e Charlotte sper che in quel posto, in cui non c'era nulla che le ricordasse la madre, potesse ritrovare la pace.
Era un appartamento grande, luminoso ed elegante almeno quanto il resto del palazzo. Mobili delicati, rivestimenti e tappezzerie color crema o verdi, niente che sembrasse esagerato o troppo maschile. Se non avesse conosciuto la situazione, avrebbe senz'altro pensato a una mano femminile.
Sir Andrew si era gi ritirato nella sua stanza. Mrs. Clare guid Charlotte per un lungo corridoio aprendole tutte le porte.
Questa  la camera di Miss Emily, la prossima  la sua. Accanto c' il salotto, in cui potrete fare anche lezione.
A Charlotte non dava alcun fastidio che non avessero uno spazio tutto loro, e il fatto di dormire vicino a Emily le andava benissimo. Cos se fosse successo qualcosa, di notte, lo avrebbe notato subito.
Mrs. Clare, avrei un favore da chiederle disse all'improvviso. Per caso conosce una bottega o un negozio di giocattoli in cui riparano bambole?
Sa, la mia Pamela ha bisogno di una nuova faccia intervenne Emily.
La donna sorrise. Cos, su due piedi, non mi viene in mente, ma chieder in giro. Sono sicura che troveremo un bravo dottore per Pamela.
Charlotte si sent travolta da uno strano, ma piacevole calore, che non aveva nulla a che fare con quella casa ben riscaldata.
Quella donna aveva un atteggiamento materno e sincero, era completamente diversa da Mrs. Evans, e parve guadagnarsi subito la fiducia della piccola. Forse dopo la morte della moglie Sir Andrew avrebbe dovuto portare la bambina a Londra pi spesso. Quanto le sembrava freddo, umido e buio Chalk Hill in confronto con quell'appartamento! Quanto le sembrava tetra la casetta della folle Tilly Burke, e inquietante la foresta dei druidi in cui quei tassi nodosi avevano allungato i loro rami verso di lei! Forse era un paradosso, ma proprio Londra, famosa per la sua puzza e la sua nebbia, le pareva una specie di paradiso. Non pot fare a meno di sperare che ci rimanessero a lungo.
Mio Dio, Ashdown, ma cosa le  successo? domand Henry Sidgwick preoccupato dopo che Daisy lo ebbe condotto in salotto. Ha un aspetto terribile.
Tom si alz e gli porse la mano. Be', diciamo che sono la conferma vivente che lo studio di fenomeni soprannaturali pu essere strettamente legato a pericoli assolutamente naturali rispose lui sorridendo e offrendo al suo ospite una poltrona vicino al camino.
Su, racconti, il suo telegramma mi ha oltremodo incuriosito lo sollecit il professore.
Gradisce un brandy? Ci sta bene, con questo tempo ostile replic impassibile per poi rifiutare con un gesto l'offerta di Sidgwick che voleva aiutarlo con il bicchiere e la caraffa. Ce la faccio.
Il suo ospite prese il bicchiere. Adesso per si sieda. Mi innervosisce vederla camminare con questo braccio appeso.
Tom sprofond nella poltrona ridendo e lo guard con occhi vivaci e luminosi. Innanzitutto volevo ringraziarla, Henry. Per avermi coinvolto in questa incredibile avventura.
Be', all'inizio non sembrava. Su... mi dica!
Tom bevve un grosso sorso e inizi il suo rapporto. Mentre parlava, gli occhi di Sidgwick continuavano a dilatarsi; si chin in avanti come a non voler perdere nemmeno un dettaglio. A un certo punto, Tom si alz di nuovo e prese a camminare avanti e indietro, sottolineando i passaggi pi importanti con un gesto del braccio sano. Alla fine si appoggi al camino e guard Sidgwick pieno di aspettative.
Allora, cosa ne pensa?
Ha ragione.  proprio incredibile.
Ah, ovviamente non serve che le dica che la storia va trattata con il massimo riserbo. Nessun estraneo alla nostra cerchia deve saperlo. Glielo devo, a Sir Andrew. Anzi, soprattutto alla bambina.
Certo. Ma...
Non ho risolto il caso.  questo che intende?
Vede, Tom, noi non siamo la polizia, ma ammetto che era questo che intendevo. Sir Andrew le ha detto se intende proseguire?
Tom sollev la spalla sana. Forse vuole prima aspettare di vedere gli sviluppi delle condizioni di Emily qui a Londra. Magari  ancora convinto che si tratti di sonnambulismo, insomma che in un nuovo contesto, privo di ricordi dei tragici eventi passati, tutto si risolva da solo. Sa,  una di quelle persone che preferisce ignorare le difficolt, invece di guardarle in faccia.
Per lei non crede a una soluzione cos facile, non  vero? domand subito Sidgwick.
No. Tom si sedette e inizi a picchiettarsi un pollice contro i denti. Ripensi a quello che le ho appena raccontato. Che i sospetti del dottor Pearson fossero o meno fondati... quel che  certo  che la bambina ha riportato dei danni psicologici. Ma se continuiamo a formulare ipotesi non corroborate da fatti non andremo da nessuna parte.
E le sue ipotesi sarebbero...?
In sostanza le possibili spiegazioni sono due: o Emily vede davvero i fantasmi, oppure c' una spiegazione razionale, e le sue sofferenze sono solo di natura psicologica. A ogni modo, la chiave di tutto  la morte di Lady Ellen.
Allora provo a fare l'avvocato del diavolo propose Sidgwick. Come la mettiamo con la lettera di addio della quale la piccola in teoria non avrebbe dovuto sapere nulla? E della sciarpa ritrovata sulle rive del fiume?
Tom riflett. Forse la lettera l'ha vista da qualche parte. Oppure ha sentito parlare qualcuno della sciarpa. Anche se Sir Andrew ha vietato ai domestici qualsiasi riferimento alla tragedia,  comunque possibile che ci siano stati dei pettegolezzi. I domestici potrebbero averlo raccontato a qualcuno che, a sua volta, lo ha riferito a Emily. Per esempio Nora, la bambinaia. Che svolge comunque un ruolo strano, nell'intera faccenda. In questo caso, la Societ sarebbe fuori dai giochi, ovvio.
Sidgwick inarc un sopracciglio, prese il portasigari dalla tasca della giacca e ne offr uno a Tom, che rifiut a favore di una sigaretta. Quindi abbandoner il caso?
Non ci penso nemmeno replic Tom indignato.  troppo interessante.
E anche l'istitutrice, vero?
Tom si gir di scatto, per nascondere il volto paonazzo. In che senso, scusi?
Il professore aspir con gusto il suo sigaro e si guard le mani curate. Be', anch'io ho giocato un po' al detective e tratto qualche conclusione. E insomma... il nome Pauly ricorre diverse volte...
Ma  naturale,  molto legata a Emily.
Tanto da portarla a prendere il t?
Rispettando per tutte le regole del decoro.
Mi sembra abbia condiviso con lei informazioni e teorie che a Sir Andrew non avrebbe rivelato neanche sotto tortura...
Perch avevo i miei buoni motivi.
E ha permesso che venisse a svegliarla nel cuore della notte, e a sua volta ha bussato alla porta della sua camera...
Va bene, Henry, lo ammetto,  una donna... interessante. Lanci un'occhiata di sfida al suo ospite.
Peccato che non ci sia la mia cara Eleanor. Lei  una grande intenditrice dei meandri dell'animo umano.
Le dispiace se adesso torniamo al vero argomento della nostra conversazione? disse Tom, a disagio.
Ma certo. Anzi mi scusi se ho esagerato.
Con un cenno della mano Ashdown gli fece capire che la cosa era gi dimenticata.
Da un punto di vista medico, la domanda  se il dottore avesse ragione, con le sue supposizioni. E, se  cos, se Lady Ellen non soffrisse di una malattia mentale.
Sidgwick incroci le braccia davanti al petto e guard Tom pensieroso. Chieder ai miei amici medici se una simile malattia esiste, o perlomeno se  ipotizzabile. E lei aspetter di vedere come si comporta la bambina nel nuovo contesto.
Il problema  che non sono mai stato bravo ad aspettare disse Tom sorridendo. Tra qualche giorno andr a Chester Square per dare il benvenuto ufficiale alla piccola Emily a Londra.
Dopo che Sidgwick se ne fu andato, Tom prese posto allo scrittoio e pass in rassegna la posta che Daisy gli aveva lasciato sul vassoio. Dopo aver sbrigato la posta - tra cui un telegramma del suo caporedattore che chiedeva impaziente della prossima recensione - si vers un altro bicchiere di brandy. Gli prudeva la ferita, forse un primo segno di guarigione. Allung le gambe, si appoggi comodamente allo schienale e lasci vagare lo sguardo per la stanza.
Sent un'agitazione che non riusciva a definire meglio e che, ne era sicuro, non aveva nulla a che fare con il caso Clayworth. Guard l'angolo di Lucy, come se potesse trovarvi una risposta. Poi si ricord della lettera di Sarah Hoskins, che aveva ricevuto in hotel e a cui non aveva mai risposto. Non ne aveva avuto voglia e le indagini, come le chiamava tra s e s, avevano richiesto la sua completa attenzione. Era per questo che si sentiva agitato? Avrebbe dovuto rispondere aggiungendo qualche riga amichevole per Emma Sinclair? No, non gli andava, per nulla.
Tom si alz, si sfil la fasciatura, la butt su una sedia e inizi a muovere il braccio, piano. Stava meglio. Poi inizi a camminare per la stanza, con una sigaretta in mano, si ferm e guard fuori dalla finestra. Sentiva la mancanza di qualcosa. Forse della tensione degli ultimi giorni, la sensazione di essere a caccia e avvicinarsi sempre di pi alla preda? Che confronto assurdo! Eppure...
Gli occhi tornarono all'angolo di Lucy, sempre buio e abbandonato. Per stavolta guardandolo sent risuonare dentro di s le parole di Sidgwick - E anche l'istitutrice, vero? - e ripens al loro scambio di battute in proposito. Sulle sue labbra affior un sorriso.

32.

Le prime notti filarono lisce. Il gioved mattina Sir Andrew fece colazione presto con Charlotte, mentre Emily ancora dormiva.
Desidero che oggi ricominci le sue lezioni con Emily, la sua vita deve riprendere una routine normale. Gli sconvolgimenti dell'ultimo periodo non le hanno fatto bene.
Charlotte lo guard oltre il bordo della sua tazza di t. Certo. E oggi pomeriggio faremo un'altra passeggiata, come negli ultimi giorni. L'aria fresca sembra giovarle.
Non ho nulla in contrario, se prima  stata diligente disse
lui.
Charlotte, in realt, era agitatissima. Il fatto che nelle ultime notti Emily non avesse avuto problemi sembrava confermare la speranza di Sir Andrew che un viaggio in treno di venti, trenta miglia avrebbe risolto tutto. Da una parte si sentiva sollevata, dall'altra non poteva dimenticare quello che era successo a Chalk Hill e le parole di Nora. Pensava spesso a Tom Ashdown chiedendosi quando sarebbe venuto a trovare Emily. Oppure Sir Andrew gli aveva comunicato che non c'era pi bisogno di lui, visto che la bambina si era rimessa?
Questo pensiero la preoccup.
Dopo che Sir Andrew fu uscito Charlotte svegli Emily dicendole che Mrs. Clare aveva davvero chiesto in giro riguardo a un ospedale per le bambole e ne aveva trovato uno a Chelsea.
Una signora molto brava, dicono che lavori benissimo le aveva detto la governante. Miss, credo che possiamo spedirle la bambola della piccola Emily.
Alla buona notizia, Emily salt fuori dal letto. Frulein Pauly, non possiamo andarci noi, insieme? Cos posso scegliermi una testa che mi piace. Io... io vorrei che Pamela riavesse quella di prima, ecco.
Charlotte riflett. Ti faccio una proposta. Se oggi e domani farai la brava, ci andiamo domani pomeriggio. Oggi faremo un'altra passeggiata.
Emily inclin la testa di lato e annu. Allora mi sbrigo a vestirmi, cos iniziamo subito con la lezione.
Charlotte la lasci sola. Non le avrebbe fatto male prendere l'abitudine di vestirsi senza l'aiuto della bambinaia. And in salotto, prepar un tavolo di lavoro per la bambina e poggi le sue cose su un tavolino pi piccolo. Lo spazio non era molto adatto, ma sarebbe andato bene comunque. Continuava ad avere la paradossale impressione che in quell'appartamento nel cuore di una metropoli potesse respirare in maniera pi libera che in mezzo alle foreste del Surrey.
Prese il mappamondo messole a disposizione da Sir Andrew e mentre cominciava a sistemare i suoi libri su un ripiano Emily spunt sulla porta, raggiante. Si era fatta le trecce da sola, le erano venute benissimo. Eccomi!
Oh, Emily, stai diventando proprio una brava signorina.
La bambina entr e si guard intorno.  bello, qui. Cominciamo?
Mrs. Clare era davvero molto pi loquace di Mrs. Evans, e Charlotte decise di approfittarne. Dopo pranzo, diede a Emily un
compito da ricopiare e and a fare due chiacchiere con la donna.
Emily  una bambina stupenda disse Mrs. Clare. Peccato averla conosciuta solo ora. Il povero Sir Andrew  stato sempre cos in pena per la sua salute.
Ne parlava spesso?
No, in realt no, ma io lo vedevo che aveva il cuore pesante. Un uomo per bene, sempre gentile e mai fuori luogo.
Ha conosciuto anche la moglie?
Mrs. Clare annu. Dopo il matrimonio sono venuti qui per qualche giorno, lui sembrava molto innamorato.
Charlotte not che aveva usato il singolare e si chiese quanto potesse chiedere senza sembrare un'impicciona. Fu Mrs. Clare a decidere per lei.
La moglie era molto silenziosa, forse per timidezza. Che  una cosa normale, quando uno... Insomma, era ancora molto giovane. La governante si zitt e si pul le mani sul grembiule. Mi scusi, non volevo essere indiscreta.
Ma no, io sono sempre felice di parlare con persone che conoscevano la madre di Emily la rassicur subito Charlotte. Mi aiuta a capire meglio la bambina.
Certo rispose la donna sollevata.  solo che il mio defunto marito diceva sempre che parlavo troppo. A volte mi faccio prendere dal discorso,  pi forte di me. Comunque, Sir Andrew amava molto la moglie, si vedeva lontano un miglio. Quando lo invitavano da qualche parte sembrava sempre triste che lei non potesse accompagnarlo, anche se in mia presenza non ha mai detto nulla, ovvio. E quando era lui a invitare qualcuno, quasi sempre colleghi della politica, pareva a disagio di non avere al suo fianco una donna che facesse gli onori di casa.
S, immagino disse Charlotte, sempre pi stupita dalla loquacit della donna. Dev'essere stato ancora pi difficile per lui
perderla dopo che avevano passato cos poco tempo insieme.
Parlo come un romanzo di bassa lega, pens Charlotte divertita, chiedendosi subito dopo cosa avrebbe pensato Tom Ashdown.
Ha ragione comment la governante seria. Ma  bello vedere che adesso la piccola sta bene. Era sempre preoccupato, sul serio. Sar una grande consolazione per lui.
Emily  una bambina molto speciale replic Charlotte. Avrebbe voluto tornare all'argomento Lady Ellen, ma non voleva sembrare troppo invadente. Cos disse: Le dispiacerebbe presentarmi la domestica, cos la conosco?.
Certo, Miss.
Usc dalla stanza e torn poco dopo con una ragazza rotondetta che fece un inchino. Questa  Lizzie. Su, Lizzie, presentati.
Charlotte fece fatica a capire la ragazza che parlava in dialetto londinese.
Per favore, sforzati di parlare un inglese decente, sai quanto ci tiene Sir Andrew.
S, Miss. S, Mrs. Clare.
Charlotte sorrise. Per favore, fai in modo che il salotto sia sempre ben riscaldato, prima della lezione, al mattino.
Certo, Miss.
Dopo che Emily ebbe finito i suoi compiti, verso le tre e mezzo si vestirono e si prepararono per la loro passeggiata. Charlotte voleva tornare in tempo per il t, anche perch faceva freddo e buio presto. Stavano per uscire, quando arriv un telegramma.
Per lei, Miss.
Charlotte guard un po' stupita la domestica che le porgeva il telegramma su un vassoio d'argento.
Grazie. Lo apr e lo lesse tutto d'un fiato, il volto illuminato da un sorriso.
Bella zona per gli amanti della letteratura. Mary Shelley viveva l a due passi. Consiglio Frankenstein come lettura della buonanotte, se non mette troppa paura. Domani mi permetto di passare per una visita. Saluti, T.A.
Quell'uomo  un chiaroveggente, pens. Aveva sentito parlare di quel romanzo, ma non lo aveva mai letto. Forse era arrivato il momento.
Fuori furono travolte da un vento forte, che sollevava le foglie secche in una strana danza e faceva tremolare le sciarpe. Emily saltellava dietro i mulinelli su un piede solo e Charlotte ebbe di nuovo la sensazione che l a Londra la bambina fosse pi felice, come se si fosse liberata da un peso.
Pochi passi e si fermarono davanti al palazzo con il civico 24, molto simile a quello che ospitava l'appartamento di Sir Andrew, ma con un piano in meno.
Cos'ha di speciale questo palazzo? domand Emily curiosa. Qui viveva una famosa scrittrice rispose Charlotte. Purtroppo non so molte cose di lei. Ci vive ancora?
No,  morta. Ma ha scritto un libro su uno scienziato che costruisce un uomo artificiale.
Oddio che paura. Ma  vero o  una favola? Charlotte sorrise. Chiss. Diciamo che  una favola per adulti. Appena capita l'occasione me lo compro.
Il prato verde al centro della piazza in quel periodo dell'anno aveva un'aria mesta, ma le aiuole, i praticelli e gli alberi davano un'idea di quanto dovesse essere bello nelle altre stagioni.
Frulein Pauly, dobbiamo assolutamente tornarci con la bella stagione, per sederci su quella panchina l, vede? Io lavoro a maglia, e lei mi racconta una storia.
Se tu ti offri spontaneamente di fare un lavoro a maglia, come faccio a dire di no? Vediamo quanto restiamo.
Be', io a Natale vorrei essere a casa disse Emily con un filo di voce guardandosi le scarpe.
Charlotte prosegu in silenzio. Mancava ancora un mese e mezzo alle feste, le prime trascorse lontano dalla sua patria.
Raggiunsero la pomposa Eaton Square e tornarono indietro.
Mrs. Clare ci preparer un bel t caldo, e mi ha promesso anche dei biscotti! disse Charlotte vedendo che la bambina si era fermata all'improvviso. La guard, ma lei era da tutt'altra parte. Fissava il vuoto, come se ascoltasse una vocina dentro di s.
Che c'? domand preoccupata.
Niente. Io... io pensavo... Si zitt.
Charlotte sent un groppo in gola. Che  successo? insist. Hai visto o sentito qualcosa?
Emily scosse la testa. No. Prosegu a passo lento. No.
I biscotti avevano un bell'aspetto, ma sapevano un po' di segatura. Charlotte mastic bene ogni boccone e lo mand gi per non far rimanere male Mrs. Clare, mentre Emily mangi di gusto. Charlotte la stava osservando, sembrava tranquilla, nessun segno di paura o agitazione. La bambina non si era accorta di aver fatto preoccupare la sua istitutrice.
Era stato solo un momento, ma in quell'attimo Emily era sembrata assente, come a Chalk Hill, quel pomeriggio, mentre bevevano il t.
Charlotte desider che Ashdown venisse quel giorno stesso, non il seguente. Viveva a poche miglia di distanza, ma per lei era come se fosse all'altro capo dell'Inghilterra.
Buoni, vero?
Alla domanda di Emily, Charlotte ebbe un sussulto.
Ne ho mangiati gi tre... posso prenderne un altro?
Scusa Emily, ero un po' distratta. Guard le briciole sul piatto della bambina. Tre, hai detto?
Emily annu con un po' di vergogna.
Charlotte si schiar la voce. Un altro, ma poi basta, altrimenti poi ti senti male.
Emily prese il quarto biscotto raggiante.
Ma dimmi, cos' successo, prima, per strada? Quando ti sei fermata all'improvviso...
La bambina mastic e deglut.  stato strano, come se sentissi una voce. Sembrava la mamma. Sicuramente mi sta cercando.
Non fu facile per Charlotte esprimere i suoi timori in poche parole. Quando fin, chiam la domestica Lizzie.
Potresti spedire questo telegramma per me?
Certo, Miss. Lo prese e fece un inchino.
Charlotte le diede un po' di soldi, una cifra che le sembr sufficiente.
Poi rest di nuovo sola con i suoi pensieri. Si chiese se raccontare a Sir Andrew dell'episodio accaduto per strada, e prov quasi compassione per lui. Si era illuso di essersi lasciato alle spalle le ombre che aleggiavano su Chalk Hill. Ma non sarebbe servito a nulla, doveva dirglielo.
Cerc di distrarsi iniziando a disegnare con Emily lo schema della bandiera britannica da realizzare a punto croce.
Poi, a un certo punto, sent la voce di Sir Andrew in corridoio.
Tuo padre.
Emily gir subito il disegno che aveva tra le mani. Dev'essere una sorpresa! Poi alz gli occhi verso la porta, impaziente.
Ma lui non entr. Lo sguardo deluso della bambina trafisse Charlotte come una pugnalata.
Dopo cena l'istitutrice buss allo studio del padrone di casa ed entr.
Posso parlarle cinque minuti?
Certo rispose lui alzando gli occhi dalle carte. Prego, si sieda.
L'istitutrice raccont l'episodio avvenuto in strada e ci che aveva detto Emily poco dopo durante il t. Lui impallid.
Cosa ne pensa?
Prima di rispondere, lei riflett qualche secondo. Direi che la spiegazione del sogno o del sonnambulismo vanno escluse. Esit. Forse ha pensato tanto alla madre preoccupandosi per la partenza che si  immaginata di sentire la sua voce.  possibile. Cerc di essere rassicurante, e il volto di lui piano piano riacquist colore.
S,  possibile.
Charlotte si sforz di mantenere la calma e di mostrarsi convinta delle parole che aveva appena detto. Del resto, cosa avrebbe potuto dirgli? Che la figlia soffriva di allucinazioni o parlava con i fantasmi?
Se dovesse accadere di nuovo, per favore mi avvisi. Devo sapere subito cosa succede a mia figlia. Non si faccia problemi, non mi risparmi nulla. Come se avesse capito quanto fosse stata combattuta, prima.
Stava per alzarsi quando bussarono alla porta. Lizzie entr con un telegramma. Sir Andrew stava gi per prenderlo ma la domestica si gir verso Charlotte. Per lei, Miss.
Charlotte non os nemmeno guardare il padrone, lo prese e si avvi verso la porta con il cuore in gola.
Era un telegramma breve, ma dallo stile inconfondibile.
Tenga duro. Io mi preparo per un Amleto. Speriamo bene.
A domani,
T.A.
La notte trascorse tranquilla, ma Charlotte dorm male, svegliata di continuo da sogni strani. Se ne ricord solo uno: una donna che scendeva gi da un tasso millenario del Druid's Grove e con voce mielosa la attirava verso il fiume.

33.

Sir Andrew preg Charlotte di ricevere Tom Ashdown.
Io sar in Parlamento tutto il giorno e le lascio carta bianca disse a colazione. Gli racconti pure l'episodio della strada, anche se... ieri sera eravamo d'accordo che potrebbe avere cause naturali, spiegabili, no?
Non proprio, pens Charlotte, non eravamo proprio d'accordo. Lei gli aveva prospettato una possibile spiegazione, che lui aveva prontamente accettato, ma questo non voleva dire che lei la condividesse.
Per tutta la mattina dovette richiamarsi all'ordine per concentrarsi sulla lezione. Con suo grande sollievo, Emily sembr non notare che la maestra era distratta, e lavor di buona lena.
Poco dopo mezzogiorno il cielo si rabbui. Si guardarono, poi Emily salt in piedi e corse alla finestra. Frulein Pauly, venga a vedere, il cielo...  giallo!
Charlotte si avvicin. Era vero, la piazza era stata avvolta da una luce sulfurea: le case, gli alberi e i lampioni sembravano finti.
Ma cosa succede? domand la bambina.
In quel momento sentirono un rimbombo, il vento si alz, pieg anche i rami pi grossi e appiatt gli steli d'erba al centro della piazza. Le foglie secche salirono vorticando fino ai tetti, quasi a confondersi con il cielo giallo.
Un temporale.
In questa stagione?
Certo, pu capitare anche in questa stagione. Dai, guardiamo che succede... adoro i temporali.
Speriamo che Mr. Ashdown sia al riparo disse la bambina.
Speriamo che venga comunque, pens Charlotte.
Ma certo che  al riparo. Secondo me non  ancora uscito, aspetter che passi il temporale.
Cos restarono fianco a fianco incollate alla finestra a guardare il vento diventare pi impetuoso e scuotere gli alberi, creando mulinelli di cartacce sul vialetto. I tuoni diventarono pi forti, il cielo fu attraversato dai primi lampi.
Per a me i temporali piacciono pi d'estate, perch dopo c' quel buon profumo di polline disse Emily.
S, e poi arriva il frescolino. A me per piacciono anche d'inverno, quando scoppiano all'improvviso. Sai cosa succede, quando arriva un temporale?
Non bene.
Charlotte ne approfitt per farle una breve lezioncina di fisica.
E dove devo andare per mettermi al riparo? domand Emily. Posso andare sotto un albero, o no?
Mai sotto alberi isolati. Perch i lampi colpiscono i punti pi alti. Da noi in Germania c' un detto che dice: "Stai lontano dalla quercia, cerca riparo sotto il faggio". Ma  sbagliato, gli alberi sono tutti uguali. La cosa migliore  cercare un avvallamento e stare in un posto basso. Per esempio sotto un ponte.
Nel frattempo il cielo si era fatto scuro come la notte, il giallo era diventato blu. In pochi minuti il parco e la strada furono ricoperti da un manto di grandine bianca. Charlotte apr un po' la finestra.
Dammi la mano.
Qualche chicco di grandine gelata entr.
La bambina li tocc con la punta delle dita, poi se li appoggi a una guancia. E quindi in bocca. Mmm... buoni!
Charlotte sorrise. All'improvviso si ricord di quando, da bambina, buttava la testa all'indietro e con la lingua cercava di prendere i fiocchi di neve che cadevano.
Finita la grandinata, comparvero i primi domestici che cercavano di liberare i vialetti d'ingresso dei palazzi da quel fango ghiacciato.
Eccolo! strill Emily all'improvviso indicando la strada.
Un uomo in soprabito nero e cappello, il collo avvolto in un'ampia sciarpa, che camminava rapido verso la casa. Poco dopo sentirono suonare, qualcuno and ad aprire.
Charlotte stava quasi per dire Avanti ancora prima che bussassero.
I capelli umidi, il volto arrossato dal freddo. Tom Ashdown guard Emily divertito.
Dopo il terribile Amleto di ieri sera,  bello incontrare due giovani donne cos intelligenti! Che piacere!
Non sarei mai dovuto andarci, mi avevano anche avvertito disse Ashdown scaldandosi le mani con la tazza del t. L'attore che faceva Amleto era terribile, un eroe attempato in calzamaglia, che si  dimenticato met del testo. Il fantasma del padre doveva ricordargli le battute di continuo. E anche Ofelia, la quale a un certo punto gli ha suggerito "Va' in un convento" a voce cos alta che l'hanno sentita fino in piccionaia. Certo, avrebbero potuto risparmiargli questa tortura accorciando il testo, ma il regista voleva riproporre a tutti i costi la versione integrale di cinque ore. Scosse la testa. Cos dopo il terzo atto ho levato le tende.
Frulein Pauly, me lo fa leggere? disse Emily. Sembra bello!
Forse  un po' troppo presto rispose l'istitutrice dubitando che la storia del principe danese fosse adatta per una bambina di otto anni cos sensibile come Emily.
Se vuoi te lo racconto. E prima o poi lo leggerai. Sai,  scritto in un inglese difficile disse Ashdown entusiasta iniziando a raccontare la trama in maniera cos avvincente che anche Charlotte si sent coinvolta, nonostante la conoscesse a memoria.
Mentre erano l, quasi dimentic il motivo per cui gli aveva scritto preoccupata quel telegramma. Doveva parlarci assolutamente a quattr'occhi.
Emily, ti dispiacerebbe lasciarci soli per qualche minuto?
La bambina la guard stupita. Ma Mr. Ashdown voleva raccontarmi del re e delle tre figlie e...
Riprenderete dopo. Lo disse in tono gentile ma pi deciso del solito, e la sua alunna cap subito che era una cosa seria. Si alz, fece un inchino e usc dal salotto.
Ashdown guard l'istitutrice un po' interdetto. Certo che... per niente al mondo vorrei essere un suo allievo indisciplinato! Con lei non si scherza.
Charlotte si chiese se prenderlo come un complimento. Lei non ha idea di cosa succede, in certe classi. Possono diventare un inferno, se uno non sa prendere i bambini. Non pu immaginare che pene abbiano passato alcune istitutrici trovandosi contese tra i padroni, che comunque le guardavano dall'alto in basso, i domestici che le evitavano e i bambini che non le apprezzavano o addirittura le odiavano! disse in un tono che non ammetteva repliche.
Lui rest di stucco. Mi scusi, non sapevo avesse alle spalle esperienze cos spiacevoli.
Non mi riferivo a me rispose subito lei. Io sono stata fortunata, quasi sempre. Ma conosco istitutrici di una certa et, malate e invecchiate anzitempo, che adesso conducono una vita misera perch non possono o non vogliono pi fare il loro lavoro.
Lui la guard contrito. Allora le chiedo scusa un'altra volta. Le donne come lei spesso vengono considerate fortunate, insomma uno crede che facciano la bella vita perch vivono in posti come questo, ma non si pensa mai che...
... che non hanno un cuore di pietra? Charlotte torn a sorridere.
Be', forse mi sarei espresso in altri termini ma s, il senso  quello.
Con Emily, comunque, non devo usare quasi mai quel tono.  una bambina molto affettuosa e diligente. Anzi, quando la riprendo spesso  perch  troppo diligente. Ma non  di me che dovremmo parlare.
Certo. Il suo telegramma. Mi dica... Mi spieghi cos' successo ieri.
Charlotte gli raccont l'episodio con la maggior dovizia di particolari possibile.
Tutto qui?
S. Comunque durante il t si era gi ripresa. Era di nuovo di buonumore, spensierata. Come se l'ombra che si era posata su di lei fosse gi svanita. Secondo lei ha davvero sentito qualcosa? Non posso crederci.
Ashdown la guard pensieroso. Ecco, io non sono un esperto di queste cose. Ho fatto rapporto sul caso al dottor Henry Sidgwick e lui non vi vede alcuna traccia di soprannaturale. Esit. In tutta sincerit, io credo che la soluzione sia a Chalk Hill o nelle sue immediate vicinanze. Ci sono cos tante questioni aperte, che vanno ben oltre le visioni di Emily, o come ci piace chiamarle. Ma fin quando Sir Andrew si ostiner a non voler affrontare la cosa per quello che , non troveremo risposte. Francamente, le confesso che il mio sapere  a un punto morto.
Charlotte lo guard angosciata. Se nemmeno lui sapeva cosa fare, chi poteva saperlo? All'improvviso l'idea di tornare a Chalk Hill con Sir Andrew ed Emily e continuare la vita di prima le fece paura.
Non si sente bene? domand Ashdown preoccupato.
Scusi,  stato solo... un giramento di testa.
L'atmosfera, nella sala, era cambiata, gli occhi di lui si erano fatti serissimi. Miss Pauly, lei ha paura.
La donna guard per terra. Io... io non so se ce la faccio ad andare avanti cos. Respir profondamente. Se Sir Andrew decider di tornare a casa - insomma, presto sar Natale - e tutto ricomincer come prima... Si morse un labbro, per non mostrarsi debole. Io non voglio piantare in asso Emily, ma non so se ho la forza per continuare a vivere in quella casa. Sentendo passi di notte. Avendo paura del bosco. O che prima o poi Emily davanti alla finestra aperta...
Sent il tocco di lui, e alz gli occhi. Si era avvicinato e le aveva posato una mano sul braccio, con dolcezza.
Parler con Sir Andrew, gli dir tutto, tutto quello che penso.
Ma se lo fa, lui... lui licenzier Nora!
Forse avrebbe dovuto farlo da tempo rispose lui calmo.
Perch? Secondo lei...
Diciamo che sono quasi certo che Nora abbia a che fare con gli strani episodi notturni. Soprattutto dopo che  entrata gridando in quel modo quando Emily era alla finestra.
Ma perch dovrebbe volere il male di Emily?
Infatti, probabilmente non lo vuole. Al contrario, forse vuole solo il meglio, per la piccola rispose lui in tono provocatorio.
L'appartamento era grande, ma le pareti erano molto meno spesse rispetto alla casa del Surrey, e Charlotte di certo non si tapp le orecchie. Le concitate voci dei due uomini non lasciavano presagire niente di buono.
Ma che diavolo sta dicendo?  inammissibile! sbrait Sir Andrew. Come osa dire una cosa cos ripugnante? Io ho avuto i miei buoni motivi per bandire il dottor Pearson da casa mia!
Le risposte di Ashdown non si sentivano bene. Charlotte dovette indovinarle.
Certo che  una bugia! Sia stramaledetto il giorno in cui le ho chiesto di venire a Chalk Hill! Non ha risolto nulla, solo creato maggiore scompiglio! Se osa avvicinarsi di nuovo a questo appartamento, o a mia figlia, chiamer la polizia!
Quando la porta si spalanc e Ashdown usc, Charlotte si appiatt contro la parete. La porta si richiuse. Lui si pass una mano sulla manica, come se volesse scrollarsi di dosso della sporcizia, e si gir verso l'uscita. Poi la sent, e si volt.
Miss Pauly. Un sorriso triste. Purtroppo non sono riuscito a convincere Sir Andrew.
L'ha cacciato via, vero? disse lei con un filo di voce.
S, direi di s. Non mi capitava dai tempi del college.
Perch deve sempre buttarla sul ridere? domand lei quasi arrabbiata.
Perch certe cose si riescono a sopportare solo cos rispose lui con un'alzata di spalle.
Lei annu. E adesso?
Non lo so.
Stava per dire qualcosa, quando all'improvviso si sent un grido, come Charlotte non ne aveva mai sentiti.
Si precipit in camera di Emily. La bambina, con gli occhi sgranati, era rannicchiata contro la testata del letto. Charlotte nemmeno si accorse che Tom Ashdown l'aveva seguita.
Che succede? E lei, che ci fa ancora in casa mia?
Sir Andrew si fece largo tra i due per avvicinarsi. Cosa  successo a mia figlia?
Sono arrivata in questo momento disse l'istitutrice per poi sedersi accanto alla piccola.
Emily, cos'hai?
Le prese la mano.
Ashdown era ancora sulla porta. All'improvviso sulla stanza era calato il silenzio, come se tutti stessero trattenendo il fiato. Poi Emily inizi a parlare con una voce strana, che non era la sua.
Mamma voleva portarmi con s. Mi ha cercato, ma io non c'ero. Ha pensato che non sarei pi tornata. Allora  salita nella stanza della torre e ha preso un lenzuolo. Lo ha fatto a pezzi, li ha annodati e...
Emily ebbe un sussulto.
Dobbiamo chiamare un medico disse Sir Andrew.
Me ne occupo io rispose subito Ashdown. Mi scriva l'indirizzo.
Sir Andrew lo annot su un foglietto volante e glielo pass. Non disse nulla, ma annu grato.
Poi si gir verso Charlotte. Sembrava disperato, e lei prov compassione per lui, una compassione sincera.
Lei copr Emily con una coperta e le sent il polso. Credo sia svenuta, ma non mi sembra niente di grave.
Niente di grave? Lo disse cos forte che lei lo prese per un braccio e lo trascin fuori dalla stanza. Ha sentito che cosa ha detto?
Charlotte annu. S, ho sentito. Credo che qualcuno dovrebbe andare a Chalk Hill.
Ma stava parlando a vanvera!
Forse, ma bisognerebbe comunque controllare. Non l'avevo mai vista cos.
Io non posso certo lasciarla sola. E non  in condizioni di mettersi in viaggio.
Allora vado io, con Mr. Ashdown rispose Charlotte decisa.
Sir Andrew la guard sconcertato.
Sono sicura che non  un sogno, che non stava parlando a vanvera. Nella sua casa stanno succedendo cose strane, lo sa meglio di me. Ed Emily ne soffre. Se questa storia non finir, presto si ammaler seriamente. E io gi temo per il suo intelletto.
Dalla sua espressione sembrava che per la prima volta anche il padre se ne rendesse conto. Charlotte prosegu a parlare prima che lui potesse sollevare obiezioni.
Chieder a Mr. Ashdown di accompagnarmi. Ci sono treni per Dorking, stasera?
Lui la guard allibito. Vuole partire adesso?
S, Sir, con il suo permesso...
Se necessario, anche senza, aggiunse tra s e s.

34. Westhumble, novembre 1890.

In treno finalmente Charlotte riusc a respirare. L'ora precedente era sfilata via in un vortice di immagini e impressioni: la lite tra Sir Andrew e Tom Ashdown, la crisi di Emily, la sua decisione spontanea di andare subito a Chalk Hill, la profonda preoccupazione che l'aveva travolta senza pi lasciarla.
 molto pallida. Vuole un sorso?
Ashdown aveva tirato fuori una fiaschetta dalla tasca del cappotto e gliela porse. Whisky.
Charlotte non riflett a lungo. Il liquido le scivol gi lasciandole un piacevole bruciore che si propag fino allo stomaco. Not il suo sguardo sorpreso.
Nemmeno un colpo di tosse.
Perch?
Ah, era per dire. Si riprese la bottiglietta e se la rinfil in tasca. Meglio?
Lei annu. Io... io sto cercando di capire cosa diavolo ci faccio qui.
Be',  seduta in treno con un gentiluomo per scoprire se una bambina sta per perdere il senno. Con la speranza che non sia cos.
La sua analisi, tanto breve quanto pertinente, le fece venire un groppo in gola. E secondo lei questa speranza... esiste?
Lui si strinse nelle spalle. Secondo lei?
Silenzio.
Le possibili spiegazioni sono tre. La prima - sonnambulismo e fantasticherie - in realt l'abbiamo gi esclusa. La seconda sarebbe che Emily in qualche modo  davvero in contatto con un mondo che noi, con i nostri sensi, non percepiamo.
E la terza?
Be', penso che lei la sappia gi, ma la ritiene cos improbabile che non ha nemmeno il coraggio di prenderla in considerazione.
Di pi non disse.
Charlotte si appoggi allo schienale. Sir Andrew aveva spedito un telegramma perch Wilkins li venisse a prendere in stazione, ma dubitava che avrebbe fatto in tempo. Nella peggiore delle ipotesi sarebbero andati a piedi.
Per fortuna aveva smesso di piovere, ma appena scesero a Dorking furono travolti da un vento gelido che scosse vestiti e cappelli. Ashdown si avvicin a Charlotte per proteggerla fino a quando non entrarono nell'edificio. Di Wilkins nessuna traccia. All'hotel, per, trovarono una carrozza a nolo. Ashdown and a chiamarla di corsa e torn a bordo di essa, per poi aiutarla a salire.
Chalk Hill, sulla Crabtree Lane. In fretta, per favore.
Non ebbe nemmeno il tempo di terminare la frase che la carrozza part a tutta velocit. Nell'oscurit la zona aveva un aspetto ancora pi tetro, ancora meno familiare del giorno del suo arrivo. Charlotte sent le ombre allungarsi verso di lei, e un senso di pesantezza che si aggravava. Ripens al primo tragitto dalla stazione a Westhumble e quasi prov compassione per la Charlotte di allora, ignara dei misteri che il suo nuovo mondo teneva in serbo per lei. Ripens anche alla bambina, e alla madre che aveva fatto quelle cose indicibili, alla boccetta sotto il pavimento della stanza in cima alla torre e all'aggressione notturna a Ashdown. Quando la carrozza giunse all'ingresso di Chalk Hill, finalmente si riprese.
Ashdown la aiut a scendere. Nessuno  al corrente del nostro arrivo.
Lei annu. Allora sbrighiamoci.
Lui pag il cocchiere, poi corsero verso la casa, nel buio. Tom buss con forza. Nessuna risposta. Buss di nuovo e strill: Aprite!  urgente!.
Attraverso la porta a vetri videro accendersi una luce, poi comparve Susan.
Ah, ma siete voi! Ma non eravate...
Charlotte e Ashdown entrarono. In quel momento arriv Mrs. Evans in vestaglia con i capelli sciolti, un'espressione interrogativa in volto.
Mrs. Evans, lo so che  tardi, ma Mr. Ashdown e io dobbiamo andare immediatamente nella mia stanza. Susan, prendi una lampada.
La governante annu confusa, la domestica si affrett a ubbidire. Poi guard Charlotte e disse: Avrebbe la compiacenza di spiegarmi cosa sta succedendo?.
Mamma voleva portarmi con s. Mi ha cercato, ma io non c'ero. Ha pensato che non sarei pi tornata. Allora  salita nella stanza della torre e ha preso un lenzuolo. Lo ha fatto a pezzi, li ha annodati e...
Non ancora. Quasi strapp la lampada di mano a Susan e si affrett su per le scale, seguita da Ashdown. Davanti alla porta della stanza, si ferm e fece un respiro profondo.
Faccia andare me per primo disse lui con dolcezza.
Charlotte si fece da parte e gli pass la lampada. Tom abbass la maniglia piano, apr e illumin la stanza.
Charlotte si port le mani alla bocca.
In casa regnava il caos totale. Susan piangeva a dirotto in cucina, assistita dalla cuoca, mentre Mrs. Evans aveva letteralmente buttato Wilkins gi dal letto. Il cocchiere era all'ingresso, ancora mezzo addormentato e guardava la governante allibito.
Vai subito a Dorking a chiamare la polizia. Il commissario capo Jones in persona. Tanto sai dove abita, no? Lo so che  tardi... ma sbrigati! Sembrava pallida e provata, ma ce la stava mettendo tutta per non perdere la calma.
Tom Ashdown era appoggiato a una parete, in corridoio, le mani affondate nelle tasche del cappotto. Era pallido quasi quanto nella notte in cui Charlotte lo aveva soccorso sanguinante nell'ingresso.
Io... io non posso spostarla disse con un filo di voce. Prima che la veda la polizia...
Certo, ha ragione. Charlotte continuava a respirare con gli occhi chiusi, per sopprimere la nausea che le cresceva dentro.
Mrs. Evans aveva dimostrato un autocontrollo incredibile quando l'avevano chiamata perch identificasse la donna che si era impiccata al soffitto, a un gancio del lampadario. N lei n Ashdown, infatti, avevano mai conosciuto di persona Lady Ellen Clayworth.
Nessuno dei due pens di scendere in salotto. Restarono l, immobili, nel gelido corridoio da cui si accedeva alla torre, come sentinelle.
Ma come...?
Lui alz gli occhi. Tilly Burke. Lei deve aver saputo che era ancora viva. Forse la nascondeva addirittura in casa sua. Lady Ellen sapeva che nessuno avrebbe preso sul serio le chiacchiere di una vecchia pazza. E invece queste chiacchiere contenevano una marea di verit!
Gi. Charlotte chiuse gli occhi. E Nora deve averla aiutata.  rimasta fedele a Lady Ellen, continuava a supplicarmi di non credere alle accuse del dottor Pearson. E comunque Tilly  sua nonna. Lo guard sconvolta. Capisce? Lei per tutto il tempo si  aggirata intorno a Emily, e io non me ne sono neanche accorta.
Nessuno se n' accorto la corresse lui brusco. Per poi mordersi un labbro. Dobbiamo avvertire Sir Andrew.
E cosa ci scriviamo nel telegramma? domand Charlotte angosciatissima.
Lui aggrott la fronte. Lo devo scrivere comunque. Per l'ufficio postale riaprir domattina presto. E adesso non ci sono pi treni per Londra. Poi scosse la testa e sospir un istante.  morta. Lasciamo a Sir Andrew ancora queste poche ore prima di...
Charlotte lo vide stringere i pugni. C'era qualcosa di strano, nella sua reazione. Per quanto fosse stato sconvolgente, era comunque una donna a lui estranea.
... Forse... dovremmo scendere? Ha l'aspetto di qualcuno che berrebbe volentieri un whisky.
Il commissario capo Jones era un uomo robusto con folti capelli grigi, che trasmetteva un senso di pace. Dopo aver esaminato il cadavere, accett l'offerta di Tom e bevve anche lui un whisky.
Scusate, anch'io ho bisogno di riprendermi. Guard prima Ashdown e poi Charlotte. Insomma... non me lo aspettavo... Lady Ellen era data per morta, e adesso questo...
Prese un grosso sorso e con il bicchiere ancora in mano li guard entrambi, serio. Credo che mi dobbiate delle spiegazioni.
Raccontarono, a turno, le cose che erano successe a Chalk Hill. Tacendo, come per un comune accordo segreto, sul sospetto che Lady Ellen avesse fatto ammalare la figlia.
Quando ebbero finito, il commissario capo li guard sospettoso e Charlotte cap che aveva notato i buchi nella loro storia. Eccome se li aveva notati.
Signora, signore, in realt io dovrei parlare di persona con Sir Andrew, ma sono ben consapevole che oggi non sar possibile. Sposteremo il cadavere e lo metteremo al freddo, prima che venga ritirato domattina dall'uomo dell'obitorio. Sollev una mano. Ma ho ancora alcune domande per la famiglia, senza le quali il caso non pu essere chiuso.
Charlotte si schiar la voce. Io sono preoccupata per i danni che potrebbe riportare Emily Clayworth se l'intera vicenda diventasse di pubblico dominio. Ha gi sofferto tanto e...
Miss Pauly, la polizia si muover nella maniera pi discreta possibile, ma esistono delle leggi, e vanno rispettate. Un suicidio va chiarito, in ogni dettaglio, tanto pi se la defunta era considerata morta da quasi un anno.
Si pu tenere fuori la stampa? domand Ashdown, appoggiandosi al camino. Nell'interesse della famiglia.
Il commissario capo Jones lo guard con aria interessata. Faremo tutto il possibile, ma non posso assicurarle nulla. Sar difficile mantenere segrete le indagini ufficiali. Pos il bicchiere e si alz.
Al resto penseremo domani. Adesso pensiamo al cadavere. Ecco, Mrs. Evans... dovrebbe mostrarci un posto in cui poterla lasciare, possibilmente freddo.
La governante li guid in una stanza non utilizzata al secondo piano, in cui c'erano solo un letto e un armadio. Poi il commissario capo guard Ashdown. Se potesse darmi una mano...
Charlotte li scrut entrambi incerta e poi decise di aspettarli in salotto. Non aveva le forze per tornare in quella camera.
Quando si sedette sul divano, vide Mrs. Evans alla porta, le mani che torturavano la gonna.
Si sieda la invit Charlotte.  un grande shock per tutti.
Mrs. Evans si accomod su una sedia, il capo chino. Io... io non posso crederci, Miss Pauly. Era qui, in casa! E io non me ne sono accorta.  impossibile, non posso crederci.
Non se lo aspettava, Mrs. Evans, ma del resto come avrebbe potuto? Tutti noi eravamo convinti che fosse annegata.
La governante scosse la testa decisa. Ma sono successe cose strane. L'aggressione a Mr. Ashdown. L'agitazione, di notte. Lei, per esempio, aveva sospettato che qualcuno potesse essersi introdotto in casa...
Nessuno, per, poteva immaginare che fosse Lady Ellen. Mentre cercava di fare coraggio alla donna, sempre cos sicura di s, lei lentamente si calm. Io credo che quando tutto sar finito, qui a Chalk Hill finalmente torner la pace.
Secondo lei Sir Andrew vorr continuare a vivere qui?
Charlotte non voleva darle false speranze. Mrs. Evans, questo non glielo so dire. Se pensa che ancora non sa che la moglie...
La governante alz la testa, di scatto. Ma voi come sapevate che era successo qualcosa? Lei e Mr. Ashdown siete venuti qui, di sera, da Londra, senza motivo...
Proprio in quel momento, la porta del salotto si apr, e Charlotte ne fu felice. Un pallidissimo Tom Ashdown entr. Il commissario capo Jones si conged dicendo che sarebbe tornato il giorno successivo, all'ora di pranzo.
Spero che per quell'ora Sir Andrew sar arrivato.
L'accompagno disse Mrs. Evans alzandosi.
Quando gli pass il bicchiere, Charlotte vide che la mano di Ashdown tremava.
Posso farle una domanda?
Mia moglie  morta tre anni fa.
Charlotte si sedette, ma stava annaspando.
Da allora non ho pi visto persone morte. Tanto meno toccato. Butt gi il resto del suo whisky in un solo sorso. Era questo che voleva chiedermi?
In realt no. Esit. Ma mi perdoni se le ho ricordato cose di cui ovviamente non vuole parlare.
Non oggi. Magari un'altra volta.
Per un po' restarono seduti in silenzio. Poi Charlotte lo guard e disse: Lei gi lo sapeva, vero? Aveva gi capito che Lady Ellen era ancora viva....
Be', era l'unica spiegazione logica per la mia aggressione disse con circospezione. Ero sicuro che fosse una donna, che aveva lottato con la forza della disperazione... o della follia. Altrimenti chi poteva essere stato? Anche se sembrava assurdo, lo so.
Questo, ovvio, spiega le cose che Emily sentiva e vedeva di notte. Non erano n sogni n visioni... banalmente, era la madre che s'introduceva di nascosto in casa, o aiutata da qualcuno. E quando non ci riusciva, Emily era alla finestra sperando che arrivasse. Un sacco di spiegazioni razionali, quindi, per cui potremmo trovare anche le prove. Ma... Deglut. Ma questo non cambia il fatto che  stata Emily, stasera, a mandarci qui. Sapeva cos'era successo a Chalk Hill.
Lui tacque, Charlotte inizi a pensare che non avrebbe mai risposto.
Quando ho accettato quest'incarico disse invece dopo un po', non credevo che avrei davvero vissuto cose che il mio cervello non sarebbe riuscito a spiegare. E per lungo tempo ho creduto che tutto quello che stavamo vivendo qui avesse una causa. Fino a oggi. Charlotte, mi sbagliavo.

35.

Deposizione di Nora Burke, Mickleham, in data 15 novembre 1890, raccolta dall'ispettore Williams, Centrale di Dorking.
Il mio nome  Nora Burke, sono nata il 2 marzo 1865 a Mickleham. Per otto anni ho lavorato come bambinaia di Emily Clayworth.  stata la madre, Lady Ellen Clayworth, ad assumermi, perch conosceva bene mia nonna, che un tempo era ai suoi servigi.
Ho sempre avuto un buon rapporto con la signora.  stata sempre gentile e mi affidava la piccola quando lei non era in casa. A volte per rendermi felice mi regalava fermagli per capelli o un bel nastro. Con Sir Andrew ho avuto poco a che fare, essendo deputato era spesso a Londra per lavoro.
Emily era una bambina in salute, ma da quando ha compiuto un anno ha iniziato ad ammalarsi facendoci preoccupare molto. Soffriva di febbre, vomito, crampi, eruzioni cutanee. La signora si  rifiutata di prendere un'infermiera, si  sempre occupata di persona della figlia. Io l'aiutavo. Era la madre migliore del mondo.
Nella zona all'inizio si erano diffusi pettegolezzi sul perch non assumesse personale come le altre signore, ma per Lady Ellen era scontato prendersi cura della sua unica figlia.
Emily era molto attaccata alla madre e la seguiva ovunque.
Quando la signora si assentava per qualche impegno sociale, piangeva, cos lei ha iniziato a uscire ancora meno, restava quasi sempre con la bambina.
Se lei e Sir Andrew conducessero un buon matrimonio non saprei dirglielo, ma lui non vedeva di buon occhio questo suo comportamento, lo so per certo. Io non volevo origliare, ma loro strillavano cos forte quando litigavano. Lui pretendeva che lei lo accompagnasse a Londra, non voleva mostrarsi sempre senza la moglie, ma la signora insisteva per restare a Chalk Hill con Emily. Soffriva di questi litigi con il marito, ma niente la rendeva pi felice dello stare con la figlia.
Se ne intendeva di medicine. Aveva letto molti libri per curare Emily nel modo giusto. Il dottor Pearson le faceva sempre i complimenti dicendo che era brava e che sapeva esattamente quello che andava fatto.
S, poi Sir Andrew ha cacciato il dottor Pearson, ma  successo molto dopo, pochi mesi prima dell'incidente di Lady Ellen. Era un incapace, e quindi non doveva pi occuparsi di sua figlia, ha detto cos.
S, l'ho sentito con le mie orecchie. Il dottore ha detto -  terribile, se potessi non ve lo racconterei - che era Lady Ellen a far ammalare la figlia. Una cosa del genere io non l'ho mai sentita. Che razza di madre potrebbe fare una cosa simile?
Dopo, niente  stato pi come prima. Sir Andrew non ha pi lasciato sola Lady Ellen con Emily. Di notte, quando lui era fuori per lavoro, voleva che ci restassi io. A Mrs. Evans e ai domestici ha detto che era troppo stancante, per la moglie, occuparsi della bambina. Una cosa molto crudele. La teneva come prigioniera in casa sua. Lei  diventata sempre pi pallida e triste. Non capiva perch lui la punisse in maniera cos malvagia.
A volte andava da mia nonna, a Mickleham, che tutti considerano pazza. Ma lei vede cose che gli altri non vedono, dovete credermi. Lady Ellen conosceva una strada per raggiungere la sua casa che passava attraverso la foresta e il Mole, e faceva sempre quella. Non voleva che la gente sapesse dove andava, si fidava della Granny, fin da piccola.
Una volta, tornando da Londra, Sir Andrew ha comunicato a Lady Ellen la sua decisione: doveva andarsene da Chalk Hill, le avrebbe comprato una casa dove preferiva, ma non a Dorking, nemmeno nel Surrey. Me lo ha detto lei stessa. Era disperata. La voleva mandare via, cos ha detto. Se non obbediva, avrebbe chiesto il divorzio, e lei si sarebbe presa la colpa. E non avrebbe mai pi rivisto Emily.
Non mi ha mai accennato nulla del suo piano. L'ho saputo solo dopo. Io ho davvero creduto che fosse morta. Che si fosse tolta la vita, anche se  peccato mortale. Tutti dicevano che era stato un incidente, ma io sapevo che non era vero. Io sapevo che aveva paura di suo marito e delle sue minacce. Hanno cercato, hanno cercato dappertutto senza trovare nessun corpo, ma si sa quanto  insidioso il Mole. Calmo e piatto, e poi all'improvviso straborda dagli argini e si porta via tutto. La scorsa primavera era particolarmente agitato.
Una volta al mese io vado a trovare la mia Granny, lei  sempre felice di vedermi. Un giorno, quest'estate, quando eravamo da lei, ha iniziato a parlare di Lady Ellen, del fatto che volesse venire a prendersi la figlia. Io non capivo, come avrei potuto? E poi all'improvviso  comparsa nella stanza... Lady Ellen, intendo. E il mio cuore per qualche attimo ha smesso di battere.
Lei ha sollevato una mano e ha detto: Nora, non aver paura. Non sono un fantasma. Puoi fidarti di me.
S, signora ho risposto io. Ma come ha fatto?
Lei mi ha raccontato di aver lasciato la sciarpa sul Mole e di aver raggiunto a nuoto la sponda opposta, senza farsi vedere da nessuno. Che era entrata nella casa della Granny e si era nascosta l. Che prima di uscire di casa aveva infilato sotto la porta della camera di Sir Andrew una lettera di addio in cui spiegava quanto amasse lui e la figlia, ma che non poteva continuare a vivere in quel modo.
Quando sono tornata a Chalk Hill io ero sconvolta, ma per fortuna non se n' accorto nessuno. Da quel momento in poi, ogni sera ho aspettato, timorosa, che succedesse qualcosa. Lei mi aveva detto di avere un piano e che aveva bisogno del mio aiuto. Poi un giorno mi  arrivata una lettera, via posta. Mrs. Evans mi ha guardato in modo strano, perch io non ricevo mai posta, ma io le ho detto che era mia cugina. In un certo senso avevo la sensazione che la cosa non la riguardasse.
Infatti era cos. Naturalmente era di Lady Ellen. Scriveva di avere con s una chiave della cantina e che sarebbe venuta, di notte, per vedere Emily. La cosa mi metteva a disagio, ma la signora mi faceva pena, insomma... dopo tutte le cose brutte che le aveva detto Sir Andrew...
Ed  venuta davvero. Ha iniziato poco prima che arrivasse la nuova istitutrice. Quando lo ha saputo la signora si  spaventata, temeva che potesse notare qualcosa. Infatti cos  stato. Miss Pauly  intelligente, e ha iniziato a insospettirsi quasi subito. Cos la signora ha deciso, con il cuore pesante, di non dire a Emily che non era annegata nel Mole e che viveva dalla Granny. La bambina credeva che fosse un fantasma, ne sono sicura. Mi dispiaceva, ma perlomeno cos Lady Ellen poteva vederla.
Che fosse pazza? Come la mia Granny, dite? All'inizio no, altrimenti non avrebbe mai potuto escogitare un piano simile. Ma credo che alla fine tutto questo fosse diventato troppo per lei, se capite cosa intendo. Nascondersi, avere sempre paura, andare in giro di notte come un fantasma, non poter parlare con nessuno, era troppo. Come se fosse invisibile. Poi a casa  arrivato questo Mr. Ashdown. Io l'ho messa in guardia da lui. Era un tipo curioso e molto sveglio. E lei ha quasi smesso di venire, di notte. Una volta lui l'ha inseguita nel bosco e lei lo ha aggredito. Con un coltello. O almeno credo. Pu essere stata solo lei.
L'ultima volta che l'ho vista  stato quando Sir Andrew  partito con la figlia. Sono andata dalla mia Granny e le ho confessato la mia paura che Emily potesse non tornare pi. Lui infatti non aveva detto quando sarebbero tornati e se aveva ancora bisogno di me.
S, forse alla fine era diventata pazza. Ma  stata una brava madre, questo continuer a pensarlo finch muoio. Ha amato la figlia al punto da non poter vivere senza di lei. E per questo ha sacrificato la sua anima. Come pu essere peccato?

36.

Gli ultimi giorni erano stati per Charlotte come ondate di immagini e parole che l'avevano travolta lasciandole a malapena il tempo di respirare. Sir Andrew aveva lasciato Emily a Londra, con Mrs. Clare; per niente al mondo avrebbe mai riportato la piccola a Chalk Hill. Dopo la chiusura delle indagini da parte della polizia e l'accertamento dell'impiccagione come causa ufficiale del decesso, finalmente il corpo di Lady Ellen era stato deposto nella sua tomba al cimitero di Dorking. All'alba, alla presenza di Sir Andrew, Charlotte e i Morton. Nessun altro. Il becchino aveva giurato di mantenere il massimo riserbo sulla sepoltura.
Sir Andrew aveva assistito con uno sguardo di pietra, Charlotte non riusciva neanche a immaginare cosa stesse provando: rabbia, dolore, incredulit? L, in quel cimitero buio sulla collina, il cappotto sferzato dal vento di novembre, sent la mancanza di Tom, ma Sir Andrew aveva specificato che la sua presenza non era gradita, n a Chalk Hill n al cimitero. Cos Ashdown gli aveva fatto le sue condoglianze, si era congedato ed era tornato a Londra il giorno prima.
Nonostante gli sforzi per mantenere la massima discrezione, ci furono comunque molti pettegolezzi. Erano in troppi a saperlo: la servit di Chalk Hill, Nora Burke, la polizia... prima o poi tutto sarebbe venuto a galla. Cos Sir Andrew, subito dopo la cerimonia, comunic a Charlotte di voler tornare a Londra quello stesso pomeriggio, per decidere con calma del suo futuro e di quello di Emily.
La donna aveva assistito con angoscia al momento in cui il padrone aveva ordinato a Mrs. Evans di licenziare tutte le domestiche e di tenere solo una donna delle pulizie che mantenesse in ordine la casa, mentre Wilkins si sarebbe occupato dei lavori di manutenzione del giardino e della rimessa.
Alla sua domanda preoccupata su quando lui e Miss Emily sarebbero tornati, Sir Andrew non aveva dato alcuna risposta.
In treno, seduto davanti a Charlotte, non disse una sola parola. A un certo punto lei, non riuscendo pi a sopportare quel silenzio, diede voce al quesito che le bruciava in petto da quando con Ashdown avevano aperto la porta della stanza nella torre.
Cosa racconter a Emily?
I suoi occhi ebbero un fremito, come se con i pensieri fosse lontano miglia e miglia. Sospir. Non lo so.
Mi scusi, ma qualcuno dovr spiegarle perch siamo venuti a Chalk Hill. E per quanto riguarda la sua... la sua visione...
All'improvviso lui si raddrizz. Mia figlia non ha avuto nessuna visione replic imperioso. Basta con queste idiozie. Ne ha gi passate abbastanza. Si guard le mani e si strinse nelle spalle. Quanto doveva essere difficile per lui ammettere la propria impotenza davanti a un'istitutrice?
Qualcosa per deve spiegarle. Glielo chiedo per favore.
A quel tono supplicante, lui alz gli occhi. Io... io non ce la faccio. Lo so, non sono stato molto bravo come padre... Lei sent quanta fatica gli costassero quelle parole. Non avrei mai dovuto affidare Emily a quella ragazzina dopo che la madre...
ma mi sono ripromesso di essere un padre migliore, in futuro. Deglut. Per... non saprei proprio cosa dirle. Se potesse farlo lei...
Charlotte vide sgretolarsi il muro alzato da Sir Andrew intorno a s e al suo dolore, e per la prima volta si sent vicina a quell'uomo. Una parte di lei, per, si opponeva a farsi carico di quel compito ingrato, perch, in quanto padre, stava a lui parlare con Emily.
Io sono solo la sua istitutrice.
Ma Emily ha fiducia in lei, lo sa benissimo. E poi aggiunse un'osservazione tanto logica quanto egoistica. Se glielo dico io, lei collegher per sempre la brutta notizia a me. Ogni volta che penser alla morte della madre, con i suoi occhi vedr me. Come pu nascere qualcosa di nuovo, qualcosa di buono da tutto questo?
Considerando la questione in modo razionale, aveva ragione da vendere. Lei in fondo era solo una presenza passeggera nella vita della bambina, mentre lui sarebbe rimasto per sempre.
Guard fuori dal finestrino, le gocce che si opponevano alla forza di gravit sfrecciavano di traverso sul vetro. Non poteva non dire a Emily che la madre era morta, morta davvero. Ma nemmeno raccontarle cosa fosse successo veramente. Poi le venne un'idea. Annu in silenzio. S, forse cos poteva funzionare.
Tom Ashdown quasi non aveva chiuso occhio. Sentiva nelle ossa gli eventi degli ultimi giorni e anche il bisogno, nonostante fosse ancora presto, di un bel whisky. Dovette ammettere che la morte di quella donna sconosciuta lo aveva turbato pi di quanto immaginasse. Forse per non era solo la morte, ma anche il pensiero degli eventi che l'avevano tormentata nei mesi e negli
anni prima che lui e Charlotte trovassero quel corpo impiccato.
Quando Sir Andrew era entrato nella stanza in cui avevano depositato il cadavere, lui era l, aveva aspettato sulla porta, con discrezione. Sapeva cosa significasse perdere una persona amata... ma cosa si provava quando l'amore di un tempo si era trasformato in qualcos'altro, qualcosa di oscuro che aleggiava come un'ombra sui ricordi felici? Sir Andrew aveva perso la moglie tre volte: quando aveva capito cosa stesse facendo alla figlia - Tom infatti era convinto che egli avesse creduto al medico, altrimenti non avrebbe cercato di allontanare madre e figlia - quando l'aveva creduta annegata nel Mole e adesso, definitivamente, impiccata nella stanza della sua infanzia. Era rimasto l immobile, in silenzio, per un'eternit. O almeno cos era sembrato a Tom.
Poi era uscito ed era tornato con un coltello. Aveva iniziato a tagliare gli stracci annodati, ancora stretti intorno alla gola della donna. Aveva respirato a scatti, i capelli davanti al viso, mentre continuava a tagliare, fin quando la stoffa non aveva ceduto e la gola era stata di nuovo libera. Il cappio improvvisato era caduto per terra, lui si era pulito le mani sui pantaloni e se n'era andato.
Tom aveva richiuso la porta, piano, e lo aveva seguito. Era una grande consolazione, per lui, che i suoi ricordi di Lucy non fossero adombrati da nulla, che lui avesse perso lei, ma non l'amore che provava per lei. Aveva sentito un brivido e si era stretto nella redingote.
Il whisky gli procur un piacevole bruciore in gola. Continuava a camminare avanti e indietro per lo studio, prendeva un libro a caso e lo rimetteva gi, guardava verso l'angolo di Lucy, ma nemmeno l trovava pace. Poi gli occhi si posarono su una lettera che Daisy gli aveva lasciato sulla scrivania.
Grato per quella distrazione, si avvicin alla finestra e la apr.
Mio caro Ashdown,
come promesso ho fatto alcune ricerche su una possibile malattia mentale di E.C. Nella letteratura medica vengono descritti da decenni disturbi in cui le persone si definiscono malate o si rendono malate assumendo, per esempio, sostanze nocive alla loro salute. Si pensa che lo facciano per attirare l'attenzione o suscitare compassione, cosa che lascia presumere uno stato mentale seriamente disturbato.
Un caso come quello da lei descritto, in cui simili danni vengono inflitti a una terza persona, perlopi una bambina, finora non  mai stato analizzato. Ma questo, come mi hanno assicurato diversi colleghi del settore, non significa che sia una cosa impensabile o da escludere a priori. Certo, quando si tratta di esaminare danni inflitti da adulti a bambini ci sono grosse remore, ma questo  dovuto a un concetto di decoro a mio avviso inappropriato.
Mi rammarico di non poterle dare una risposta pi chiara di questa:  un fenomeno insolito, ma non impossibile. Purtroppo si tratta di un'idea ancora cos inaudita che ci vorr molto prima che la scienza possa avere la precedenza sulla tutela dell'infanzia, per lo stesso bene dei bambini. Cordialmente,
il Suo H. Sidgwick
Ho deciso di fare un viaggio con mia figlia annunci Sir Andrew poco dopo l'arrivo a Chester Square. Aveva chiamato Charlotte nel suo studio, prima ancora che lei potesse parlare con Emily. Capir, credo, il mio desiderio di mettere distanza tra noi e questi tragici eventi. Spero che mia figlia, distratta da nuove esperienze, possa riacquistare la piena salute mentale. Stavo pensando all'Italia.
Sarebbe senz'altro una cosa buona, per Emily disse Charlotte mentre lui rimaneva zitto, come in attesa della sua opinione.
E sto anche pensando, alla fine del nostro viaggio, di trasferirmi a Londra, in modo che Emily possa iniziare una nuova vita lontano dai brutti ricordi di Chalk Hill.
In cui non ci sar posto per me, pens Charlotte. Non era un'ipotesi, ma una certezza, cresciuta dentro di lei con incredibile rapidit e chiarezza. Sir Andrew non l'avrebbe portata con loro in Italia, e al ritorno non l'avrebbe tenuta come istitutrice. Niente era stato detto, ma Charlotte sentiva che ormai erano prossimi all'addio.
Deglut, sentendo affiorare sulla lingua un retrogusto amaro.
Faccio bene a dedurre che lei non avr pi bisogno dei miei servigi? Scelse apposta una formula che suonasse il pi impersonale possibile, per cercare di rimandare gi le lacrime che sentiva salire agli occhi.
S,  cos, Frulein Pauly, sebbene con profondo rammarico da parte mia, deve credermi. Con mia figlia ha svolto un lavoro eccellente, e le dar referenze altrettanto eccellenti con le quali non le dovrebbe essere difficile trovare un altro lavoro degno di lei. Inoltre, ricever ancora tre mesi di stipendio, in modo che abbia tutto il tempo per cercare con calma.
Lei abbass la testa. Quando pensava di partire?
Il prima possibile. Nell'interesse di Emily. Prima di Natale.
Lui si zitt. Lei sent quanto fosse combattuto, ma dopo il momento di debolezza mostrato in treno adesso aveva indossato di nuovo la sua maschera di inavvicinabilit.
Io ho gi portato via tutte le mie cose da Chalk Hill e posso lasciare questo appartamento quando lo desidera.
Fin quando siamo qui, pu restare.
Charlotte annu e si alz. Adesso vado da Emily.
Quando buss alla porta della camera della bambina sent il cuore terribilmente pesante. Non immaginava che quella difficile conversazione sarebbe stata il primo passo verso l'addio.
Emily era seduta su una poltrona vicino alla finestra, una bambola accanto a lei sul bracciolo, e stava leggendo. Appena la vide si alz e le and incontro.
Guardi, Frulein Pauly, l'amica di Mrs. Clare ha riparato Pamela! S, non  bella come prima, ma forse... forse per questo adesso le voglio ancora pi bene!
La testa era stata sostituita, la faccia pi variopinta, meno delicata, ma i capelli erano lunghi e setosi, ed Emily sembrava felice. Era questa la cosa pi importante.
Emily, siediti. Ti devo parlare.
La bambina la guard incuriosita e torn a sedersi sulla poltrona, con le gambe accavallate. Charlotte non la rimprover.
Ti sarai chiesta perch io e il pap siamo andati via.
Emily annu.
Ecco, siamo dovuti andare a Dorking. ...  successa una cosa che richiedeva la presenza di tuo padre. Non mi riesce facile raccontartelo, ma voglio che tu lo sappia.
C'entra la mamma?
Charlotte sussult. Perch dici cos?
Be', siete andati via cos di fretta dopo che io avevo visto come lei...
S, Emily. C'entra tua madre. Ma non  andata come credi tu. Tu sai che  caduta ed  annegata nel Mole, no?
Emily annu. Era impallidita, ma sembrava calma.
Ecco, finalmente hanno ritrovato il corpo. Lungo il fiume, un po' pi a valle. Sapeva che era un tentativo azzardato e sperava che Emily le credesse, mettendo da parte, per una volta, la sua razionalit e intelligenza. L'abbiamo sepolta. Al suo posto, nel cimitero di Dorking, in cima alla collina con la vista su Box Hill.
La bambina rest zitta. Poi, con un filo di voce, disse: Ma lei era l! Veniva a trovarmi di notte! Era vera!.
Ci sono cose che non possiamo spiegare. A volte sentiamo un collegamento con una persona molto lontana. Tu hai amato molto la tua mamma ed  come se questo legame, in qualche modo, ne avesse ritardato la morte. Ma ora  morta, Emily, e non torner pi.
Sent gli occhi in fiamme, si morse un labbro. Dannazione, pens arrabbiata, perch non poteva occuparsene suo padre?
E il lenzuolo? Gli stracci annodati? Perch li ho visti?
Charlotte riflett. Doveva trovare una spiegazione, a tutti i costi. Se Emily le avesse creduto, avrebbe ritrovato la pace, perch ormai Ellen Clayworth era morta, morta davvero, e non sarebbe pi tornata a molestarla. Le venne in mente una bugia, una bugia intelligente.
Tu hai detto di averla vista nella sua vecchia camera della torre, dove dormiva da bambina. Forse una volta ti ha raccontato di aver stracciato un lenzuolo e di aver annodato i pezzi in una corda per giocarci. Forse conosceva la favola di Raperonzolo.
Emily la guard scettica. Charlotte si stava muovendo su un terreno estremamente insidioso: al primo passo falso sarebbe caduta.
Raperonzolo, la ragazza che viveva in una torre, che fece una treccia dei suoi capelli perch un principe potesse salire su a salvarla. Forse tua madre da bambina giocava a essere Raperonzolo, e te l'ha raccontato. Tu hai pensato a lei, ti sei ricordata di questo fatto e l'hai vista come nella sua storia.
Non so, Frulein Pauly... Davvero lei crede che sia andata cos?
Il cuore di Charlotte batteva cos forte da sentirne il rimbombo. Forse. Nessuno pu sapere cosa succede nel profondo del cuore di un'altra persona. Per di una cosa sono sicura: che ti amava moltissimo.
S. Emily abbracci la sua bambola.
Nessuno poteva sapere cosa avrebbe portato il futuro, se la bambina avrebbe creduto alla spiegazione di Charlotte o se avrebbe fatto ulteriori indagini e scoperto la verit, maledicendo l'istitutrice che le aveva mentito. Le bugie bianche restavano comunque bugie. Ma certo lei non poteva raccontare a una bambina di otto anni cosa avesse fatto la madre, prima a lei e poi a se stessa. Poteva solo sperare che il tempo l'avrebbe aiutata a dimenticare. E che Sir Andrew diventasse pi affettuoso.
Gi, proprio lui.
Emily, c' un'altra cosa che devo dirti. Prima ho parlato con tuo padre...
Quando si ritir nella sua camera, si sentiva distrutta. Se Emily era stata forte quando le aveva raccontato della sepoltura della madre, all'imminente separazione da Charlotte aveva reagito in maniera inconsolabile. Aveva pianto a lungo, poi si era addormentata tra le sue braccia. Lei l'aveva portata da Sir Andrew come un rimprovero vivente, come se volesse ricordargli i suoi doveri. Lui si era seduto vicino al camino con la piccola e lei li aveva lasciati soli.
La lettera, l'aveva trovata sul letto. Appena riconobbe la calligrafia prov, per la prima volta quel giorno, qualcosa di simile alla gioia.
Mia cara Charlotte,
spero che il viaggio di ritorno a Londra sia andato bene. Sarei felice se, nei prossimi giorni, volesse passare da me per un t. Vorrei mostrarle una lettera. L'aspetter tutti i giorni, alle cinque. Tom
P.S. L'indirizzo  54, Clerkenwell Green.

37.

Il luned successivo Charlotte and all'agenzia che le aveva procurato l'impiego da Sir Andrew. La proprietaria, Mrs. Manning, la accolse con freddezza, perch Charlotte aveva lavorato solo pochi mesi a Chalk Hill, cosa che lasciava pensare a un padrone insoddisfatto. Quando per cap che Sir Andrew Clayworth sarebbe partito per un lungo viaggio all'estero per motivi personali lasciandole ottime referenze, divent pi gentile.
Bene, Miss Pauly, allora la reinseriremo nei nostri archivi. Ci faremo vivi appena riceveremo una richiesta adeguata o verremo a sapere di un posto vacante per un'istitutrice con le sue competenze. Che indirizzo devo segnare?
Charlotte esit. Potrebbe consigliarmi una pensione in cui affittare una stanza, mentre aspetto? Sir Andrew partir presto, quindi ho bisogno di un nuovo alloggio. Quelle parole le tornarono difficili. All'improvviso sent delle resistenze a rimettersi sul mercato in quel modo, anche se ormai era una procedura molto comune.
Dunque... La signora la guard oltre la montatura degli occhiali a mezzaluna. Londra, come immagino sapr,  una citt molto costosa. Per conosco alcune affittacamere che offrono una sistemazione per signore in cerca di un impiego, a un prezzo adeguato. C' un posto qui vicino, pu dire che la mando io. Prese un foglietto e vi annot un nome e un indirizzo a Brixton, un quartiere, spieg, a sud del Tamigi.
Le stanze sono piccole, ma pulite. Per il prezzo, parli direttamente con Mrs. Farley. Se non si fa viva, dedurr che sia raggiungibile a quell'indirizzo.
Charlotte si alz. Bene, la ringrazio molto.
Poi usc e si avvi lungo il corridoio in penombra, illuminato solo dalla luce invernale che filtrava pallida attraverso i vetri colorati. Usc e si guard intorno. Apr la sua nuova cartina della citt e cerc la strada appena indicatale dalla signora. S, era proprio a due passi.
Il palazzo non affacciava sulla strada, ma era un po' nascosto dietro un cancello in ferro battuto. Con i suoi mattoni anneriti dalla fuliggine aveva un aspetto sinistro e respingente. Ripensando all'appartamento accogliente e luminoso di Chester Square che stava per lasciare, Charlotte sent il cuore pesante. Cos tanti addii... serr i denti.
Ma non sarebbe tornata in Germania, no, non ci aveva pensato neanche per un minuto. Era riuscita a trovare un buon posto in Inghilterra, e ci sarebbe riuscita per la seconda volta, non aveva dubbi. Piuttosto, si stava chiedendo se era quello che voleva.
Raggiunta la casa si ferm, per riprendersi. Avrebbe avuto tempo sufficiente per riflettere dopo aver detto addio a Emily e a suo padre. Allora avrebbe davvero preso coscienza di cosa aveva vissuto negli ultimi mesi e cosa avrebbe significato per il suo futuro.
Cos apr il cancello del giardino e si diresse a passo deciso verso la pensione.
I giorni seguenti li pass quasi tutti insieme a Emily. In ogni storia che le leggeva, in ogni immagine che guardavano insieme, in ogni canzone che cantavano si respirava un'atmosfera di addio. Non ne parlarono quasi mai, ma Charlotte not che la bambina cercava la sua vicinanza, appoggiandosi a lei o toccandole un braccio. Le faceva male, ma ricambi quelle tenerezze, per quanto le fosse concesso dal suo ruolo di istitutrice.
Posso scriverle? domand Emily la sera prima della partenza. Le valigie di Charlotte erano gi pronte in corridoio, il giorno successivo avrebbe lasciato per sempre quell'appartamento. Mrs. Clare girava per casa da giorni con gli occhi arrossati, sebbene non sapesse nulla dei tragici eventi del Surrey, ma era una donna buona che empatizzava con il dolore altrui.
Oh, mi farebbe molto piacere. Se tuo padre  d'accordo rispose Charlotte. Poi annot l'indirizzo dell'agenzia su un foglietto. Ancora non so dove lavorer. Ma se mandi le tue lettere qui, le ricever comunque. E appena trover una nuova famiglia, ti scriver l'indirizzo.
Emily prese il foglietto e lo infil nel vestito di Pamela. Il posto pi sicuro: quella bambola l'avrebbe seguita fino in capo al mondo.
Mi dispiace disse la bambina.
Cosa... ti dispiace? domand Charlotte sorpresa.
Di lasciarla sola.
Fece un respiro profondo e accarezz la bambina sulla testa. Ma non  mica colpa tua! Esistono cose che non si possono cambiare. Le persone intelligenti lo capiscono e lo accettano. E risparmiano le loro forze per quelle che si possono cambiare.
Emily la guard pensierosa. Poi d'un tratto s'illumin. Ma lei non  sola, qui a Londra!
Non sono sola?
C' Mr. Ashdown!
Charlotte sorrise. Gli aveva risposto dicendo che avrebbe accettato volentieri il suo invito dopo la partenza dei Clayworth. Fino a quel momento, voleva godersi pi tempo possibile con la piccola Emily.
Il mattino successivo arriv il momento dell'addio. Rimasero in tre, sul vialetto davanti casa. Sir Andrew aveva pagato a Charlotte una carrozza a nolo che la portasse al suo nuovo alloggio, accanto c'era quella che avrebbe condotto lui ed Emily alla stazione. Charlotte strinse la mano all'uomo, e lui la ringrazi con incredibile calore.
Poi si gir verso Emily, abbandon ogni remora e la strinse forte a s. Sent le sue manine aggrapparsi alle maniche, e si morse una guancia per non piangere.
Ti voglio bene le sussurr in un orecchio.
Anch'io. Le scriver. Prestissimo sussurr la piccola di rimando.
Emily, adesso dobbiamo andare disse Sir Andrew, e Charlotte si sciolse da quell'abbraccio, non senza un certo sollievo. Non avrebbe potuto trattenersi pi a lungo.
Fece un cenno al cocchiere di aspettare ancora qualche minuto, e con lo sguardo accompagn la carrozza di Emily fino a quando non scomparve dietro un angolo.
Una domestica - cos pallida e smagrita che Charlotte si sent in colpa - trascin la valigia al primo piano, mentre definiva gli ultimi dettagli con l'affittacamere.
Per due mesi, quindi.
S, Mrs. Farley. Confido che bastino per trovare un impiego.
La donna la squadr. Lei  straniera, ma viene su raccomandazione di Mrs. Manning, quindi le concedo di pagare in anticipo un solo mese. L'acqua calda  su richiesta. Nessuna visita dopo le nove. E nessuna visita maschile. Pu avvertire la sera prima se il mattino seguente desidera o meno la colazione. In camera  vietato mangiare.
Charlotte annu. All'improvviso si sent una bambina rimproverata da una madre severa e chiudendosi alle spalle la porta della sua stanza, poco dopo, prov un gran sollievo. La prima volta che aveva incontrato Mrs. Farley, la donna le aveva detto che si vedeva costretta ad affittare camere a causa della prematura morte del marito. Come se nell'affittare camere ci fosse qualcosa di male.
La stanza era pulita, ma piccola e piuttosto buia. Dava su un minuscolo cortile chiuso, con due sedie e un alberello rinsecchito in un grande vaso. Quella vista la rese ancora pi triste di quanto gi non fosse.
Disfece la valigia, tirando fuori solo lo stretto necessario, non ci teneva a sentirsi a casa in quel buco. Appese i vestiti nell'armadio e accarezz con aria trasognata il suo abito migliore, quello in velluto verde scuro, che aveva indossato raramente. Poi lo sfil dalla stampella e lo distese sul letto: era il vestito giusto per un invito a prendere il t.
Visto che Sir Andrew era stato cos generoso, si concesse una carrozza a nolo, invece del famoso Hansom Cab: Mrs. Farley le aveva spiegato che lo usavano solo "donne di dubbia moralit".
Durante il lungo tragitto ammir la citt. Attraversarono il Vauxhall Bridge e proseguirono lungo il Tamigi, fino a quando non cominci a vedere Westminster Abbey e il Parlamento. Ripens al giorno del suo arrivo, quando era passata sul Westminster Bridge con Emily e il padre, e alla sua prima impressione di quella metropoli, ma rimosse subito il ricordo, per non guastarsi la gioia di quella traversata.
Non sapeva in quale direzione stessero andando, nella calca aveva perso qualunque riferimento. Intuiva qualcosa solo quando passavano vicino a un palazzo o a una piazza che aveva visto su un libro: la colonna di Nelson di Trafalgar Square, per esempio, o la cupola di St. Paul in lontananza. Ma il cocchiere prosegu, e lei pens timorosa che presto sarebbe iniziata la campagna. Quella citt sembrava non finire mai.
Poi finalmente entrarono in una piazzetta delimitata da belle casette, con un'aiuola verde al centro. Un campanile bianco si stagliava tra gli edifici. L tutto sembrava piccolo, e la piazza era simile a quella di un paesino finito per sbaglio in mezzo alla metropoli. Il cocchiere si ferm davanti a una casa di mattoni rossi, il cui piano terra era verniciato di bianco. La porta era laccata di azzurro, con un lucidissimo battiporta di ottone.
Miss, siamo arrivati. L'aiut a scendere, e lei gli porse tre scellini. Mentre la carrozza se ne andava, alz gli occhi verso la facciata e si rese conto che il cuore le batteva all'impazzata.
Durante il tragitto si era concentrata sul brulichio delle strade e sulla maestosit dei palazzi, ma adesso, in quel vialetto silenzioso, tutto a un tratto si sent terribilmente nervosa. Prima di perdere del tutto il coraggio, si avvicin e afferr il battiporta.
Ad aprirgli fu una giovane domestica sorridente. Desidera, Miss?
Sono venuta a trovare Mr. Ashdown. Mi sta aspettando aggiunse decisa.
Prego, entri. Nell'ingresso, rivestito di mattonelle bianche e nere, c'era un bel tepore, odore di lucido per il legno e cera d'api. Quando pass cappotto e cappello alla ragazza, nel guardaroba not due soprabiti da signora. Sent salire l'angoscia dentro di s, ma poi una porta si apr e comparve Tom Ashdown.
Charlotte! Che piacere! Ma... perch quel faccino imbronciato?
Lei rise vergognandosi un po'. Niente, tutto bene. Anche per me  un piacere.
La condusse in una sala da pranzo con un tavolo apparecchiato per il t. Poi, volgendosi verso la porta, oltre la quale s'intravedevano delle librerie e una scrivania, esclam: Ehi, voi tre! Avreste la compiacenza di venire qui a salutare la mia ospite speciale? In fondo  solo un banalissimo teschio!. Guard Charlotte divertito. Il teschio di Yorick, un accessorio di scena che mi ha regalato un regista anni fa. Non l'originale, o almeno credo. Anche se effettivamente potrebbe esserlo.
Un momento dopo comparvero due donne e un uomo.
Procedo con le presentazioni: Sarah e il dottor John Hoskins, di Oxford, due amici di vecchissima data. Ed Emma Sinclair, la sorella di Mrs. Hoskins. Questa invece  Charlotte Pauly, dalla Germania. Insieme ne abbiamo passate di tutti i colori.
Charlotte not subito l'occhiataccia della ragazza: un'espressione sorpresa, un principio di disapprovazione. Poi sorridendo le porse la mano. Era minuta e bionda, occhi azzurri, quasi troppo grandi per il suo viso. La sorella le assomigliava, ma era pi robusta e aveva un'aria amichevole. L'uomo con gli occhiali di metallo e la giacca di tweed con le toppe di cuoio sulle maniche, invece, sembrava un vero erudito.
Molto lieta disse Charlotte sentendo una morsa al petto che la irrit. Io... io non volevo disturbare. Lanci un'occhiata a Tom Ashdown, in cerca di aiuto.
Charlotte, i miei amici si sono presi la libert di autoinvitarsi per il t, mentre io l'avevo invitata espressamente da giorni. Per non ho avuto cuore di lasciarli sulla porta con questo tempaccio.
Sei incorreggibile disse Mrs. Hoskins avvicinandosi al tavolo. Insomma, per quanto tempo ancora vuoi privarci di queste leccornie?
Charlotte sorrise e si guard intorno. Per...  davvero una bella casa questa... Tom. Anche se chiamarlo per nome non le risult affatto facile.
Prego, sedetevi disse lui offrendo le sedie alle due ragazze.
Gli altri ospiti furono gentili e le fecero domande sulla sua terra d'origine e sul suo lavoro, ma Charlotte fu un po' a disagio, visto che in quel momento era disoccupata e non poteva rivelare nulla sulla sua precedente occupazione. A un certo punto sent Tom sfiorarle un braccio, per farle coraggio.
E tu? Cosa hai fatto, negli ultimi tempi? domand all'improvviso Mr. Hoskins all'amico. Il tuo braccio sinistro ha qualcosa che non mi convince. Sei rimasto coinvolto in qualche zuffa? Un duello con un attore offeso o con il mecenate di una diva che hai esposto al pubblico scherno con una recensione? Una scaramuccia da bar, forse?
Charlotte vide affiorare un certo rossore sul volto di Tom.
Ma che dici! Banalmente, me lo sono slogato cadendo dalle scale. E ti ringrazio per aver espresso sospetti cos lusinghieri al cospetto di queste due signorine. Se tu sei un buon amico, allora dai nemici cosa devo aspettarmi?
Ma noi sappiamo gi che lei  un uomo d'onore intervenne Miss Sinclair dando una rapida occhiata a Charlotte.
Sai, Emma rester a Londra per un po'. Vivr da un'amica e frequenter una scuola d'arte disse Mrs. Hoskins en passant, ma guardando Tom con occhi pieni di aspettative.
Tutto a un tratto Charlotte sent un caldo soffocante, quasi non riusciva pi a respirare. Le sembr di essere finita in uno spettacolo teatrale, la cui trama era nota a tutti tranne che a lei, i cui attori erano amici da una vita e si suggerivano le battute a vicenda. Le sue mani strinsero lo spigolo della sedia cos forte da farle male.
Ecco, Emma sarebbe felice se ogni tanto potessi dare un'occhiata ai suoi quadri e offrirle qualche consiglio aggiunse John Hoskins.
Charlotte si alz, anche se non aveva idea di come congedarsi.
Io... scusatemi, ma proprio non posso restare. Di pi non riusc a dire. Voleva solo uscire da quella stanza, fuori, nel gelo invernale.

38.

Si era scusato con i suoi ospiti ed era uscito di corsa, per la strada, indossando sciarpa e cappotto mentre camminava. Quasi fin contro un venditore di caldarroste, poi fece un cenno a un cocchiere.
Chester Square, il pi in fretta possibile.
L'uomo lo guard con compassione. A quest'ora, Sir... Faccio del mio meglio, ma come vede... Con il frustino indic la coda di carrozze e altri mezzi di ogni tipo, che stavano intasando la strada.
Tom si avvolse nella coperta poggiata sul sedile e si prepar al lungo tragitto. Guard fuori, per strada, senza realizzare davvero cosa stesse vedendo. Le persone muovevano la bocca, ma alle sue orecchie non giungeva alcun suono: n le grida dei bambini, n le urla di due cocchieri che si erano scontrati a un incrocio e se ne stavano dicendo di tutti i colori. Sentiva solo le ultime parole di Charlotte e il rumore della porta che si chiudeva dietro di lei.
Charlotte, a sua volta, non aveva idea di come fosse salita su quella carrozza, ma in quel momento era seduta al caldo e riusc a chiudere gli occhi. Il viaggio verso Clerkenwell, durante il quale aveva guardato fuori cos affascinata, le sembr un ricordo lontano.
Sei troppo sensibile, si rimprover. Tom aveva visite, amici che lo conoscevano da molto prima di lei. Era un suo diritto. Loro erano stati gentili e lei invece si era comportata in maniera ridicola. Era scappata via senza nemmeno congedarsi, aveva fatto una specie di scenata, perso il controllo, mentre nei mesi passati, con tutto quello che era successo, aveva sempre mantenuto la calma. Non era da lei. Forse era l'effetto della tragedia cui aveva assistito, finalmente le paure represse stavano venendo a galla. Forse...
Serr le labbra e guard fuori, nel gelo invernale. Tutto a un tratto la citt le sembr fredda e ostile, e si chiese come mai si fosse sentita benvenuta in un posto simile. Non c'era nulla che la trattenesse a Londra, era un'estranea e tale sarebbe rimasta. Anche se avesse trovato un nuovo impiego, niente sarebbe stato pi come prima. Si era rotto qualcosa, la sua voglia di avventure, l'euforia del nuovo inizio quando era partita da Berlino, era perduta per sempre. Ripens alla traversata per Dover, a come aveva allungato la testa contro il vento sperando di avvistare presto la costa. Al tragitto da Dorking a Chalk Hill, il primo incontro con Emily, la magia che quella casa e la foresta avevano esercitato su di lei i primi giorni.
Tutto questo era passato. E lei era rimasta a mani vuote.
Ma c'era dell'altro, anche se preferiva non pensare al nocciolo del problema, a ci che le faceva pi male. Se avesse cercato dentro s, nel profondo, non ci sarebbe stato ritorno, ed era questo a metterle pi paura di qualunque altra cosa. Se si fosse abbandonata a quei sentimenti, sarebbe stata perduta.
La governante lo guard sorpresa. Sir, la famiglia  partita per un periodo imprecisato. Stavo infatti per chiudere l'appartamento.
Lo so, io volevo solo... Per caso sa dove posso trovare Miss Pauly?
Mrs. Clare sorrise. Che ragazza deliziosa, non  vero? Emily sarebbe stata cos felice se fosse partita con loro, andavano molto d'accordo.
Per favore, ha un indirizzo? domand in tono ancora pi insistente.
Mi scusi, io mi perdo in chiacchiere, mentre lei invece ha fretta. Un attimo. Scomparve dentro l'appartamento e torn con un foglietto in mano. Ecco,  tutto quello che ho. Gli porse un biglietto da visita.
Era l'indirizzo di un'agenzia di collocamento per insegnanti qualificati, cos almeno c'era scritto.
Nient'altro? Nessun indirizzo privato?
Mrs. Clare scosse la testa. No, mi dispiace. Ma so che ha lasciato quest'indirizzo anche a Miss Emily. Quindi non sbaglia se va a chiedere l. Gli occhi le luccicarono, pieni di partecipazione.
La ringrazio. Posso? Si appunt l'indirizzo e restitu il biglietto alla governante. Le auguro una bella serata.
Una volta fuori, controll l'orologio. Pochi minuti alle sei e mezzo. Probabilmente non avrebbe trovato nessuno all'agenzia, ma doveva provare lo stesso. Si avvolse la sciarpa intorno al collo, fece un cenno a una carrozza e prosegu la sua ricerca.
La camera le sembr ancora pi desolata di prima, e appena richiuse la porta Charlotte finalmente diede sfogo alle lacrime. Pianse per Emily, che aveva preso cos a cuore; per sua madre, che aveva cercato una via d'uscita da un matrimonio infelice in maniera cos disperata da arrivare a distruggere la sua famiglia; per Sir Andrew, cos barricato nel suo dolore e nella vergogna da non poter dare alla figlia l'affetto e la vicinanza di cui aveva bisogno; addirittura per Tilly Burke, che aveva amato tanto Lady Ellen ed era stata soltanto usata; per Nora, la cui devozione alla nonna e alla sua padrona l'aveva resa cieca alle sofferenze di quella povera bambina.
E poi, alla fine, si concesse di piangere anche per se stessa. Era seduta sul letto, il capo chino, le lacrime che gocciolavano ininterrottamente sulle mani, sul vestito.
Per consolarsi cerc di trovare dentro di s un residuo del calore che aveva sentito fin dall'inizio vicino a Tom. Ma non lo trov.
Aveva scarsa esperienza in questo genere di cose, ma l'occhiata della ragazza non lasciava dubbi. Chi, come lei, viveva ai margini della societ senza esserne parte era sensibile a certi segnali.
Quella donna aveva guardato Tom Ashdown come se lo rivendicasse per s. Anzi, come se gi le appartenesse.
Mentre si accorgeva di avere sempre pi freddo, sent un rumore, di sotto.
La voce di Mrs. Farley era cos acuta che Charlotte si alz e apr la porta di uno spiraglio.
Un attimo dopo sent l'affittacamere dire: Nessuna visita maschile, Sir. Non sono ammesse eccezioni. Tanto meno a quest'ora.
Appena riconobbe l'altra voce, il cuore inizi a batterle all'impazzata.
Non  mia intenzione infrangere le regole, Mrs. Farley. Per potrebbe farmi la gentilezza di chiedere alla signorina di scendere e riferirle che un signore deve parlarle con la massima urgenza?
Be'... disse Mrs. Farley esitando. Lei mi sembra un uomo per bene. Quindi le conceder di conversare per qualche minuto nel mio salotto con Miss Pauly.
 molto generoso da parte sua, rispose quella voce ironica a lei cos familiare ma preferisco non importunarla oltre. Quando Miss Pauly sar pronta per uscire, toglieremo il disturbo.
Bene, allora salgo ad avvertirla concluse Mrs. Farley.
Non  necessario disse Charlotte comparendo in cima alle scale. Aveva il cappotto in mano. Si mise il cappello e scese con passo deciso.
Guard Tom negli occhi. E in quegli occhi trov tutte le risposte. Sono pronta.
...
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...
FINE.